martedì 28 Maggio 2024
Articoli 2013

Consiglio comunale di Mondavio del 15 giugno 2016 – Giuramento e insediamento

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Archiviate
velocemente le elezioni del 5 giugno scorso, nelle quali la lista
civica “Per un futuro comune” di Mirco Zenobi ha vinto senza
avversari con un’affluenza del 54,19% sugli aventi diritto e il
90,27% dei voti validi, è la volta del primo consiglio comunale,
quello dedicato al giuramento del sindaco e all’insediamento dei
dodici neo-consiglieri.

L’assemblea
è stata indetta in sessione ordinaria di prima convocazione per le
ore 21.15 di mercoledì 15 giugno 2016 e i punti previsti all’ordine
del giorno sono quattro. Alle 21.00 è già presente in sala il
segretario comunale Volpini, mentre alcuni dei neo-eletti sono già
riuniti nell’ufficio del primo cittadino. In pochi minuti entrano in
sala i primi spettatori, che a fine serata saranno ben quindici: un
numero considerevole visto il recente passato, addirittura triplo
rispetto all’insediamento del 2013, anche se va notato che la maggior
parte dei presenti sono parenti o amici di coloro che saranno
chiamati ad amministrare il nostro comune per i prossimi cinque anni.
Alle 21.22 entrano finalmente in sala il nuovo sindaco e undici dei
suoi compagni d’avventura, qualcuno tradisce una certa emozione e
forse anche un po’ di smarrimento: di certo alcuni di loro mettono
piede lì dentro per la prima volta. L’ultimo consigliere mancante,
Pasquini, si palesa un paio di minuti dopo e il primo consiglio
monocolore della storia di Mondavio può quindi cominciare al gran
completo alle 21.24, quando il segretario procede all’appello dei
presenti, in rigoroso ordine di preferenza, cui fa seguito la nomina
degli scrutatori, che in questa occasione saranno Mancinelli,
Simoncelli e Pasquini.
Il
primo punto all’ordine del giorno recita “insediamento del
consiglio comunale, esame delle condizioni di candidabilità,
eleggibilità e compatibilità degli eletti”: il primo cittadino
cede quindi la parola al segretario comunale. Volpini ricorda che per
quanto riguarda le disposizioni in materia di incandidabilità la
normativa di riferimento è il decreto legislativo 235 del 2012, in
base al quale risultano incandidabili alla carica di consigliere
comunale coloro che sono stati condannati in via definitiva per il
delitto di associazione mafiosa, di associazione finalizzata al
traffico illecito di sostanze stupefacenti, per reati contro la
pubblica amministrazione e coloro che hanno riportato una condanna
per una pena non inferiore ai due anni di reclusione per delitto non
colposo. Per quel che riguarda le cause di ineleggibilità e di
incompatibilità invece la norma di riferimento è il decreto
legislativo 267 del 2000, che prevede non possano essere eleggibili
ad esempio il capo della Polizia, gli ispettori di pubblica sicurezza
che prestano servizio presso il Ministero dell’interno, i prefetti,
viceprefetti e magistrati nel territorio nel quale esercitano le loro
funzioni, gli ecclesiastici e i ministri del culto, i dipendenti
comunali nel proprio territorio, il direttore generale, il direttore
amministrativo e il direttore sanitario delle aziende sanitarie
locali. Risultano essere invece incompatibili con la carica di
consigliere l’amministratore o il dipendente con poteri di
rappresentanza o di coordinamento di un ente o azienda soggetti a
vigilanza in cui vi sia almeno il 20 per cento di partecipazione da
parte del comune, coloro che hanno in corso un appalto o una lite
pendente con il comune, chi ha un debito liquido ed esigibile nei
confronti del comune ovvero ha un debito liquido ed esigibile per
mancato pagamento di imposte, tasse e tributi. Volpini ricorda che a
differenza di quelle elencate precedentemente, queste cause possono
essere rimosse dal soggetto interessato. Zenobi, pur riconoscendo che
nessuno dei presenti si trova nelle condizioni evidenziate dal
segretario, ricorda che comunque si deve procedere alla votazione per
ogni candidato consigliere per la convalida del voto. Poiché la
votazione è palese, i consiglieri sono chiamati ad esprimersi con
alzata di mano su ogni loro collega, ricalcando lo stesso ordine
dell’appello: Albani, Morico, Galassi, Secchiaroli, Bonifazi, Berti,
Simoncelli, Mancinelli, Guiducci, Martino, Bigelli, Pasquini. Fuori
programma l’intervento del pittoresco personaggio che dalla platea fa
sentire il suo “sì” convinto quando si tratta di votare Morico,
infischiandosene completamente del fatto che agli spettatori del
consiglio, di norma, non è concesso intervenire nell’assemblea; ma
invece di essere redarguito in qualche modo, il tizio in questione
incassa solo qualche risatina divertita. Comunque al termine della
votazione tutti i consiglieri hanno ottenuto l’unanimità: anche
l’immediata eseguibilità della delibera stessa viene approvata con
la totalità dei voti a favore.
