giovedì 22 Febbraio 2024
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Consiglio comunale di Mondavio del 29 novembre 2021

Il secondo consiglio comunale della nuova era Zenobi è stato convocato per le 21.15 del 29 novembre 2021. All’ora stabilita quasi tutti i consiglieri sono presenti in sala, oltre a quattro spettatori, il maresciallo dei carabinieri e un poliziotto municipale che provvede a controllare i green pass degli intervenuti. Alle ore 21.17 il segretario comunale può quindi procedere all’appello, al quale rispondono in 12: il primo a inaugurare le assenze ai consigli della nuova amministrazione è Sergio Mancini della maggioranza. Il sindaco nomina scrutatori Bottin, Bigelli e Mantoni e sottomette quindi al voto dei presenti l’approvazione dei verbali della seduta precedente, che riscuotono il favore unanime dell’assemblea.

Al secondo punto all’ordine del giorno sono previste le comunicazioni del sindaco; Zenobi informa quindi i presenti delle imminenti elezioni del consiglio provinciale, previste per il 18 dicembre. Nonostante il tentativo di un percorso unitario per non politicizzare un ente di secondo livello, alle elezioni si presentano due liste, una formata da forze di centrosinistra e civiche, Forza Italia e Movimento 5 Stelle e un’altra costituita da forze civiche di centrodestra con Fratelli d’Italia e Lega; il nostro comune esprime due candidati, il sindaco Zenobi per la lista che sostiene il presidente uscente e la consigliera Arianna Bottin per l’altra.

Non essendoci altre comunicazioni si passa velocemente al terzo punto, ovvero l’interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Mondavio Città Nuova” in merito al sistema fognario della frazione di San Filippo sul Cesano, della quale si fa relatore Edoardo Carboni. Il consigliere di minoranza riporta la segnalazione dei cittadini della frazione sul malfunzionamento del sistema fognario che in occasione di intense piogge provoca l’allagamento dei seminterrati con acque miste e causa disagi materiali ed igienici. Il problema, che riguarda viale della Repubblica, è già stato presentato tramite un esposto al comune di Mondavio del 25 settembre 2021. Poiché non si hanno notizie del promesso sopralluogo con Marche Multiservizi, il consigliere chiede che i cittadini siano messi al corrente in forma scritta degli esiti del sopralluogo e degli interventi da adottare da parte dell’amministrazione per risolvere definitivamente la questione. Zenobi risponde ricordando che questo tema era già uscito nel corso della campagna elettorale e che lui stesso aveva invitato i cittadini a segnalare il problema tramite lettera, a seguito della quale era stata inviata una risposta preparata dall’ufficio tecnico. Il sindaco ne riassume quindi il contenuto ai presenti: dopo la segnalazione al gestore e successivo sollecito vi è stato un primo incontro con il responsabile di zona, al quale è stata riportata anche la situazione analoga di due vie di San Michele al fiume. Dopo un paio di sopralluoghi con Marche Multiservizi e una videoispezione, a san Michele è stata rilevata la presenza di accumuli e calcificazioni per cui è stato necessario l’autospurgo, mentre a san Filippo non sono state individuate sporcizie. Il collettore di san Filippo non è sotto pressione, ma il problema è che gli allacci privati sono in quota o sotto la fogna e inoltre il sistema distingue le acque chiare (di competenza del comune) da quelle scure (di competenza del gestore) ma queste poi si mischiano prima del depuratore. I problemi non si creano in caso di precipitazioni abbondanti ma quando vi sono piogge dirompenti dopo periodi di siccità, come avvenuto recentemente: il gestore però non può provvedere sovradimensionando  il sistema. Se però episodi simili dovessero ripetersi in futuro, un eventuale intervento di potenziamento del collettore potrebbe attestarsi sui 300.000 euro circa. Zenobi sottolinea che gli investimenti, di competenza dell’Authority, vengono inseriti nella tariffa e attualmente vengono concentrati sulla depurazione, visto che sul nostro Ato pende una procedura di infrazione comunitaria per non aver rispettato la direttiva europea che risale al 2005. Anche a livello regionale si sta ragionando sulla tematica, ma i tempi “non sono vicini” visto quanto si è indietro con la depurazione: prima o poi però delle scelte dovranno essere fatte. Il gestore ha inoltre segnalato che in caso di sistemazione del collettore, gli allacci dei privati andrebbero tutti riadeguati; al momento la soluzione più veloce è quella di dotarsi di elettrovalvole, in previsione di ulteriori accertamenti. Per far comprendere ai presenti la complessità della situazione, il primo cittadino accenna alle partite aperte con il gestore, tra cui quella di una palazzina del passo di Corinaldo, e al fatto che l’elenco dei lavori necessari per fronteggiare le lamentele dei comuni della zona si attesta sui quattro milioni di euro. Il sindaco conclude ricordando che il problema viene monitorato, anche se al momento non ci sono ulteriori aggiornamenti, e che in questo caso specifico il comune deve farsi portatore della problematica ma la risoluzione spetta comunque al gestore. Il consigliere Carboni ribadisce di confidare in una risposta ai cittadini da parte di Zenobi, che da parte sua promette di riconfrontarsi ancora sul tema.

