sabato 13 Aprile 2024
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Parliamo dei tagli alla Scuola Pubblica

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Dopol’intervista
alla dirigente scolastica Anna Maria Landini
, continuiamo a
discutere di Scuola con un articolo di Francesco Montanari sulle
dichiarazioni di Stefania Benatti, assessore regionale all’Istruzione
della Regione Marche.

Stefania
Benatti, assessore regionale
all’Istruzione della Regione Marche, è molto chiara sulla
situazione critica della Scuola.
Benatti ha recentemente
affermato che: “Le conseguenza del piano del Governo ora
colpiscono docenti e personale Ata, ma dal 16 settembre ricadranno
pesantemente su metà della popolazione marchigiana. Il ministro
Gelmini ha dichiarato che, mentre altri salgono sui terrazzi, lei ‘si
rimbocca le maniche’ forse per pulire la strage di posti di lavoro
che lei stessa ha provocato e che sta falcidiando la scuola italiana.
Sembra un po’ il pianto del coccodrillo
”.

L’assessore
regionale è di ritorno da una riunione a Roma con gli omologhi
assessori regionali e ha le idee molto chiare sulle conseguenze di
questi tagli: “Le famiglie e i ragazzi si accorgeranno,
purtroppo solo a loro spese, di quello che sta accadendo, tra tagli,
offerta formativa ridotta, aule sovraffollate. Abbiamo segnalato in
tempo al ministro Mariastella Gelmini, con una lettera di marzo
scorso, che la situazione, a causa dei tagli, sarebbe stata
insostenibile anche nelle Marche dove 1.300 occasioni di lavoro
saranno perse, tra insegnanti in pensione non sostituiti, mancati
incarichi annuali ai precari e tagli effettivi agli organici e al
personale Ata. Abbiamo chiesto al ministro e non solo noi, ma tutte
le Regioni rappresentate dal presidente Vasco Errani, di organizzare
un incontro per la vertenza scuola che a questo punto è aperta di
fatto. Ma il ministro si è guardata bene dall’accettare e ha
saputo far solo muro, senza costruire un dialogo positivo. Ha saputo,
invece, chiedere aiuto alle Regioni che, secondo il Governo,
dovrebbero mettere a disposizione fondi per trovare soluzioni
alternative, ma che per aspetti di legittimità non possono
certamente reclutare personale statale o peggio ‘pagare’ gli
stipendi dei professori o ancora mantenere una sorta di cassa
integrazione per la scuola. Ma mi chiedo, si può prima cancellare
posti di lavoro e solo dopo pensare alle conseguenze? E poi tutto
questo benedetto risparmio di 8 miliardi che il ministro sbandiera ad
ogni occasione, dove sta? Se a pagare saranno altri Enti pubblici, se
si spostano le spese su rami amministrativi del Paese, se le Regioni
dovranno sopportare il peso di questi provvedimenti tampone a scapito
di altri servizi essenziali?
”.

Questa
la portata dei tagli nella nostra regione: secondo le cifre del
Ministero nelle Marche rischiano di rimanere senza stipendio tra i
245 e i 287 docenti e tra i 150 e 200 lavoratori del personale Ata.
Ma per i sindacati la cifra va ritoccata al rialzo: saranno 1.333 i
posti di lavoro in meno nella regione (927 docenti e 406 Ata), senza
considerare, sottolineano Cgil, Cisl, Uil, Snals, la riduzione del
tempo scuola e dell’offerta formativa, l’aumento degli alunni per
classe e la riduzione delle ore di sostegno per gli alunni disabili.