mercoledì 18 Febbraio 2026
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Trivelle: come nella favola di Cenerentola

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Venerdì 16 ottobre a
Senigallia ho assistito all’incontro organizzato dal locale Partito
Democratico sul tema delle attività estrattive nell’Adriatico.

Relatore dell’incontro era il dottor Franco Terlizzese, direttore
generale per le attività estrattive e minerarie. Un resoconto
dell’incontro lo avrete già letto sui notiziari locali (vi propongo
quello diSenigallia
notizie
).

Mi permetto di evidenziare
un paio di considerazioni personali:

  • faccio difficoltà a
    comprendere perché questi incontri vengano organizzati alle 17,30
    di un giorno feriale, un orario che vede molte persone impegnate con
    il proprio lavoro. Ancora più incomprensibile se si pensa che
    l’incontro, iniziato poco prima delle ore 18, doveva terminare
    tassativamente entro le 19 perché il relatore doveva prendere il
    treno per rientrare a casa!

  • Con tutti gli
    interventi previsti (Fabbri, Terlizzese, Mangialardi, Sciapichetti)
    non c’è stata possibilità di discussione e io stesso ho dovuto
    quasi “elemosinare” la possibilità di intervenire.

L’incontro sembrava voler
rassicurare gli intervenuti “affinché nessuna trivellazione e
tanto meno alcuno stoccaggio di CO2 possa essere effettuato senza il
consenso del territorio”. Su questostato di tranquillitàho incentrato il mio brevissimo intervento (al limite delle ore 19):

  • durante l’incontro ci è stato ripetuto che il
    sito del Ministero è fatto bene. Effettivamente è così, il sitounmig.mise.gov.itè ben organizzato, ma da parte mia ho fatto notare che ciò non
    rappresenta uno “sforzo” ma rientra nel loro lavoro.
  • Si è tentato di rassicurare l’uditorio che
    l’eventuale inizio delle perforazioni previste nell’istanza “Monte
    Porzio” avrebbe una tempistica di cinque anni. Dalle informazioni
    in nostro possesso ci risultano 180 giorni (art. 38 del Decreto
    Sblocca Italia) più altri 150 giorni (art. 26 comma 1 del Dlsg.
    152/2006). A casa mia la somma di 180 più 150 giorni non arriva
    neppure ad un anno.
  • È stata ribadita più volte la volontà di
    collaborare con comuni e regioni… ma questo è solo un
    “contentino” visto che lo Sblocca Italia (e la riforma del
    titolo V) annulla completamente l’intesa con la regione (senza
    parlare dell’inesistente ruolo dei comuni!).
  • Se le estrazioni degli idrocarburi rivestono
    questo carattere “di interesse strategico e sono di pubblica
    utilità, urgenti e indifferibili” (cito l’art. 38 dello Sblocca
    Italia) non si capisce perché ad ogni gara si presenti sempre e
    solo una ditta.
  • Tramite alcuni sindaci della Valcesanoabbiamo
    inviato una memoria presso il Cirm e al Ministero dello Sviluppo
    Economico
    dove evidenziamo le possibili difficoltà economiche della
    società proponente l’istanza “Monte Porzio”. Visto che la legge
    italiana prevede che il permesso di ricerca o di coltivazione venga
    concesso se i soggetti “dispongono di capacità tecniche,
    economiche ed organizzative…” siamo curiosi di vedere se il
    progetto andrà avanti.
  • Sarebbe il caso di preparare un piano energetico
    nazionale ascoltando il parere dei numerosi tecnici, scienziati e
    ricercatori che chiedono un “cambio di passo” sul tema
    energetico: riduzione del ricorso alle energie fossili e aumento di
    quelle rinnovabili. Per esempio si potrebbero interpellare gli
    scienziati del manifesto “Energia per l’Italia”.

In merito ai punti che ho
esposto sarebbe stato interessante ascoltare con calma la replica del
dottor Terlizzese, ma purtroppo erano già le ore 19 e il tempo era
scaduto… neanche ci trovassimo nella favola di Cenerentola!