Il punto successivo, il quarto, riguarda un’altra interrogazione a firma del gruppo di minoranza, avente ad oggetto la situazione dell’assistenza sanitaria nel comune di Mondavio. Il capogruppo Martino, dopo aver appreso dalla stampa le preoccupazioni del sindaco al riguardo, vuole sapere che cosa questi può fare e cosa sta facendo. Zenobi riassume la situazione del servizio di guardia medica, che si effettua con una turnazione di 4 medici su 40 turni mensili, così come avviene in molti plessi simili al nostro; negli ultimi anni ci si avvale di medici in attesa di specializzazione. A fine ottobre, tutti e tre i medici presenti su quattro si sono dimessi, creando il timore di perdere il servizio; il primo cittadino assicura che da parte di Asur non c’è la volontà di tagliare il servizio, ma si tratta proprio di carenza di medici in generale, un problema dal quale finora non eravamo stati toccati ma che in futuro si potrebbe ripresentare a causa dei pensionamenti. A novembre la situazione è stata in parte tamponata recuperando uno dei tre dottori che si era dimesso e richiedendo turni extra a medici di altri distretti. Nonostante Asur stia cercando di recuperare il più possibile la disponibilità dei medici, la situazione di difficoltà “c’è dappertutto” e si va “un po’ mese per mese” per coprire i giorni il più possibile, in attesa di “nuove leve” con la prossima tornata delle lauree. Un’altra difficoltà riguarda la mancanza del medico al mattino presso la RSA, fatto che negli ultimi tempi ha pregiudicato anche gli accessi. Fortunatamente dopo la pubblicazione sulla stampa di un articolo sul problema alcuni medici in pensione con partita Iva si sono proposti direttamente ai sindaci di Mondavio e Mondolfo. Dal canto suo Martino, che come il collega Mattioli lavora in ambito sanitario, conferma l’oggettiva mancanza di medici, ma “è pur vero che qualcosa ci dobbiamo inventare”: le sue proposte sono di assicurare almeno delle strade perfette per raggiungere il punto di Pergola e di realizzare una convenzione con la CMA per il trasporto notturno. Zenobi replica che il problema della strade spesso fa capo ad altri enti e non al comune e che l’approccio di Asur sugli spostamenti sta cambiando, in quanto è il medico a dover decidere se ci si deve presentare o meno al distretto. Dopo aver ricordato che Pergola non ha un pronto soccorso ma un punto di primo intervento (che sono due cose differenti), il grande problema è costituito dalla gestione delle urgenze con tempi che da noi superano i venti minuti; una risposta sarebbe potuta venire dall’attivazione del punto ambulanza di Orciano ma la carenza di infermieri ha fatto arenare il progetto. Martino invita il sindaco a tenerli aggiornati, mentre il consigliere Mattioli propone di cercare una soluzione con la regione per cercare di offrire ai medici incentivi a rimanere invece di spostarsi fuori regione dove vengono pagati di più e lavorano di meno. Zenobi conclude ribadendo la necessità di tenere la guardia alta perché la situazione potrebbe peggiorare.

