Consiglio comunale di Mondavio del 6 luglio 2016

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È una serata discretamente afosa quella in cui si svolge il secondo consiglio comunale dell’era Zenobi, convocato in sessione ordinaria per il 6 luglio scorso. L’orario di convocazione è fissato per le 21.15, ma a quell’ora in sala non c’è nessuno, dato che i consiglieri già arrivati sono asserragliati nell’ufficio del sindaco: scoprirò solo più tardi che prima del consiglio era stata convocata la giunta comunale.


I consiglieri mancanti arrivano in pochi minuti e raggiungono i colleghi, tranne Bigelli che passa prima nella sala municipale per lasciare diligentemente sui tavoli qualche bottiglia di vetro casalinga per dissetare i compagni d’avventura al posto di quelle di plastica usate in precedenza. Quanto ai nostri concittadini, il “miracolo” del consiglio di insediamento non si ripete e l’unico spettatore (ad eccezione di chi scrive) si materializza proprio quando Zenobi, consiglieri e segretario comunale stanno per accomodarsi in sala: probabilmente i mondaviesi ritengono sia più determinante per le sorti del proprio paese l’esito della partita dell’europeo di calcio in corso in quel momento che oppone la nazionale lusitana a quella gallese.
Alle 21.25 il segretario Volpini procede all’appello, al quale rispondono tutti e tredici i neo-amministratori; subito dopo Zenobi nomina gli scrutatori, che per questa seduta saranno Berti, Simoncelli e Mancinelli.
Il primo punto all’ordine del giorno prevede siano approvati i verbali delle sedute precedenti, in questo caso quelli relativi all’ultima assemblea della reggenza di Frattini e alla prima del mandato di Zenobi. I verbali del consiglio del 30 maggio scorso vengono approvati con i voti a favore dei tre soli consiglieri che ne hanno fatto parte, cioè Zenobi, Albani e Morico, mentre tutti gli altri si astengono; i verbali del consiglio del 6 luglio vengono invece approvati all’unanimità.
Il secondo punto all’ordine del giorno è quello relativo alle comunicazioni del sindaco; questi sottolinea come nei giorni trascorsi dall’ultima assemblea gli amministratori si siano attivati per l’apertura del centro dell’infanzia e di come lui personalmente si stia recando presso le principali aziende locali per conoscere la realtà economico-sociale del territorio e i problemi che le attività produttive stanno affrontando. Il primo cittadino ricorda inoltre l’impegno nell’affrontare la questione della viabilità comunale, per la quale si sta valutando su quali progetti canalizzare le risorse.
Il terzo punto previsto per la discussione recita “indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti comunali presso enti – aziende ed istituzioni”: secondo quanto riferisce Zenobi, si tratta di una di quelle delibere che vanno votate ad inizio mandato. In questo caso specifico il consiglio si esprime sui criteri che poi il sindaco dovrà tenere in considerazione per l’eventuale nomina di rappresentanti presso enti e aziende, ma poiché il nostro comune non ha particolari partecipazioni, si tratta di un atto pressoché formale. Per la nomina e la designazione gli eventuali candidati dovranno possedere tutti i requisiti richiesti per l’elezione alla carica di consigliere comunale, possedere una particolare competenza tecnica o amministrativa per studi compiuti o per funzioni disimpegnate presso aziende, pubbliche o private, o per uffici pubblici ricoperti, non essere in rapporto di parentela, coniùgio o affinità fino al terzo grado con il sindaco e non ritrovarsi in nessuna delle cause di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni. Per quanto attiene alla revoca, i rappresentanti vi incorreranno quando, senza giustificato motivo, non prenderanno parte a tre sedute consecutive dell’organo a cui sono stati designati e quando venga a mancare uno qualsiasi dei requisiti richiesti per essere candidati alla carica di consigliere comunale, ovviamente previa comunicazione all’interessato in un termine congruo per permettere eventuali giustificazioni. Poiché non ci sono ossservazioni da parte dell’assemblea, si procede subito alla votazione, il cui risultato è unanimemente favorevole.
