giovedì 25 Aprile 2024
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Un mestiere pericoloso

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Dal rapporto annuale della
Press Emblem Campaign si apprende che nel 2014 sono stati uccisi nel
mondo 128 giornalisti, segno che questo mestiere da ancora fastidio a
chi pensa che le verità debbano essere sempre nascoste.

Delle 128 uccisioni il
“primato” della regione spetta al Medio Oriente che guida la
classifica con 46 vittime. Seguono l’Asia con 31, il sud America
con 27, l’Africa sub-sahriana con 14 e l’Europa con 10.

La Striscia di Gaza è
quest’anno il luogo più pericoloso in cui fare informazione:
durante l’offensiva israeliana di questa estate (“Margine
Protettivo”) sono stati ammazzati 16 giornalisti. La Siria segue
con 13 morti. Sulla Siria va segnalato che in quattro anni di guerra
sono stati uccisi ben 70 giornalisti.

L’Iraq si classifica al
quarto posto con 10 giornalisti morti (dietro al Pakistan che ne
registra 12) molti dei quali uccisi per mano dello Stato islamico di
Iraq e Siria (Isis).

Negli ultimi cinque anni,
sempre secondo lo studio della Press Emblem Campaign, sono stati
uccisi 614 giornalisti (in media 123 all’anno, 2,3 a settimana) con
Siria, Pakistan, Messico, Iraq e Somalia in cima alla classifica dei
paesi più pericolosi.