Consiglio comunale di Mondavio 2013-2016: numeri, presenze e curiosita’

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Con
il consiglio del 30 maggio 2016 si è chiusa ufficialmente
l’avventura dell’amministrazione comunale uscente, che ha visto una
conclusione anticipata rispetto alla scadenza naturale dei cinque
anni del mandato cominciato nel 2013.

L’ex
sindaco Federico Talè, che nelle elezioni del 26 e 27 maggio di tre
anni fa vinse con l’82,26% dei voti contro l’altro candidato, Moris
Stortoni, è riuscito lo scorso anno a dare concretezza alle proprie
ambizioni ottenendo la carica di consigliere regionale dopo una
serrata campagna elettorale. Poiché le due cariche sarebbero state
incompatibili tra loro e le dimissioni avrebbero aperto la strada al
commissariamento del comune, Talè non si è affatto dimesso,
“costringendo” il consiglio, dopo vari solleciti, a dichiararlo
decaduto. Con questo espediente legale la gestione
dell’amministrazione è rimasta al consiglio in carica e la sua guida
è stata affidata alla reggenza del vice-sindaco Angelo Frattini, che
è riuscita nel non semplice compito di risultare ancora più
incolore e frettolosa di quella di Talè. E anche l’opposizione
della minoranza, rappresentata troppo spesso dal solo Stortoni, è
sembrata adeguarsi alla controparte affievolendosi, vuoi per
stanchezza, vuoi per coincidenza di vedute con la maggioranza su
alcuni temi discussi.

Con
quella prima assemblea di insediamento del 6 giugno 2013 si sono
svolti in totale 24 consigli, per una media di otto all’anno che
corrisponde quasi alla perfezione con quella del quinquennio
2008-2013: allora furono 41 le assemblee consiliari.

A
differenza del mandato precedente, durante il quale si sono succeduti
ben cinque segretari comunali in cinque anni, in questi tre anni sono
stati solamente in due a seguire e verbalizzare le sedute: la
dottoressa Agnese Ridolfi è stata presente a 18 consigli, da quello
di insediamento a quello dell’11 agosto 2015, cedendo il passo causa
pensionamento ad una vecchia conoscenza dell’amministrazione
mondaviese: il dottor Andrea Volpini, tuttora in carica, era stato
già in passato segretario del nostro comune e ha seguito gli altri
sei consigli di questa amministrazione, a partire da quello del 9
novembre 2015.

Il
mese più gettonato per i consigli è stato novembre, con ben cinque
preferenze, seguito da luglio con quattro e aprile con tre. Febbraio,
agosto, settembre e dicembre sono stati scelti un paio di volte
ciascuno, mentre fanalini di coda sono stati maggio e ottobre con una
sola preferenza. Marzo pazzerello non è mai stato scelto, e lo
stesso è accaduto per gennaio (chissà, magari i consiglieri
facevano fatica a riprendersi dai bagordi natalizi). I consigli si
sono svolti in tutti i giorni della settimana: sei volte ciascuno per
lunedì e giovedì, quattro il mercoledì, tre per martedì e venerdì
e addirittura due il sabato.

L’intervallo
più breve tra due consigli è stato di cinque giorni (tra il 25 e il
30 novembre 2013), il più lungo di 130 giorni (dal 19 dicembre 2013
al 28 aprile 2014). Il consiglio con la durata più lunga (137
minuti effettivi dall’appello alla chiusura della discussione) è
stato quello del 7 agosto 2014, seguito da quello del 25 novembre
2013 (128 minuti). La sedute più brevi sono state quelle del 7
luglio 2015 (di soli 5 minuti) e del 17 giugno 2015 (8 minuti), ma
per un motivo ben preciso: in quella di giugno si discuteva l’avvio
del procedimento di contestazione della causa di incompatibilità di
Talè a seguito dell’elezione a consigliere regionale, nell’altra lo
stesso primo cittadino veniva dichiarato decaduto. Inoltre queste due
brevissime sedute sono state le uniche (assieme a quella del 30
novembre 2013) ad avere solo un punto all’ordine del giorno. Il
numero massimo di punti iscritti alla discussione consiliare è stato
invece di 14, nella seduta del 28 novembre 2015, che con 52 minuti
totali vanta anche un altro primato, quello della minor durata media
di discussione per singolo argomento: nemmeno quattro minuti per
punto all’ordine del giorno, nuovo record indoor di cui Frattini e
soci possono fregiarsi. In totale, nei 24 consigli di questa
amministrazione sono stati discussi 160 punti all’ordine del giorno.