Il quinto punto riguarda la mozione presentata dal gruppo di Martino e colleghi in merito alla “rimozione delle barriere architettoniche nel palazzo comunale per un agevole accesso ad uffici ed ambienti del comune, compresa la sala del consiglio, dai cittadini con limitazioni funzionali”. Stavolta è Bottin a farsi portavoce della problematica, evidenziata dall’impossibilità di uno dei candidati della sua lista ad accedere alla sala e a gran parte degli uffici comunali a causa di problemi di deambulazione. La giovane consigliera invita quindi il sindaco e la giunta a risolvere il problema che riguarda non solo il candidato Bellagamba ma anche diversi cittadini; il capogruppo di maggioranza Marchetti prende la parola per esprimere a nome del suo gruppo consiliare il parere favorevole alla mozione, dato che è giunto il momento di adottare provvedimenti volti a eliminare le barriere architettoniche. Dal canto suo il primo cittadino assicura che negli ultimi anni si è sempre lavorato in questa direzione, ma che sulle nuove progettazioni è tutto più semplice, mentre sugli edifici storici è più difficile intervenire. Negli ultimi anni si è data sempre priorità agli interventi sulle scuole, ma nel 2021 è ormai giunto il momento di intervenire sul palazzo municipale; la spesa dovrebbe essere 10-15.000 euro e potrà essere coperta utilizzando gli oneri di urbanizzazione oppure parte dell’avanzo del bilancio consuntivo, realizzando l’opera entro il 2022. La mozione viene votata all’unanimità, così come l’immediata eseguibilità.

