mercoledì 29 Aprile 2026
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Consiglio comunale di Mondavio

Consiglio comunale di Mondavio del 22 ottobre 2021

Venerdì 22 ottobre si è svolto il primo consiglio comunale di Mondavio dopo il responso delle urne del 3 e 4 ottobre scorso che ha decretato la vittoria della lista del sindaco uscente Zenobi “Per un futuro comune” con il 71,40% delle schede valide contro il 28,60% di “Mondavio Città Nuova” di Girolamo Martino. A cinque minuti dall’ora di convocazione, le 21.00, nell’ufficio del sindaco discutono alcuni consiglieri di maggioranza, mentre alcuni della minoranza sono presenti in sala assieme al pubblico che stavolta è quello delle grandi occasioni: a fine serata infatti risulteranno intervenuti, oltre ad un poliziotto municipale e al maresciallo dei carabinieri, quasi una ventina di bipedi mondaviesi, oltre ad un quadrupede (il cagnolino della madre di un consigliere).

All’ora convenuta tutti i consiglieri presenti si accomodano al proprio posto, insieme alla segretaria comunale: il sindaco indossa la fascia tricolore e lascia la parola alla dottoressa Conti che procede all’appello, al quale rispondono in dodici: Mirco Zenobi, Davide Albani, Thomas Tarsi, Lazzaro Marchetti, Alice Bonifazi, Sergio Mancini, Alessia Mantoni, Sauro Bigelli e Roberta Galassi per la maggioranza, Girolamo Martino, Edoardo Carboni e Arianna Bottin per la minoranza. Manca ancora Gianmaria Mattioli, ma è solo in ritardo, un’abitudine che pare non aver perso dal suo precedente mandato di qualche anno fa. Il primo cittadino nomina scrutatori Mantoni, Mancini e Bottin, che in questa seduta saranno più volte chiamati a svolgere il loro compito.

Il primo punto all’ordine del giorno prevede l’insediamento del consiglio comunale e l’esame delle condizioni di candidabilità, eleggibilità e compatibilità degli eletti; la segretaria comunale ricorda ai consiglieri i riferimenti legislativi che regolano tali condizioni invitandoli a segnalare eventuali situazioni di cui siano a conoscenza, mentre il sindaco evidenzia che tutti gli eletti proclamati hanno sottoscritto una autocertificazione in cui dichiarano di non avere motivi ostativi all’eleggibilità e che gli uffici hanno effettuato controlli per verificare l’esistenza di pendenze con l’ente comunale degli stessi eletti. Viene quindi preso atto della comunicazione dei nominativi dei capigruppo consiliari, che risultano essere Marchetti per la lista n. 2 e Martino per la lista n. 1. Non essendoci osservazioni si procede al voto per alzata di mano: i dodici presenti sono favorevoli all’unanimità sia alla delibera sia alla sua immediata eseguibilità.

Il secondo punto all’ordine del giorno prevede il giuramento del sindaco. Zenobi si alza in piedi per pronunciare la frase, definita da lui stesso “sintetica ma densa di contenuto e di significato”, che recita: “giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana e di adempiere alle mie funzioni al solo scopo del pubblico bene”. Dopo un caloroso applauso il primo cittadino si risiede e procede con il punto successivo, il terzo, che prevede la comunicazione di nomina dei componenti della giunta comunale, che come tale non è soggetta a votazione. Con il decreto numero 56 dell’8 ottobre il sindaco ha infatti conferito ad Albani le deleghe a polizia locale, lavori pubblici, sport e associazionismo, a Bonifazi quelle a cultura, turismo ed istruzione, a Galassi quelle ai servizi sociali, pari opportunità e gentilezza, a Tarsi quelle a patrimonio, politiche giovanili e agricoltura; con lo stesso decreto Zenobi ha anche nominato Albani quale vice sindaco. Il primo cittadino ricorda che per il momento si è tenuto le deleghe a personale, urbanistica, bilancio, ambiente e protezione civile, ma l’intenzione è quella di responsabilizzare tutta la squadra di governo, e non solo la giunta, con la ridistribuzione delle deleghe nei prossimi mesi. Al momento ciò non è ancora possibile perché il comune non ha mai recepito l’attuale normativa che permette di attribuire deleghe anche ai consiglieri, ma la modifica allo statuto comunale in tal senso sarà oggetto di discussione in una delle prossime assemblee.

