martedì 25 Giugno 2024
Articoli 2020

Renzi, c’è o ci fa?

La gente di Bergamo e Brescia che non c’è più, se potesse parlare ci direbbe di riaprire”.
Questa frase, pronunciata da Matteo Renzi durante il suo discorso al Senato, ha scatenato un polverone. E non poteva essere diversamente perché la frase è a dir poco infelice, un’espressione stonata.
È sempre strumentale mettere in bocca ai morti i pensieri dei vivi.
Gentile senatore Renzi, siamo proprio sicuri che se i morti potessero parlare invece di intimarci “riaprite subito” non ci chiederebbero “perché non avete chiuso prima”?

Mi permetto infine due parole sulla critica che Renzi riserva al governo Conte, nonostante il suo partito ne faccia parte e nonostante sia stato lo stesso Renzi a volerne la sua formazione nell’estate del 2019.
Renzi, per come ho percepito le sue dichiarazioni, ritiene l’attuale governo non adatto ad affrontare la “fase 2” prevedendo che ci voglia più coraggio nel “riaprire”. Ma forse il senatore Renzi e il suo partito sottovalutano il limbo sanitario, non solo economico, nel quale l’Italia è immersa. Forse non è ancora chiaro che la battaglia con il Covid-19 non è affatto vinta.
Renzi dovrebbe sapere che la pandemia è un fenomeno immenso, imprevisto e imprevedibile, nessuno sa quando ne usciremo. Si va per tentativi. E molti tentativi delle autorità italiane (nazionali, locali, sanitarie, tecniche) si sono rivelati sensati, e hanno evitato che una tragedia diventasse una catastrofe.

Gentile senatore Renzi, un Paese piegato dalla pandemia pretende da tutti senso di responsabilità. E umiltà, non furbizie.