Il punto successivo, sempre esposto da Zenobi, è relativo alla nomina della commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari, un altro adempimento previsto all’inizio del mandato. Della commissione faranno parte il sindaco, come membro di diritto, e due consiglieri comunali che verranno designati tramite votazione segreta del consiglio. Tale commissione si riunisce annualmente in base alle richieste dei Tribunali per la formazione delle giurie popolari; presso l’ufficio anagrafe ogni comune ha un elenco di soggetti in possesso dei requisiti necessari che hanno dato la propria disponibilità per l’incarico di giudice popolare, tra i quali la commisione sarà chiamata a sorteggiare il giudice quando il Tribunale ne richiederà uno. I consiglieri procedono quindi a esprimere su un bigliettino la propria scelta, Mancinelli raccoglie i foglietti nell’urna di legno e gli scrutatori procedono allo spoglio, dal quale risultano eletti Simoncelli con sette preferenze e Martino con sei. Zenobi conclude precisando che questo provvedimento non è soggetto a votazione.
Per esporre il quinto punto all’ordine del giorno il primo cittadino cede la parola a Morico, che deve riferire all’aula in merito alla “approvazione schema di convenzione con l’Unione Roveresca per la gestione associata del servizio pratiche previdenziali”. La vice-sindaco ricorda che il nostro comune aderiva alla convenzione con il comune di Mondolfo fino a quando quest’ultimo non ha provveduto a recedervi. Poiché la gestione delle pratiche previdenziali e pensionistiche è particolarmente delicata e impegnativa, anche in virtù del fatto che la normativa al riguardo cambia in continuazione ed è necessaria particolare competenza in materia, si è sempre ritenuto di non poterla organizzare internamente, tant’è che attualmente questo servizio viene affidato alla società Halley Informatica. Dato che già dal 2012 l’Unione Roveresca ha attivato internamente tale servizio con personale specializzato e che ai sensi del Testo Unico degli Enti Locali può gestirlo anche per altri comuni tramite una convenzione apposita, i consiglieri sono chiamati ad esprimersi sull’adesione e l’approvazione dello schema della convenzione stessa, che Morico provvede ad esporre dettagliatamente ai colleghi. Si evidenzia il fatto che il personale per la gestione associata di queste pratiche verrà fornito dall’Unione Roveresca e che per il servizio verranno corrisposti 0,43 euro per ogni cittadino residente alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello cui ci si riferisce. Zenobi sottolinea che la quota totale sarà di circa 1.700 euro, con un lieve risparmio rispetto a quanto pagato attualmente alla Halley Informatica. La durata della convenzione non è stabilita in quanto è prevista la possibilità di recesso previa apposita delibera di consiglio. Il sindaco aggiunge solamente che a prescindere dall’aspetto tecnico e dalle esigenze effettive del comune, quello appena compiuto è “un timido passo” ma rappresenta comunque un altro segnale di avvicinamento con la realtà amministrativa dell’Unione Roveresca. Non essendoci interventi, i consiglieri procedono ad approvare la proposta di adesione e la convenzione all’unanimità.
Non siamo ancora a metà dei dodici punti previsti per la discussione e già diversi consiglieri sembrano avere sul volto un’espressione tra lo stanco, l’annoiato e il “chi me l’ha fatto fare”: qualcuno ogni tanto fissa lo sguardo sugli affreschi impietosamente scrostati del soffitto, qualcuno armeggia con il proprio cellulare, qualcuno cerca refrigerio dal caldo approfittando dell’”acqua del sindaco” portata da Bigelli o snobbandola a favore della propria bottiglietta di plastica (che non si fidino?). Il mio compagno d’avventura per fortuna è ancora lì, e ci rimarrà stoicamente sino alla fine, in barba all’afa e alla partita che altri stanno seguendo nel bar sottostante, con un chiacchiericcio che a volte, purtroppo, disturba la già mediocre acustica della sala del consiglio.
