lunedì 26 Febbraio 2024
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Toelettatura

In questo periodo difficile, nel quale chi più e chi meno, ci ritroviamo tutti quanti un po’ spaesati di fronte a un evento che non avremmo mai immaginato di affrontare, mi permetto di segnalare una notizia che mi ha suscitato una certa ilarità.

La notizia riguarda il consigliere regionale Federico Talè che ha presentato una mozione per “far riaprire le attività di toelettatura degli animali d’affezione”.
Ora, io non ho nulla contro i professionisti di questo settore e capisco perfettamente che anche la toelettatura degli animali rappresenti un’attività e che intorno ad essa ci sia legittimamente un interesse economico. Immagino che chi si occupa di quell’attività abbia bisogno, come tutti coloro che in questo periodo vivono una situazione di precarietà, di attenzione da parte della classe politica, per capire quando e come poter riaprire e garantire la propria fonte di reddito.
È solo che personalmente trovo il tema della toelettatura molto meno prioritario rispetto ai drammi che stiamo vivendo.

Stiamo entrando nella cosiddetta “fase 2”, dopo un periodo durante il quale abbiamo tutti conosciuto la paura del virus (nella Regione Marche i decessi per Covid-19 sono attualmente 932). Questa seconda fase sarà probabilmente ancora più complessa rispetto alla prima perché occorrerà “aprire” con gradualità ma mantenendo l’attenzione dei cittadini per il distanziamento sociale, così da verificare l’andamento del contagio e non ritrovarci con gli ospedali nuovamente intasati di pazienti bisognosi di cure. Non possiamo correre il rischio di far ripiombare i nostri ospedali e gli operatori (che in questo periodo abbiamo tutti chiamato eroi), in un caos simile a quello accaduto a marzo.
Questo ci suggerisce inevitabilmente di procedere non solo con gradualità ma con delle priorità, individuando i settori chiave della nostra società e della nostra economia per i quali occorre rispondere al più presto, prima che il nostro Paese sprofondi (pil in caduta dell’8%, deficit in corsa vero il 10,4% debito in volo al 155,7%, spread che è tornato a lambire quota 300 come nel novembre 2011).

Anche nella mia famiglia abbiamo un animale da compagnia ma onestamente faccio veramente fatica a comprendere come questo tema possa oggi assumere una priorità, tale da essere discussa in un Consiglio Regionale e essere votata all’unanimità!

Mi permetto umilmente di richiamare il Consiglio Regionale a discussioni più “alte”, in un momento storico nel quale non ci è permesso di perderci in chiacchiere sul “sesso degli angeli”. Sempre umilmente propongo ai consiglieri regionali, nel caso avessero del tempo a disposizione, tre temi che forse varrebbe la pena discutere anche all’interno della Regione Marche:

Primo tema:
Diventerà cruciale capire come verrà organizzata la ripresa di tutte le attività sanitarie e l’assistenza ai malati cronici che in questi mesi sono stati abbandonati al loro destino. Bisogna poi tener conto che la pandemia ha avuto effetti devastanti sui malati che sono stati contagiati, molti sono guariti dal punto di vista infettivologico, ovvero non sono più contagiosi, ma non sappiamo se il disordine infiammatorio causato dal virus si arresti così o possa dare contraccolpi a distanza. A ciò si aggiunga che troppo a lungo abbiamo dovuto «dimenticare» tutti quei malati fragili, cronici, spesso in labile equilibrio clinico, normalmente seguiti con regolarità, che ora torneranno ad affollare ospedali e ambulatori con più problemi di prima. L’organizzazione di percorsi distinti per evitare possibili contagi e la messa in atto di tutte le misure di prevenzione delle infezioni ospedaliere sono poi azioni molto difficili.

Secondo tema:
Una sfida per ripensare profondamente la struttura del nostro Servizio sanitario nazionale e il ruolo dei medici. Nell’emergenza è apparso a tutti chiaro come le competenze professionali siano fondamentali, non solo per gestire i pazienti, ma anche per pianificare tutti gli aspetti organizzativi. Non si può prescindere dai professionisti se si vogliono sviluppare adeguati modelli assistenziali. Forse questa esperienza dovrebbe fare riflettere sul mancato coinvolgimento in passato dei medici nell’organizzazione dei nostri ospedali e, più in generale, della sanità. Affidare tutto solo a tecnici, spesso di diversa formazione professionale, o alle direzioni sanitarie dimenticando chi sul campo opera, è stato un grave errore.

Terzo tema:
Sarà indispensabile ripensare all’integrazione tra ospedali, medicina generale e assistenza extra-ospedaliera. Si dovrà anche riflettere sul rapporto tra Ministero della Salute e Regioni, l’autonomia di queste ultime è sacrosanta ma non si può prescindere da una maggiore centralizzazione di alcune linee programmatiche, purché poi però le cose al centro funzionino davvero. Il rimpallo di responsabilità al quale abbiamo assistito in questo periodo non deve ripetersi. Tutto questo in un contesto di grave carenza di personale medico e infermieristico che andrà sanata al più presto possibile.

 

Ce n’è abbastanza per immaginare una riforma che costituisca un vero rilancio del nostro sistema sanitario, che in questo drammatico frangente ha dimostrato tutto il suo valore ma anche messo in evidenza le tante crepe causate da troppi anni di disattenzione e sottofinanziamento, anche nelle Marche.