lunedì 27 Maggio 2024
Politica locale

«Così Battiato ci proiettò nella modernità»

Con «Il Violino e la Selce» tra il 96 e il 99 l’artista siciliano lanciò la città nell’empireo culturale italiano

 

di Silvano Clappis Grazie a lui per quasi un decennio Fano è stata ai vertici della musica contemporanea mondiale, un punto di riferimento che ancora oggi viene ricordato dai fanesi, dalla critica musicale, dagli organi di informazione. Franco Battiato, scomparso ieri a Milo all’età di soli 76 anni dopo una lunga malattia, è stato direttore artistico del Festival «Il violino e la Selce» svoltosi a Fano dal 1996 al ‘99 e successivamente del festival itinerante «Marche Musica Contemporanea» nelle città di Gabicce, Fano, Ancona, Jesi, San Benedetto del Tronto fino al 2004. Fu l’intuizione dell’allora assessore alla cultura Martino Branca a portarlo a Fano e a costituire con lui un connubio che rivoluzionò il lento e pigro andamento delle estati musicali fanesi. Piazza XX Settembre si trasformò in un’arena dove sul palco salirono i più bei nomi della musica sperimentale e contemporanea mondiale, da Bjork a Michael Nyman, da David Beck a Ryuichi Sakamoto, da Paolo Conte ai Coldplay, dai Simple Minds all’algerino Khaled e poi ancora nelle varie tappe marchigiane Lou Reed, Alanis Morrissette, Laurie Anderson, Nick Cave e altri artisti di fama internazionale. Una grande stagione come ricorda l’allora sindaco di Fano (dal 1995 al 2004) Cesare Carnaroli: «Sono stato dolorosamente colpito dalla notizia della scomparsa di Franco Battiato, come penso tanti italiani – ha detto – perché molti si ricorderanno che Battiato fu il creatore insieme a Martino Branca del festival di musica contemporanea ’il Violino e la Selce’ che caratterizzò la politica culturale dell’Amministrazione comunale dal 1996, anno in cui iniziò il festival, fino al 2004. Ma soprattutto, con l’apertura del teatro avvenuta nel 1998, ’il Violino e la Selce’ rappresentò finalmente la realizzazione di una politica culturale strutturata con investimenti in quel settore che non si erano mai avuti prima. Per la prima volta la Città di Fano veniva proiettata nell’empireo culturale Italiano grazie alla presenza di Battiato e alla sua poliedrica genialità artistica marcando una ’modernità’ di cui la città aveva bisogno e che si collegava ad uno sviluppo economico (cantieristica – nuovo porto) ed un aumento demografico in piena espansione. Non tutti erano d’accordo, ma questo ci sta, ed anzi sviluppò un interessante dibattito nella città di cui forse oggi si sente la mancanza». Il festival, dopo i primi anni fanesi, fu costretto ad assumere una dimensione regionale a causa anche degli alti costi che comportava fino poi ad esaurirsi nel 2004 quando il Comune di Fano, capofila, decise di uscire dall’Associazione «Marche Musica Contemporanea» col voto della nuova maggioranza di centrodestra. La notorietà di Battiato, la musica d’avanguardia attirarono l’interesse dei giovani e costituirono un formidabile veicolo promozionale per la città di Fano, ma al tempo stesso forti critiche per le enormi spese delle casse comunali. Carnaroli incontrò diverse volte all’epoca Franco Battiato. «Era una persona gentile e rispettosa – sottolinea – che ti metteva subito a tuo agio e che insieme a Pierluigi Cervellati, per quanto mi riguarda, è stato anche maestro di vita. Oggi posso dire molto serenamente di essere stato fortunato di aver conosciuto persone come Franco Battiato e che mi fa dire quanto valga la pena, pur tra tante angosce, fare l’amministratore pubblico. Grazie ancora una volta caro Battiato per quello che hai significato per la città di Fano».