L’esposizione del sesto punto, relativo all’approvazione del regolamento del centro per l’infanzia comunale, è di nuovo affidata a Zenobi, anche se il primo cittadino ne approfitta per ricordare che, a parte situazioni più importanti che vanno seguite dal sindaco o quelle “dedicate” ad alcuni assessori, dai prossimi consigli “chi ha disponibilità e tempo di approfondire” potrebbe seguire e presentare alcune pratiche. Zenobi premette che tutta la modulistica che deve essere prodotta è stata già trasmessa all’ambito sociale di Fano e che nel mese di luglio si riunirà la commissione tecnica che dovrà esprimere il proprio parere per l’apertura del centro. Tra la documentazione da produrre c’è anche la regolamentazione di questo nuovo servizio, che consta di sette articoli. La gestione sociale si esplicherà tramite l’assemblea sociale dei genitori che si riunirà periodicamente. Sarà una struttura aperta ai bambini dai 6 ai 36 mesi d’età, con precedenza per i residenti nel comune e a chi ha già frequentato il nido nell’anno precedente. L’apertura si articolerà su tre differenti fasce orarie: tempo parziale dalle 7.30 alle 14.00 (l’orario con cui si aprirà inizialmente), tempo pieno “corto” (fino alle 16.30) e “lungo” (fino alle 18.30), che verranno invece attivati a seconda delle richieste che perverranno (minimo cinque). Il contributo retta sarà stabilito annualmente dall’amministrazione comunale tramite delibera di giunta, e il mancato versamento della retta entro la data di scadenza comporterà, previa diffida, le dimissioni d’ufficio del bambino. La vigilanza igienico-sanitaria sarà di competenza dei servizi sanitari dell’A.S.U.R. di Fano, mentre per i pasti ci si avvarrà della cucina centralizzata di San Michele al fiume. Nel caso si verificasse l’inserimento di bambini portatori di handicap, l’amministrazione comunale provvederà all’assegnazione di personale finalizzato all’integrazione dei minori interessati. Prima di procedere alla votazione, Zenobi evidenzia che si tratta di un regolamento standard in uso ad altri comuni: il consiglio approva il regolamento all’unanimità e così anche la relativa immediata eseguibilità.
Il settimo punto all’ordine del giorno recita “approvazione regolamento comunale istituzione commissione mensa” e viene esposto da Morico. Tale commissione è finalizzata al miglioramento della qualità del servizio mensa e attiva delle fasi di controllo, e cioè: la possibilità di accedere ai locali di preparazione dei pasti, nel rispetto delle norme igieniche e senza inficiarne il funzionamento, la facoltà di effettuare il controllo delle materie prime, la possibilità di proporre e consultare nella scelta dei menu e delle variazioni (che saranno apportate però esclusivamente dall’A.s.u.r.), la facoltà di monitorare la qualità del servizio, di proporre percorsi didattici-educativi di educazione alimentare e di controllare il rispetto delle diete speciali, religiose, etiche e culturali, segnalando eventuali carenze. Morico espone quindi dettagliatamente le varie disposizioni riguardanti composizione della commissione, modalità di funzionamento, di convocazione e di comportamento, norme igieniche, obblighi dei componenti, rapporti con l’amministrazione e l’A.s.u.r., nomine e durata in carica. Il regolamento, ricorda la vice-sindaco, è stato sollecitato da vari genitori perché rappresenta un momento di partecipazione alla vita dei propri figli; il percorso era già stato intrapreso dalla passata amministrazione. Morico conclude sottolineando che si cercherà di fare in modo che la nomina dei membri avvenga in concomitanza con l’elezione dei rappresentanti dei genitori all’inizio del prossimo anno scolastico, anche perché già dal primo ottobre prossimo entrerà in vigore il nuovo menù. Sia l’approvazione del regolamento sia la sua immediata eseguibilità vengono approvati all’unanimità.