Il quarto punto previsto per la serata è quello inerente la nomina della commissione elettorale che, come ricorda Zenobi, è presieduta dal sindaco e composta da tre membri effettivi e da tre supplenti. La legge prevede che alla votazione segreta non partecipi il primo cittadino e che venga rispettata la rappresentanza di un componente della minoranza sia tra membri effettivi che tra quelli supplenti. Così, mentre fa il suo ingresso in sala il consigliere Mattioli (sono ormai le 21.13), gli scrutatori distribuiscono ai consiglieri i primi bigliettini per la votazione dei componenti effettivi, che vengono poi raccolti nell’apposita urna di legno. Si procede quindi allo scrutinio, dal quale risultano eletti Bigelli, Marchetti e Mattioli con quattro voti ciascuno. Alla votazione successiva per i componenti supplenti invece vengono eletti Mancini con cinque voti, Mantoni con tre e Carboni con quattro. L’esito dell’urna viene quindi sottoposto a votazione, alla quale di nuovo non partecipa Zenobi: i dodici consiglieri sono unanimemente favorevoli sia alla delibera sia alla sua immediata eseguibilità.

Il penultimo punto all’ordine del giorno prevede la nomina di un’altra commissione comunale, quella per la formazione degli elenchi dei giudici popolari, che come quella votata poco prima va rinnovata in quanto scaduta con il precedente mandato. Tale commissione è composta da un rappresentante della minoranza, da uno della maggioranza e dal sindaco, che stavolta può partecipare alla votazione. Gli scrutatori adempiono nuovamente al loro dovere e la volontà dei consiglieri designa Mancini con nove voti per la maggioranza e Bottin con quattro voti per la minoranza: il consiglio approva quindi all’unanimità, così come l’immediata eseguibilità.

Il sesto e ultimo punto previsto per la serata riguarda la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti comunali presso enti, aziende ed istituzioni. A tale proposito Zenobi ricorda che il nostro comune ha partecipazioni molto ridotte presso Marche Multiservizi, Aset e Ami e che se nel corso del mandato fosse necessario designare dei rappresentanti presso tali enti (eventualità rara e che nel mandato precedente non si è mai verificata) ci si avvarrebbe dei criteri che “normativamente girano in tutti gli altri enti” e che appartengono allo “standard della casistica”. Dopo averli letti integralmente ai presenti, il sindaco constata che non ci sono osservazioni al riguardo e che si può quindi procedere alla votazione: il consiglio si esprime in modo unanime a favore della delibera e della sua immediata eseguibilità.