L’orario
scelto per la prima convocazione delle sedute è variato dalle 18.30
del primo consiglio di insediamento e di altri nove, alle 21.00 di
undici assemblee, alle 18.00 delle uniche due riunioni svoltesi nei
mesi di agosto, alle 10.30 dell’unico consiglio mattutino, quello del
28 novembre 2015. E nonostante sia stato proposto in orari diversi,
il consiglio mondaviese ha raccolto una partecipazione di pubblico
sconfortante: se si esclude chi scrive (e in un paio di occasioni i
membri della sua famiglia), l’assemblea che ha visto il pubblico più
numeroso è stata quella di insediamento, con ben cinque, e dico
cinque, spettatori. In ben dieci volte la sottoscritta è stata
l’unica tra i non “addetti ai lavori” ad essere presente, e
quando alcuni cittadini hanno assistito alle riunioni consiliari
molto spesso lo hanno fatto perché e fintanto che venivano discusse
delibere riguardanti i propri interessi. Insomma, si è ripetuto un
po’ lo stesso desolante copione visto e stravisto nei cinque anni
precedenti.

I
consiglieri di Mondavio non sono famosi per la puntualità, infatti
le assemblee sono spesso iniziate con un ritardo non indifferente: si
va dai 10 minuti di attesa del 28 novembre 2015 (che però era un
sabato mattina) ai 44 della serata del 7 luglio 2015. I ritardi e le
assenze dei consiglieri hanno condizionato molto spesso l’inizio
delle sedute a causa del raggiungimento del numero legale, che dopo
la dichiarata decadenza di Talè e la riduzione dei membri del
consiglio da 8 a 7 era sceso da 5 a 4. In molti casi per l’entrata in
sala dei rappresentanti della maggioranza e l’avvio alle sedute si è
atteso che il loro numero fosse sufficiente da solo a garantire il
numero legale. In tre occasioni, tuttavia, la seduta è iniziata con
il raggiungimento del numero legale solo grazie alla presenza della
minoranza (19 dicembre 2013, 7 agosto 2014 e 30 maggio 2016) e in una
occasione la permanenza in consiglio di Stortoni e Mattioli è stata
determinante per tutta la durata della seduta (27 novembre 2014).
Entrambi i rappresentanti di minoranza sono risultati però assenti
nell’assemblea del 7 luglio 2015, circostanza che ha costretto la
maggioranza ad attendere l’arrivo del proprio quinto membro (in
questo caso Serfilippi) per i già citati 44 minuti.

Il
consigliere più assiduo si riconferma Zenobi, che è risultato
sempre presente all’ora di inizio delle assemblee, seguito da
Frattini, che ha collezionato un solo ritardo. Medaglia di bronzo per
la consigliera Morico, con una sola assenza e un paio di ritardi.
Vince invece il “Dino Falcinelli d’oro” per la minor presenza in
consiglio Mirco Serfilippi, che nel suo palmarès al contrario può
vantare un ritardo e ben undici assenze, di cui sei consecutive,
praticamente eguagliando le prestazioni negative dell’ex collega nel
precedente mandato. Ma se Atene piange, Sparta non ride: tra una
radiografia e l’altra il consigliere di minoranza Mattioli ha
conquistato la medaglia d’argento degli assenteisti, dividendo il
proprio mandato in aritmetica uguaglianza con otto presenze, otto
ritardi e otto assenze, collezionate come il collega di maggioranza
soprattutto negli ultimi tempi. Se volete consultare la lavagna
virtuale con “i buoni e i cattivi”
potete
farlo qui
.

Dopo
la riduzione del numero dei membri del consiglio di Mondavio a sette
più il sindaco, opera delle disposizioni del governo Monti, nel
mandato che dovrebbe inaugurarsi con le elezioni del prossimo 5
giugno i consiglieri che affiancheranno il primo cittadino
aumenteranno a dodici.

Sono
ormai dieci anni che partecipo alle assemblee comunali e non posso
certo negare che negli ultimi anni il consiglio ha visto diminuire la
propria competenza e in casi non rari si è ridotto a dover
semplicemente ratificare decisioni che arrivano da gradi
amministrativi più alti: e non devo certo nascondere che a volte le
discussioni, soprattutto quelle più tecniche, possono non essere
delle più entusiasmanti. Ma allo stesso tempo è palese che ai
nostri amministratori sono stati fatti mancare lo stimolo e quel
minimo sostegno rappresentati dalla presenza dei cittadini, i quali
forse preferiscono sfogarsi nelle solite inconcludenti chiacchiere da
bar. Considerato inoltre che per il nostro paese si profila
addirittura l’eventualità del commissariamento perché non si è
riusciti nemmeno ad esprimere il bisogno di un confronto tra almeno
due liste di candidati, i mondaviesi due domande se le potrebbero
anche porre.