Il punto successivo riguarda la “modifica al programma annuale dei lavori pubblici e contestuale variazione di bilancio” e viene spiegato ai presenti dal sindaco. Zenobi ricorda che questa delibera riguarda il progetto per la realizzazione della copertura dell’impianto sportivo della pista polivalente di San Michele, già seguito dalla precedente amministrazione e per il quale era stata presentata domanda ad un progetto del Coni in collaborazione con la Presidenza del Consiglio del Ministri, che prevedeva la possibilità di accensione di mutui da parte dei comuni presso l’Istituto per il Credito Sportivo con un finanziamento statale per la parte di interessi del mutuo. Il primo cittadino afferma che “siamo in ritardo” e quindi occorre procedere alla previsione nel piano delle opere pubbliche, al quale è previsto normativamente che vadano riportati progetti per importi superiori ai 100.000 euro, anche se in realtà “per avere più visibilità” sono stati indicati interventi di importo minore come quello di 25.000 euro per la frana di Cavallara e i 30.000 euro per il consolidamento del campanile comunale, entrambi caratterizzati da particolare urgenza. La spesa per il progetto di copertura dell’impianto sportivo è di 130.000 euro, che verranno finanziati per 100.000 euro tramite il mutuo sopracitato e per l’importo rimanente tramite il ricorso all’avanzo di amministrazione. In riferimento al piano delle opere pubbliche che ha sottomano, Zenobi ricorda il cimitero del capoluogo, per il quale verranno impiegati 100.000 euro dall’avanzo di amministrazione che si aggiungeranno ai 250.000 ricavati della prevendita dei loculi, e l’intervento di ristrutturazione della scuola materna di San Michele, per il quale il comune è in graduatoria in un bando nazionale per un contributo statale. Inoltre il primo cittadino assicura di seguire la situazione della chiesa di San Francesco, la cui struttura ha urgente bisogno di restauro, e quella delle strade comunali, con l’individuazione dei tratti che hanno maggiore necessità di intervento e lo sfruttamento dell’eventuale disponibilità della provincia, la cui situazione in termini di risorse e tempistica è però problematica. Il consigliere Guiducci chiede lumi sulla frana di Cavallara, il primo cittadino risponde che mesi fa la ricognizione dei danni era stata trasmessa alla Regione con una stima di massima e il consigliere regionale Talè aveva detto che forse avrebbe potuto “fare qualcosa” al riguardo. Con 15.000 euro forse “si starà un po’ strettini” e ci si farà “solo la cestonata”, quindi si “vedrà un po’ strada facendo”. Zenobi ricorda inoltre la frana di Santa Maria, presso la quale ha effettuato un recente sopralluogo con il funzionario della provincia che ha fatto il progetto; il nostro comune cercherà di verificare la disponibilità della Marche Multiservizi perché comunque “una responsabilità c’è”, però più che Mondavio sarà la provincia a doversi attivare per la frana. Il sindaco accenna anche al problema inerente la strada 424 che dal primo giugno è di competenza regionale. La regione però aveva già deciso di ridarla alla provincia con le relative risorse, quantomeno per quel che attiene alla manutenzione ordinaria; il problema è che la regione Marche ha stanziato 158.000 euro per due mesi, ma ancora non li ha erogati (motivo per cui non è ancora stato effettuato lo sfalcio dell’erba). Alla votazione della delibera e alla sua immediata eseguibilità sono favorevoli tutti i consiglieri.