Sono le 21.24 e il primo consiglio del nuovo mandato sarebbe terminato, ma Zenobi ricorda che il capogruppo di minoranza Martino ha chiesto la parola; questi, dopo aver inizialmente titubato sull’opportunità di leggere il proprio discorso a causa della sua lunghezza, esordisce ricordando di aver già parlato nella sede comunale qualche anno fa ma in condizioni differenti. Martino faceva parte allora del consiglio monocolore di Zenobi, ma la sua “sembrava quasi un’opposizione all’interno della maggioranza”, poiché egli contestava al sindaco lo scarso coinvolgimento dei consiglieri e non si era dimesso per mancanza di tempo ma per differenza di idee. La “prima nota polemica” viene rivolta alle deleghe per le quali è necessaria la modifica dello statuto; Martino afferma che gli strumenti per lavorare, cioè le commissioni, ci sono già e che la legge non prevede i “mini-assessorati”, promettendo che lui e i colleghi attueranno un’attenta “vigilanza democratica” su eventuali modifiche dello statuto, che comunque auspica siano prese con il coinvolgimento e l’unanimità di maggioranza e minoranza. Guardando nell’albo pretorio della “vecchia consigliatura”, Martino afferma di non aver visto “grandi iniziative dei consiglieri”: ce n’è una, che lui definisce “veramente orribile”, ed è la delibera n. 36 del 29 luglio 2019, in cui “si chiede una censura preventiva” per l’utilizzo della sala comunale. Il capogruppo di minoranza, che ricorda di aver giurato quasi quarant’anni fa fedeltà alla repubblica quand’era “ufficiale di cavalleria”, trova “umiliante e offensivo” averlo dovuto riaffermare su di un “pezzo di carta di un ufficio comunale”. Martino trova che si tratti di “pura ideologia” e che “ve la potete risparmiare” perché “non serve a nulla”. Per dovere di cronaca, la delibera riguarda il “divieto di concessione di spazi pubblici comunali ad organizzazioni, movimenti e partiti neofascisti e xenofobi” e venne presentata dagli allora consiglieri Enrico Secchiaroli e Sauro Bigelli all’interno della campagna promossa a livello nazionale dall’Anpi. Tale delibera, approvata all’unanimità, prevedeva di introdurre una nota in cui il richiedente di uso di sale e altri spazi pubblici dichiara espressamente di riconoscersi nei principi costituzionali democratici; di non professare e non fare propaganda di ideologie neofasciste, neonaziste, razziste, in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa, finalizzata alla ricostituzione del Partito Fascista; di non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza; di non compiere manifestazioni esteriori, anche a mezzo di social network, di carattere fascista e/o nazista, omofobo, sessiste, che non rispettino la Legge “Scelba” ed i principi della Costituzione. Sia concesso a chi scrive di sottolineare come sia quanto meno spiacevole, per non dire peggio, che un membro eletto in un’istituzione pubblica si mostri così indignato per una delibera che ha lo scopo di ribadire la difesa dei principi democratici sui quali si fonda la nostra repubblica.

Il capogruppo prosegue facendo i complimenti ai vincitori delle elezioni ma ribadisce che i 530 voti che la minoranza ha ottenuto rappresentano una parte di cittadini scontenti; a differenza di quanto scritto sulla stampa, le due liste insieme rappresentano solo il 59% degli elettori e ciò costituisce una sconfitta per tutti e un’espressione di scontento e disaffezione, quest’ultima causata dalla sensazione di inutilità del voto da parte dei cittadini. Martino lamenta inoltre il pregiudizio di cui ha sofferto la sua lista e si fa aiutare da una citazione di Montanelli per affermare che a dispetto del senso di superiorità che pervade la sinistra anche chi è di destra vuole bene alla nazione. L’obiettivo è di far conoscere a Mondavio “un gruppo di giovani e meno giovani di destra che possano lavorare bene per la città”; Martino e i suoi colleghi faranno “un’opposizione intelligente e costruttiva” e non diranno “sempre no”, ma richiedono anche a Zenobi di essere un “sindaco illuminato” che non bocci ogni loro proposta “solo perché viene dall’opposizione”. Il capogruppo si dice certo che “da una parte e dall’altra” tutti lavoreranno solo nell’interesse di Mondavio e dei suoi cittadini e dopo aver augurato buon lavoro al sindaco, alla giunta e ai consiglieri, conclude esclamando “Viva Mondavio, viva l’Italia!”. Dopo gli applausi da parte del pubblico, il primo cittadino prima “ringrazia” con un po’ di ironia Martino perché con la sua candidatura ha evitato il suo “sultanato” e ricorda che non sempre i giornalisti riportano fedelmente quanto dichiarato, visto che da parte sua lui non ha “gioito per il 59%”. Il primo cittadino ammette che la presenza di due liste ha portato un po’ di competizione elettorale e quindi un incremento della partecipazione degli elettori in contrasto con la tendenza generale. Cinque anni fa, quando Zenobi si era presentato dopo l’esperienza da assessore, il tema principale era evitare il commissariamento di Mondavio, che si è rivelato una sorta di precursore: lo scorso anno erano ben tredici i comuni in cui si presentava un’unica lista. Per ovviare a questo, il legislatore sta cercando di modificare il testo unico sugli enti locale con l’estensione della possibilità di un terzo mandato del sindaco ai comuni dai 3.000 ai 5.000 abitanti, ma Zenobi non è convinto dell’efficacia di questo provvedimento. L’amministrazione comunale è sempre più condizionata da livelli di governo superiori e i consiglieri, nei prossimi anni, potranno fare esperienza di quanto spesso saranno chiamati a prendere atto e ratificare quanto già deciso dall’alto. Il primo cittadino invita i consiglieri a darsi il tempo di conoscere come funziona l’ente comunale e osserva come Martino abbia forse sopravvalutato la struttura amministrativa, che lui da sindaco non si sente di appesantire con ulteriori lavori come quelli delle commissioni. Zenobi afferma di non avere preconcetti e che se arriverà dalla minoranza “una sensibilità o un accorgimento” che è sfuggito alla maggioranza, questa sarà la prima a riconoscergliene il merito e ad approvarlo insieme. “Cinque anni sono lunghi” e quindi i consiglieri avranno bisogno di conoscere le dinamiche e i meccanismi dell’ente, di cui potranno fare esperienza già dal prossimo consiglio comunale. Nonostante la lista unica il sindaco ritiene di aver agito negli anni passati nell’interesse di tutti, senza negare un appuntamento ai cittadini, “cercando di risolvere il risolvibile e spiegando quando non era risolvibile” a chiunque lo incontrasse; Zenobi conclude assicurando che questo atteggiamento non muterà nei cinque anni a venire e augurando a sua volta buon lavoro a tutti.

