I contagi volano, le Marche sotto scacco Scuole superiori chiuse per una settimana

Didattica a distanza al 100% da domani a venerdì 5. Salta lo screening in città, è polemica. Zona arancione: verdetto in arrivo

L’escalation di contagi detta la linea dura della giunta Acquaroli. Da domani scuole superiori “chiuse“ in tutte le Marche con la didattica a distanza integrata (Did) al 100% fino al 5 marzo. Almeno. Ulteriore giro di vite ad Ancona e Macerata, province maggiormente segnate dai contagi, dove in dad vanno, sempre da domani, anche i ragazzi delle scuole medie (seconde e terze classi). L’ordinanza il presidente della Regione, con questi provvedimenti, la firmerà stamattina. E all’orizzonte, da lunedì, si profila la zona arancione per le Marche: il governo dovrebbe ufficializzarlo oggi, ma gli effetti (ristoranti e bar chiusi di nuovo anche a pranzo, per esempio) dovrebbero scattare da lunedì. Mai così tanti i contagiati: sono 732, ma diventano quasi mille in regione se si sommano i positivi dei tamponi molecolari con quelli antigenici. Un anno dopo il primo caso nelle Marche, il report del Gores sforna numeri impressionanti, mai visti prima anche perché un anno fa i tamponi erano molto meno dei 7800 di ieri. Nonostante l’Rt a 0,98 e gli ultimi sette giorni in giallo, però, la modifica della colorazione sarà automatica legata al peggioramento della tendenza e ai numeri della pressione ospedaliera. La decisione per le superiori è stata comunicata ieri alla riunione del Tavolo tecnico con il mondo della scuola dall’assessore alla Salute, Filippo Saltamartini, che ha descritto l’aggravamento della situazione contagi, che peraltro colpiscono molto di più i giovani. L’ufficio scolastico regionale ha registrato che dalle 279 classi in quarantena del 17 febbraio scorso si è passati, in una settimana, alle 333 attuali, in pratica un aumento generale dal 2,68% al 3,19% delle 10.492 sezioni di ogni ordine e grado. La puntualità del sistema informatico attivato dall’Usr permette di leggere i dati per provincia. Il trend delle quarantene segna un aumento all’infanzia sia in Ancona, passata dal 3,3% all’8,6% che a Pesaro Urbino, passata dal 2,3% al 5,2%. Se l’aumento Ancona l’ha registrato anche alle medie passate dal 6,6% al 7,2% in una settimana, Pesaro Urbino invece registra una riduzione su tutti gli altri ordini di scuola. In una settimana le classi in quarantena sono passate dal 2,6% allo 0,5% alla primaria. Le quarantene si sono addirittura più che dimezzate alle medie passate dal 7,9% al 3% del 24 febbraio. Flessione alle superiori passate dall’1,9% di classi in quarantena al 17 febbraio al’1,4% dell’altro ieri. Una diversità che corrisponde alla percezione del presidente regionale dell’associazione nazionale presidi, Riccardo Rossini, sfavorevole al provvedimento generalizzato di chiusura in province caratterizzate da situazioni di contagio diverso. «Sono contrario perché questo è il momento di chiudere dove è necessario e non in modo generalizzato. Sicuramente bisogna chiudere tutta la provincia di Ancona che ha la metà dei casi positivi di tutta la regione. Sicuramente tutte le scuole che non riescono a garantire degli standard minimi di sicurezza – osserva Rossini –. Ma dove i numeri non sono allarmanti come Pesaro Urbino trovo giusto permettere la dad al 50%. Ci troviamo in un momento molto importante della didattica: secondo quadrimestre, con le quinte da preparare per gli esami. Dovremmo avere un sistema reattivo capace di agire velocemente sui focolai e non in modo generalizzato. Scuole senza numeri importanti perché chiudere?». In particolare la decisione della giunta Acquaroli, a Pesaro, fa saltare lo screening con gli antigenici, previsto in calendario il 4 e 5 marzo sia alle superiori e sia alle medie. Congelato il secondo turno previsto l’11 e 12 marzo. «Sì, abbiamo annullato la prima settimana di screening e aspettiamo di capire cosa fare con la seconda», conferma l’assessore Giuliana Ceccarelli. Furente da Roma è la reazione del sindaco Matteo Ricci: «Sono mesi che diciamo di fare lo screening periodico a tutti gli studenti. Troppo facile chiudere tutto scaricando i disagi sulla scuola e sulle famiglie per una miopia assurda. Una scuola sicura si può fare, basta volerlo». Un principio condiviso da tutta la giunta. «I numeri a Pesaro Urbino sono sotto controllo – testimonia l’assessore Riccardo Pozzi appena conclusa la riunione del comitato di sicurezza in Prefettura –. Non è giusto mettere la scuola all’ultimo posto. In Emilia Romagna, già arancione, le scuole sono aperte». Solidea Vitali Rosati