Ora
che “sono tutti ufficialmente in carica” e “visto che alcuni di
loro sono alla prima esperienza”, un paterno Zenobi ha ben pensato,
insieme a Morico, di consegnare a ognuno dei neo-consiglieri una
copia dello statuto comunale e una del regolamento comunale, per la
serie: ragazzi, fate i compiti a casa che poi dalla prossima inizio a
interrogare. Chi, non consigliere, volesse fare altrettanto, può
comunque consultare il sito istituzionale di Mondavio inquesta
pagina
.
Smaltita
velocemente l’imponente pila di carta sul tavolo del neo-primo
cittadino, è Morico che prende la parola per illustrare il secondo
punto all’ordine del giorno, cioè il giuramento del sindaco e le
modalità con cui questo si svolge a norma di legge: Zenobi,
alzandosi in piedi, evidenzia che la frase che è tenuto a
pronunciare è veramente molto breve ma racchiude in sé tutto il
senso civico che un amministratore deve avere, e presta infine
giuramento pronunciando la formula “giuro di osservare lealmente la
Costituzione Italiana”. Dopo i consueti applausi del pubblico il
consiglio prende atto del giuramento e Morico conclude ricordando che
una copia dell’atto verrà trasmessa per conoscenza alla Prefettura.
Il
terzo punto all’ordine del giorno prevede la comunicazione di nomina
dei componenti della giunta comunale, che per diventare esecutiva
deve prima passare in consiglio. Il nuovo sindaco dichiara di aver
distribuito le deleghe ai seguenti assessori: ad Annunziata Morico
vanno bilancio e istruzione, a Davide Albani sport, politiche
giovanili, partecipazione sociale e lavori pubblici, mentre pari
opportunità e servizi sociali saranno affidati a Roberta Galassi e
cultura e turismo ad Alice Bonifazi (che non dubitiamo ci farà
dimenticare presto il fatto di essere anche cognata dell’ex sindaco e
ora consigliere regionale Talè). La carica di vicesindaco viene
affidata a Morico, mentre Zenobi si è tenuto “le deleghe più
programmatiche” relative al personale, alla sanità, all’ambiente,
all’urbanistica e alle attività produttive. Tuttavia, per
valorizzare l’esperienza che matureranno in campo amministrativo
anche coloro che per ragioni numeriche non possono rientrare nella
giunta, il primo cittadino promette di attribuire in futuro deleghe
ai consiglieri, anche se “loro dovranno capire quello su cui
vorranno occuparsi”. Visto che il punto appena discusso è una
semplice comunicazione non soggetta a votazione, Zenobi cede
volentieri la parola a chi magari “ha piacere di dire qualcosa,
anche come avvio del mandato”. Non se lo fa ripetere due volte il
consigliere Girolamo Martino, che si alza prontamente in piedi,
l’abito elegante e l’aria ispirata di chi ci crede tantissimo. Il
medico neo-eletto, salutando i presenti in “questa serata così
importante e significativa per tutti”, è convinto che “almeno
tre sentimenti” accomunino i consiglieri e i cittadini presenti:
uno è “l’emozione di trovarsi nell’aula non come spettatori ma
come attori di un’opera bella ma importante e impegnativa.” Il
secondo sentimento è “il senso di responsabilità”: i
consiglieri eletti “sono stati forse non scelti” ma comunque
chiamati ad amministrare e li unisce “una responsabilità e la
delega da parte dei cittadini a far funzionare la nostra città”.
Il terzo è “l’orgoglio di vivere in una città come Mondavio”,
che ci deve “spingere a fare il meglio” per il nostro paese, di
cui Martino ricorda di far parte da quattro anni. Al consigliere
piace inoltre “ricorrere ad una metafora: il cambio di
amministrazione è come un cambio di stagione: ci sono degli abiti
che si possono usare, degli abiti che vanno aggiustati, degli abiti
che vanno dismessi. Oggi prendiamo il testimone da chi c’è stato
prima di noi, non siamo rottamatori, non siamo criticoni,
assolutamente, guardiamo indietro il tempo di prendere il testimone,
poi guarderemo sempre avanti, pronti a darlo quando il nostro
incarico arriverà a termine. Grazie e viva Mondavio!”. Applausi.