Martino riprende la parola perché si è dimenticato di ribadire che qualunque critica o rilievo non sarà mai personale ma “sulle cose”, Zenobi si dice contento perché conosce le esperienze di tanti suoi colleghi sindaci che vivono situazioni consiliari complesse e ne approfitta per invitare alla responsabilità la minoranza che non deve avere un atteggiamento ostruzionista, non solo verso gli amministratori ma anche verso gli uffici.

La parola viene quindi lasciata al consigliere Mattioli, che dopo essersi congratulato con entrambi gli schieramenti per i risultati elettorali, riprende il concetto di opposizione costruttiva parafrasando quanto gli è stato detto da un suo paziente il giorno precedente: “portare la tua esperienza di minoranza nella maggioranza è tendere all’unione delle differenze”, un atteggiamento positivo che permette di affrontare un problema a tutto tondo. Mattioli ritiene che i programmi di entrambe le liste presentino idee valide per la popolazione e che nel suo schieramento ci siano brave persone; il consigliere conclude evidenziando come la campagna elettorale, a parte qualche piccola stonatura sul finale, sia stata sempre corretta da entrambe le parti. Dopo gli applausi anche per Mattioli, la parola viene ceduta a Marchetti, che pur ammettendo di non aver preparato nessun discorso, coglie l’occasione per ringraziare sia i colleghi per la stima e l’incarico ricevuti sia la rappresentanza della popolazione intervenuta: che siano “un cittadino o mille cittadini”, la loro presenza è il motivo per cui sono lì. Visto l’atteggiamento di collaborazione e la competenza espressi da Martino e Mattioli, il capogruppo di maggioranza si augura un periodo di “incontro e di scontro” e di costruzione, mentre del primo cittadino sostiene di apprezzare la capacità di affrontare un problema senza aggirarlo. Marchetti termina il suo intervento augurando a tutti buon lavoro per fare “veramente il bene del nostro comune”. Terminati gli applausi per il capogruppo, Zenobi riprende per l’ultima volta la parola, affermando ironicamente che probabilmente già dal prossimo consiglio il clima di questa assemblea comincerà a cambiare per l’emergere delle diverse sensibilità. Alle 21.51 il sindaco scioglie la seduta suonando la campanella che non ha ancora utilizzato perché, per sua stessa ammissione, si era inizialmente “emozionato”; la serata si conclude quindi con la consegna di una copia dello statuto e del regolamento comunale a tutti i neo consiglieri.