Rossini (Cgil): «Sarebbe stato meglio rendere obbligatorio il vaccino»

«In questo momento è difficile dare valutazioni, ma di sicuro di persone che sono positive o in quarantena ce ne sono diverse – dice Roberto Rossini della Cgil – per cui quale sarà l’impatto all’interno della fabbriche e come verrà gestita questa situazione è difficile da dire. Per avere un quadro più preciso lunedì tutti i responsabili di categoria faranno un giro nelle aziende della provincia per capire quali saranno i numeri reali. Di casi ce ne sono, o per i figli, o perché magari si è andati a cena o al ristorante con qualche positivo. Ma io onestamente – continua Rossini – queste regole che sta stabilendo il Governo non le capisco come l’obbligo del super Green pass per chi lavora. Tanto valeva renderlo obbligatorio il vaccino, che è ormai è sperimentatissimo visto che si sono vaccinate miliardi di persone. Avremmo così superato tutti questi problemi».Una situazione di attesa quella dei sindacati proprio perché molte fabbriche sono ancora chiuse: «Nell’area industriale e cioè quella di Chiusa di Ginestreto e Montecchio – dice Paolo Rossini della Uil – sono poche le aziende che sono aperte ed alla Biesse in questo momento lavorano un centinaio di persone circa. Per cui si capiranno meglio le cose quando lunedì si tornerà a lavorare in fabbrica. Se ci saranno problemi di personale? Certamente ma si dovrà anche capire cosa faranno con le scuole e quindi con molti genitori che lavorano che si ritroveranno magari da gestire i figli a casa perché ci sono stati contatti con positivi oppure perché sono positivi. Un problema che andrà a ripercuotersi all’interno delle fabbriche. Ma io credo – conclude Paolo Rossini – che la situazione nelle sue reali proporzioni la si avrà solamente a partire da metà della prossima settimana».