Il nono punto da discutere recita: “approvazione schema di convenzione ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. n. 267/2000 per la gestione in forma associata delle funzioni e dei servizi di ricerca finanziamenti fondi comunitari e supporto all’internazionalizzazione”. Zenobi spiega che già dallo scorso anno Pesaro si è proposto come comune capofila per l’istituzione di uno sportello europeo che possa attivarsi per la ricerca di finanziamenti europei, che sono sempre più necessari alle nostre amministrazioni. A questo sportello hanno aderito tutti i comuni della provincia tranne due: uno è Pergola, dell’altro Zenobi non ricorda il nome. Mondavio è uno degli ultimi comuni a dare la propria adesione, anche a causa delle normative di legge che ne hanno impedito la discussione negli ultimi 50 giorni prima delle elezioni e l’hanno rimandata al primo consiglio utile, cioè quello in corso. A breve ci sarà una prima assemblea dei sindaci, poi verranno create delle commissioni tematiche alle quali aderiranno i primi cittadini. Grazie alla “generosità” di Pesaro, che mette a disposizione sei dei suoi dipendenti e le varie competenze acquisite, si potrà creare un ampio bacino provinciale che grazie all’ufficio, già operativo da un anno, potrà accedere ai finanziamenti comunitari. Morico, che aveva espresso il giorno precedente delle remore all’iniziativa, vista l’adesione praticamente di tutti i comuni, anche piccoli, pare aver cambiato opinione in merito. Al voto tutti i consiglieri si esprimono favorevolmente.
Il punto successivo, il decimo, prevede l’aumento del compenso da corrispondere al revisore dei conti. Questa delibera, che viene esposta nuovamente da Zenobi, è stata sollecitata perché da anni il compenso adottato per il revisore dei conti è ai minimi storici, cioè 2.700 euro. Già questo importo aveva comportato in passato delle difficoltà per ottenere la disponibilità di commercialisti disposti a rivestire un incarico che presenta considerevoli responsabilità. La situazione si è aggravata con la riforma del meccanismo di nomina dei revisori, che ha comportato l’impossibilità di valutare tra una rosa di nomi “sul territorio” (facoltà che permetteva di scegliere revisori territorialmente vicini). Oggi, in base all’ultima normativa, il nominativo fornito al comune proviene da un sorteggio della Prefettura tra chi, avendone le competenze, si è reso disponibile come revisore. Se il primo sorteggiato rinuncia, si passa al secondo nominativo e così via. Il sorteggiato per Mondavio è il dottor Collina che risiede ad Ascoli Piceno, al quale, visto il basso compenso, venivano riconosciuti dei rimborsi spese chilometrici per le numerose trasferte. La normativa recentemente approvata prevede ora che i rimborsi chilometrici non superino il 50% del compenso, cioè 1.350 euro. Viste le numerose trasferte, si rischia di perdere la disponibilità del revisore perché “a queste condizioni non riesce a starci”, e quindi l’amministrazione ha deciso di apportare un aumento della spesa legata al compenso del revisore che di fatto però non comporta nessuna variazione di bilancio ma è solo una partita contabile che non genera un aggravio dei costi: si vanno a ridurre le spese per le trasferte e si mettono sul capitolo del compenso del revisore, portando quest’ultimo a 4.000 euro. Non essendoci nessun intervento si passa alla votazione, alla quale sono tutti favorevoli; unanimità anche per l’immediata eseguibilità.
