Trivelle: come nella favola di Cenerentola

Venerdì 16 ottobre a
Senigallia ho assistito all’incontro organizzato dal locale Partito
Democratico sul tema delle attività estrattive nell’Adriatico.
Relatore dell’incontro era il dottor Franco Terlizzese, direttore
generale per le attività estrattive e minerarie. Un resoconto
dell’incontro lo avrete già letto sui notiziari locali (vi propongo
quello diSenigallia
notizie).
Mi permetto di evidenziare
un paio di considerazioni personali:
-
faccio difficoltà a
comprendere perché questi incontri vengano organizzati alle 17,30
di un giorno feriale, un orario che vede molte persone impegnate con
il proprio lavoro. Ancora più incomprensibile se si pensa che
l’incontro, iniziato poco prima delle ore 18, doveva terminare
tassativamente entro le 19 perché il relatore doveva prendere il
treno per rientrare a casa! -
Con tutti gli
interventi previsti (Fabbri, Terlizzese, Mangialardi, Sciapichetti)
non c’è stata possibilità di discussione e io stesso ho dovuto
quasi “elemosinare” la possibilità di intervenire.
L’incontro sembrava voler
rassicurare gli intervenuti “affinché nessuna trivellazione e
tanto meno alcuno stoccaggio di CO2 possa essere effettuato senza il
consenso del territorio”. Su questostato di tranquillitàho incentrato il mio brevissimo intervento (al limite delle ore 19):
-
durante l’incontro ci è stato ripetuto che il
sito del Ministero è fatto bene. Effettivamente è così, il sitounmig.mise.gov.itè ben organizzato, ma da parte mia ho fatto notare che ciò non
rappresenta uno “sforzo” ma rientra nel loro lavoro. -
Si è tentato di rassicurare l’uditorio che
l’eventuale inizio delle perforazioni previste nell’istanza “Monte
Porzio” avrebbe una tempistica di cinque anni. Dalle informazioni
in nostro possesso ci risultano 180 giorni (art. 38 del Decreto
Sblocca Italia) più altri 150 giorni (art. 26 comma 1 del Dlsg.
152/2006). A casa mia la somma di 180 più 150 giorni non arriva
neppure ad un anno. -
È stata ribadita più volte la volontà di
collaborare con comuni e regioni… ma questo è solo un
“contentino” visto che lo Sblocca Italia (e la riforma del
titolo V) annulla completamente l’intesa con la regione (senza
parlare dell’inesistente ruolo dei comuni!). -
Se le estrazioni degli idrocarburi rivestono
questo carattere “di interesse strategico e sono di pubblica
utilità, urgenti e indifferibili” (cito l’art. 38 dello Sblocca
Italia) non si capisce perché ad ogni gara si presenti sempre e
solo una ditta. -
Tramite alcuni sindaci della Valcesanoabbiamo
inviato una memoria presso il Cirm e al Ministero dello Sviluppo
Economicodove evidenziamo le possibili difficoltà economiche della
società proponente l’istanza “Monte Porzio”. Visto che la legge
italiana prevede che il permesso di ricerca o di coltivazione venga
concesso se i soggetti “dispongono di capacità tecniche,
economiche ed organizzative…” siamo curiosi di vedere se il
progetto andrà avanti. -
Sarebbe il caso di preparare un piano energetico
nazionale ascoltando il parere dei numerosi tecnici, scienziati e
ricercatori che chiedono un “cambio di passo” sul tema
energetico: riduzione del ricorso alle energie fossili e aumento di
quelle rinnovabili. Per esempio si potrebbero interpellare gli
scienziati del manifesto “Energia per l’Italia”.
In merito ai punti che ho
esposto sarebbe stato interessante ascoltare con calma la replica del
dottor Terlizzese, ma purtroppo erano già le ore 19 e il tempo era
scaduto… neanche ci trovassimo nella favola di Cenerentola!
