giovedì 30 Aprile 2026
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Cambiare “casacca”

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Mi ha sempre stupito (in negativo) la capacità delle persone di modificare il proprio orientamento politico a seconda di come tira il vento.

Nel nostro
territorio, ad esempio, sono famosi in questo senso Marco Marchetti
(parlamentare PD) e Matteo Ricci (sindaco PD di Pesaro), inizialmente
bersaniani, poi “pentiti” quando Bersani non riuscì a
formare il governo, infine saliti sul carro vincente renziano appena
venne fatto fuori Enrico Letta.
Ma questi sono solo
alcuni esempi in un panorama italiano dove c’è l’imbarazzo della
scelta.
Ho letto con molto
interesse, e non nascondo anche con un pizzico di divertimento, il
ritratto cheMauro
Munafò fa di Debora Serracchiani, vicesegretaria nazionale del Pd,
sulla rivista “L’Espresso”.

Ricordo che la
Serracchiani venne a Mondavio nel lontano 2010 per le elezioni
regionali, a sostegno della candidata mondaviese Susanna
Marcatognini.
Era una domenica di
marzo (il 14 precisamente) e partecipai all’iniziativa, come cerco di
fare di fronte alle proposte culturali e politiche di questo “mio”
territorio. Debora Serracchiani era in un momento di grande
popolarità, dovuta a unacritica
che aveva esposto all’Assemblea Nazionale dei Circoli del Partito
Democratico.
Non avevo previsto
un mio intervento, ma ascoltando il dibattito non riuscii a
trattenere una domanda agli esponenti del Partito Democratico: “Vi
definite una forza politica di centro-sinistra ma qui nelle Marche
avete escluso la sinistra per fare posto all’UDC. La coalizione che
sostiene l’elezione di Spacca non può considerarsi di
centro-sinistra! Che commento ha da fare
(rivolto alla Serracchiani)a questa mia affermazione?“.
La risposta della
Serracchiani mi sorprese: “Non sono entusiasta neanche io, ma
dobbiamo vincere perché queste elezioni sono decisive
“.
E già… perché le
elezioni vengono proposte, sempre, come se fossero una questione di
“vita o di morte”. Poi ovviamente non è vero, però nel
frattempo ti hanno instillato il dubbio che grazie al tuo non voto
potrebbe persino collassare l’intero Universo!
A fine incontro fui
anche redarguito da alcuni concittadini mondaviesi perché non votare
Spacca significava favorire Berlusconi! Non riuscii ad evitare dirispondere come
il Grande Capo Indiano
.
Oggi, dopo tanti
anni mi domando:
1. le Marche sono
state un territorio di prova per quello che oggi è conosciuto come
il “Patto del Nazareno”?
2. Se la
Serracchiani non era felice per l’accordo nelle Marche con l’UDC,
come si deve sentire oggi con l’accordo in Parlamento con Verdini?
3. Un giorno mi
ritroverò, anche io, “modificato geneticamente” come la
Serracchiani?