Il penultimo punto all’ordine del giorno prevede la discussione della “variante al Prg n. 4 relativa a separazione comparto edificatorio con stralcio di alcune piccole aree e correzione errori grafici a Mondavio Via Provinciale comportante riduzione di consumo di suolo e di carico urbanistico – adozione definitiva ai sensi dell’art. 26 l.r. 34/92”. Morico spiega che questa è l’adozione definitiva in quanto la delibera ha già avuto una prima approvazione in consiglio comunale, è stata sottoposta ai termini di osservazione in base alla normativa vigente e non ci sono state osservazioni. L’area interessata è quella “tra Santa Maria e Mondavio, salendo le curve” da San Michele, sia a destra che a sinistra della strada, per la quale è stata a suo tempo prevista l’edificabilità. Anche se sostanzialmente costituita da due aree ai lati della strada, l’area era prevista come comparto unitario, ma a causa della difficoltà di diversi proprietari e del mancato accordo tra alcuni di loro, è stata accolta la richiesta di procedere in due comparti distinti e autorizzare la divisione, fermo restando che chi “parte per primo” deve realizzare tutte le opere, come ad esempio le fognature, che riguardano l’intera area. La seconda parte della delibera prevede inoltre di stralciare quelle piccole aree che nella realtà non sono interessate dalla lottizzazione e che sono state evidenziate quando si è andati ad individuare l’area rispetto alle rilevazioni iniziali. A questo punto prende la parola Girolamo Martino per esprimere la propria obiezione, “forse anche più ideale che non pratica”, ad un provvedimento tecnico che “viene presentato come inevitabile”. Anche se così fosse, per il consigliere viene di fatto dato il via libera alle costruzioni: si ereditano in effetti scelte della passata amministrazione, ma senza questo provvedimento non sarebbe possibile costruire. Zenobi lo ferma subito, precisando che ciò che vanno ad approvare permetterà ai due comparti di partire separatamamente, e ciò non toglie che se fossero tutti d’accordo potrebbero partire insieme anche da subito. A detta di Martino, non approvare il provvedimento consentirebbe di ritardare nel tempo l’edificazione in una zona bellissima che è stata sacrificata da una colata di cemento, e quando la crisi edilizia diventasse definitiva si arriverebbe addirittura alla rinuncia, “consentitemi la battuta”. Già in altre città d’Italia si è provveduto a bloccare la cementificazione e si è deciso di recuperare il patrimonio edilizio esistente, creando occupazione. Zenobi ricorda che il lavoro che stanno facendo i tecnici e i privati, che da anni pagano le tasse sulle aree edificabili, è quello di regolarizzare le carte in modo da poter essere pronti quando il settore dell’edilizia abitativa ripartirà. Tuttavia, ci sono alcuni proprietari non disposti a spendere per le opere per l’intero comparto, e ciò rende comunque difficoltosa la realizzazione delle costruzioni. A conclusione ricorda che il Prg non è fatto dal comune ma è stato commissionato a un geologo che ha seguito le direttive dell’amministrazione in un’ottica di sviluppo; il Prg non costituisce quindi un regalo ai privati, che avranno anche ottenuto l’edificabilità dei terreni, ma che per convenzionare l’area dovranno affrontare delle opere impegnative, e a conferma di ciò il sindaco invita i consiglieri a consultare le carte presso l’ufficio tecnico. A questo punto prende la parola un combattuto Enrico Secchiaroli, che alzandosi addirittura in piedi si dice “in crisi” e preannuncia la propria astensione perché non ha seguito il procedimento e non gli sembra “serio e corretto votare a prescindere senza conoscere ciò che si va a votare”. Pur riconoscendo il fatto che i proprietari hanno fatto degli investimenti, che questa è la situazione che va avanti dall’ultimo decennio, che l’edilizia ha anche i suoi lati positivi (lavoro, entrate da oneri urbanistici, trasferimenti da altri comuni), si chiede se quella sia la zona giusta per espandere il comune. “È giusto continuare a cementificare le colline? Si parla tanto di turismo, in uno dei borghi più belli d’Italia… ma stiamo attenti, il borgo non si mantiene da solo, serve l’attenzione di amministratori e cittadini”. Zenobi comprende le difficoltà dei nuovi amministratori, essendoci passato otto anni fa, ma li invita a documentarsi perché la non comprensione non è una giustificazione per una mancata presa di posizione. Il sindaco riconosce che i tempi sono stati effettivamente stretti, ma questo procedimento è in itinere da due anni e comunque il Prg e l’individuazione delle aree edificabili sono lì da dieci anni. Morico ritiene rispettabilissima la posizione di Secchiaroli, ma in questo momento si sta dando esecuzione al Prg e loro devono amministrare tenendo conto che c’è una zona edificabile che va gestita e organizzata. Dal canto suo Secchiaroli dichiara di capire le esigenze dell’amministrazione ma che deve “ascoltare la propria coscienza”, affermazione alla quale Zenobi risponde che loro sono chiamati ad amministrare e tutelare un ente e che bisogna fare attenzione perché su tali materie si arriva a volte a doversi difendere nelle cause. Martino conclude gli interventi chiedendo che per le prossime occasioni venga fornita maggiore informazione che permetta ai consiglieri di esprimere un voto consapevole. Alla resa dei conti la delibera incassa quindi undici voti a favore e due astensioni (Secchiaroli e Martino).