Dopo
Martino prende la parola Enrico Secchiaroli, che anziché andare a
braccio preferisce affidarsi alla lettura del proprio discorso perché
così può essere “più preciso e più veloce”. Secchiaroli
ringrazia innanzitutto i 79 cittadini che hanno scelto di dargli
fiducia accordandogli la preferenza, ma “soprattutto i 1624 che
hanno scelto di farsi amministrare da questa lista e da questo
sindaco. Sono state elezioni complicate, perché per la prima volta
nella storia di questo comune si è presentata una sola lista. Siamo
i primi ad essere rammaricati di ciò, perché ben consapevoli che
una democrazia, per definirsi veramente tale, ha bisogno di una
maggioranza che governa e prende le decisioni, e di una opposizione
che controlla e funge da stimolo dell’operato dell’amministrazione.
Per questo vorrei pregare i cittadini di Mondavio di prendere parte
quanto più possibile alla vita dell’amministrazione, partecipando ai
consigli comunali e facendosi portatori di istanze tramite noi
consiglieri. Non può essere ammissibile per un comune sano avere un
consiglio comunale presenziato, quando va bene, solo da un paio di
cittadini. Allo scopo rinnovo l’impegno da parte nostra della
campagna elettorale di favorire e incentivare la partecipazione ai
consigli comunali, di istituire consulte sulle principali aree
tematiche con i cittadini e di indire annualmente assemblee pubbliche
dove l’amministrazione presenti il lavoro compiuto ed ascolti le
richieste dei cittadini. Vorrei infine citare alcuni punti
dell’articolo 6 dello statuto comunale, come augurio e stimolo
all’azione dell’amministrazione e dei consiglieri. “Il Comune
ispira la propria azione al raggiungimento delle seguenti finalità:
il superamento degli squilibri, economici e sociali, esistenti nel
proprio territorio; la tutela e la promozione dei diritti di
partecipazione dei cittadini; l’effettività
del diritto allo studio e alla cultura; la tutela dei più deboli, la
rimozione delle cause di emarginazione, il sostegno ad iniziative
atte ad attenuare stati di disagio giovanile; la tutela e la
valorizzazione delle risorse culturali e ambientali nell’interesse
della comunità ed in funzione di una sempre più alta qualità della
vita.” L’augurio che rivolgo all’amministrazione e a noi
consiglieri è quello di avere sempre in mente nella nostra azione
anche un orizzonte più ampio rispetto alle incombenze quotidiane e
all’amministrazione ordinaria, in modo da rendere il nostro comune
una comunità aperta, vivace, solidale e viva.” Applausi anche per
Secchiaroli.
Anche
la neo-assessora Roberta Galassi non si fa impressionare dalla platea
e si fa avanti, per dire “proprio due parole, “di pancia”.
Ringrazio prima di tutto per la fiducia, perché è importante
sentirsi sostenuti dai cittadini. Ringrazio invece Mirco per la
fiducia che mi ha dato con una delega così importante e la vivo con
tanto senso di responsabilità, e chiedo supporto a chi ha avuto
esperienza prima di me. Grazie”. Ancora applausi.
L’ultimo
punto all’ordine del giorno prevede la nomina della commissione
elettorale ai sensi degli articoli 12 e seguenti del d.P.R. 20 marzo
1967 n. 223. Zenobi spiega come ogni consiglio comunale debba
procedere alla nomina di tre membri effettivi e tre supplenti che
insieme al sindaco faranno parte di diritto della commissione che
nelle singole tornate elettorali andrà a nominare gli scrutatori. Il
primo cittadino non partecipa alla votazione essendo membro di
diritto, quindi i consiglieri dovranno procedere a una votazione per
i tre membri effettivi e successivamente ad un’altra per i tre
supplenti, scrivendo il nome scelto su un foglietto. Dopo che il
poliziotto municipale ha raccolto tutti i foglietti nell’urna di
legno, i tre scrutatori designati all’inizio dell’assemblea
provvedono alla scrutinio, dal quale risultano eletti come membri
effettivi Berti, Secchiaroli e Simoncelli con quattro voti ciascuno.
Altra votazione, altro scrutinio, dal quale risulta che i membri
supplenti saranno Guiducci (che ha ottenuto cinque voti), Pasquini
(quattro) e Bigelli (tre).
Con
questa votazione termina l’ordine del giorno del primo consiglio
della nuova amministrazione che è ormai a tutti gli effetti
operativa: Zenobi ricorda che nelle due settimane “di insediamento”
appena trascorse hanno ricevuto complimenti e auguri, oltre a vari
contatti con i primi cittadini dei comuni limitrofi, e che quello
stesso giorno si è incontrato in provincia con i neo-sindaci eletti
e il presidente della provincia stessa. Il sindaco conclude invitando
infine i presenti alla (immancabile, irrinunciabile!) festa della
lista prevista in piazza per il venerdì successivo e la seduta si
chiude dopo venticinque minuti, alle 21.49.