L’ultimo punto per questo consiglio prevede la “approvazione regolamento del verde urbano e delle formazioni vegetali caratterizzanti il paesaggio rurale marchigiano”; questa delibera dà esecuzione a una legge regionale che obbliga i comuni ad adottare regolamenti entro il 15 luglio 2016. Zenobi evidenzia che la normativa mostra la sensibilità delle nostra regione in merito alla regolamentazione degli spazi verdi e all’utilizzo dei prodotti tossici e non nei centri urbani, per cui ci sono restrittive prescrizioni. Altre regolamentazioni e obblighi riguardano potatura e difesa delle piante, espianti e trapianti di alberi, danneggiament di alberi e arbusti, parchi urbani, viali e parcheggi alberati, piante secolari o protette in ambito privato e altro ancora. Le uniche osservazioni a quanto proposto dalla regione sono state espresse in tre commi inseriti nell’articolo 12, recependo quanto rilevato dall’ufficio tecnico in merito ai danneggiamenti e all’incuria delle piante. Il consigliere Bigelli ci tiene a sottolineare l’articolo 33, in cui si prevede che nelle aree private, urbane e rurali, ad uso pubblico non è consentito l’uso di prodotti chimici diserbanti. Il sindaco ricorda inoltre la possibilità di ricorrere alla pratica del pirodiserbo, che tramite l’uso di una fiammata secca le piante che devono essere eliminate (ad esempio sulle mura), e cita anche la sperimentazione che sfrutta gli olii essenziali. Il consigliere Pasquini chiede se il regolamento può essere modificato, il primo cittadino risponde che allo schema fornito dalla regione possono essere apportate modifiche solo in senso restrittivo. Bigelli chiede infine se il regolamento potrà essere ridiscusso ulteriormente, visto che stavolta c’è stato poco tempo, Zenobi risponde che ciò è fattibile. Si procede quindi alla votazione del dodicesimo e ultimo punto all’ordine del giorno, approvato all’unanimità.
Terminate le discussioni all’ordine del giorno, il sindaco preannuncia che il prossimo consiglio si terrà entro il 31 luglio perché è legato agli adempimenti di legge per il bilancio, che una volta erano previsti a novembre. Zenobi riconosce che in alcune materie complesse, come il già citato bilancio, ci si ritrova ad affrontare normative poco chiare e scadenze imminenti che costringono a dover decidere in poco tempo; il primo cittadino capisce la volontà di comprendere e l’impegno attivo, non vuole persone che alzino solo la mano, tant’è che la discussione che gli è piaciuta di più è stata quella in cui non si è raggiunta l’unanimità, perché c’è stato un dibattito. Tuttavia, Zenobi invita i consiglieri ad avere anche comprensione del lavoro degli uffici e delle competenze normative. Martino dal canto suo chiosa dicendo che “il dibattito genera idee” ed è importante anche su provvedimenti obbligati e, in quanto alla competenza, “dacci qualche mese e ce la faremo”. Il consigliere chiede inoltre se fosse possibile, in fase di preparazione dei documenti , pubblicarli in un’area riservata del sito del comune alla quale accedere in modalità di lettura invece di intasare gli uffici. Il primo cittadino, nonostante non sembri particolarmente convinto della fattibilità della cosa, anche in virtù di passate esperienze, pare disposto a valutarla insieme al segretario.
La seduta del secondo consiglio del mandato di Zenobi viene tolta alle ore 23.15.