Il sesto punto all’ordine del giorno è costituito da un’altra mozione della minoranza per la “dotazione del palazzo comunale di impianto wifi e attivazione di un sistema stabile per lo svolgimento delle sedute del consiglio comunale in videoconferenza con possibilità di videoripresa e diffusione delle sedute in diretta streaming”. La parola passa a Martino, che esordisce ironizzando sulle numerose mozioni portate dal suo schieramento in questa seduta con un “come farsi male da soli”; tornando serio, il capogruppo ritiene che il negativo della pandemia abbia portato qualcosa di positivo, insegnandoci che molte cose possono essere fatte a distanza. Perché quindi non dare la disponibilità ai cittadini di partecipare alle riunioni del consiglio in questa modalità? “Noi stiamo cercando di riportare i giovani alla politica” e forse la trasmissione a distanza potrebbe suscitare maggiore interesse ed ottenere dei buoni risultati di partecipazione. “Bisognerebbe decidere quanto meno di provarci” e per questo Martino ha formalizzato la richiesta per capire quale sia l’orientamento ufficiale del sindaco e del consiglio al riguardo. Zenobi lascia che sia di nuovo Marchetti a rispondere: il capogruppo evidenzia la condivisibilità delle premesse della mozione ed esamina punto per punto quanto vi è stato espresso. Il coinvolgimento del pubblico è primario, ma ci si chiede anche quanti sarebbero rimasti fuori questa sera vista la capienza della sala; inoltre la limitazione architettonica cadrà in virtù della mozione approvata poco prima. Per quanto riguarda la prassi diffusa nei comuni, in realtà la diretta streaming viene effettuata solo nei comuni di Pergola, Corinaldo e Terre Roveresche, mentre una soluzione interessante è stata adottata da Mondolfo e San Costanzo che utilizzano la trasmissione in differita. Quanto all’adozione di un regolamento in materia, la maggioranza è favorevole, mentre per quel che riguarda il principio di trasparenza, questa andrà garantita indipendentemente dallo streaming. Il gruppo consiliare auspica quindi che la giunta comunale adotti il regolamento al riguardo, trovi chi possa gestire questa nuova possibilità con un’attenta valutazione dei costi dell’attrezzatura e del personale, per evitare il ricorso a “soluzioni posticce e poco efficaci”, e infine raccolga il consenso di tutti quelli che verranno ripresi. Si ritiene quindi che stavolta la mozione non possa essere votata ma rimandata a quando ci saranno gli elementi per valutarla. Il sindaco riprende la parola precisando che il wifi per la connessione c’è già, ma l’amministrazione non se la sente di legarsi ad un solo strumento e ci sono ancora delle valutazioni da fare. Martino conviene sul fatto che “bisogna studiarla bene” ma prende anche atto che l’idea piace alla maggioranza. Per quel che riguarda la privacy, questa deve essere garantita e le persone che vengono registrate vanno avvertite, anche solo per l’audio. Il sindaco replica che il fatto che l’autrice di questo articolo stia registrando è riferita ad una prassi autorizzata tempo fa, Martino accenna al fatto che “se siamo troppo rigidi la vita diventa difficile” ma insiste sulla necessità di privacy. Tutto ciò non rassicura il consigliere Mattioli che sostiene di non aver mai saputo della registrazione, anche se chi scrive non ha mai occultato il registratore appoggiato accanto a sé; dal canto suo Martino si dice non contrario alla registrazione, “ci mancherebbe”, ma ribadisce nuovamente il bisogno della privacy. Ed ecco quindi che il diniego dello schieramento che poco prima incalzava il sindaco sulla necessità della trasparenza costringe Zenobi a ricorrere al parere del segretario comunale il quale, in assenza di regolamento apposito e vista l’attuale interpretazione della legge, stabilisce che io debba interrompere la registrazione audio. Facendo parte del pubblico non posso, giustamente, rispondere o intervenire. E per dire cosa, poi? Che in tanti anni nessuno, né tra la minoranza né tra la maggioranza, seppure oggetto di critiche o di ironia, ha mai pensato di vietarmi la possibilità di registrare? Che ho usato le registrazioni solo ed esclusivamente per supporto personale, un po’ come fanno alcuni studenti universitari, visto che prendere a mano gli appunti di ore di consigli è faticoso? Che un registratore digitale mi permette di essere più precisa con le trascrizioni perché percepisce ancora meglio delle mie orecchie la non proprio ottimale acustica della sala e le parole di quei consiglieri che si ostinano a non usare il microfono? E soprattutto, che l’ironia e le critiche rivolte ai consiglieri, oggi come in passato, non sono generate da un attrezzino tecnologico ma da una cittadina che non smetterà di certo di partecipare ai consigli e di riportare quanto ascolta e vede? Purtroppo non posso fare altro che prendere atto di quello che non mi sarei mai aspettata  e spegnere il mio fedele compagno di tante assemblee. Pazienza, vorrà dire che per ora tornerò a scrivere come una forsennata sui miei improbabili quadernoni. O che imparerò la stenografia.

Respinta la mozione con quattro voti a favore e otto contrari si passa alla discussione del settimo punto, la variazione al bilancio di previsione 2021/2023. Il sindaco procede a quindi ad elencare velocemente ai presenti le voci principali della variazione perché i consiglieri hanno già avuto i documenti, soffermandosi sulle spese più significative come il consumo per l’energia elettrica e il riscaldamento e soprattutto sullo spostamento di 30.000 euro dal Teatro Apollo alla scuola consorziata. Questa modifica viene giustificata dal fatto che le norme dei Beni Culturali seguite per il restauro del teatro cozzano con le attuali norme di sicurezza; la legge prevede che questo tipo di edifici possa andare in deroga con apposite prescrizioni, ma purtroppo i numerosi passaggi della pratica e la complessità della procedura hanno allungato i tempi e fatto sì che la somma prevista rischiasse di andare in avanzo. Si è quindi deciso di utilizzare la somma per fronteggiare i lavori aggiuntivi presso la scuola che sono stati comunicati dal comune di Terre Roveresche a metà novembre e che non erano stati preventivati nel precedente progetto. L’importo rapportato alla quota del 61,38% del nostro comune è pari a circa 22.000 euro; a questi si aggiungono ulteriori investimenti limitati ma non previsti, come dotare la palestra di attrezzatura o acquistare arredi per la segreteria, facendo salire il totale a 35.000 euro. I 5.000 euro eccedenti saranno coperti dagli oneri di urbanizzazione e si spera che così si possa chiudere la vicenda “particolarmente sofferta” delle scuole medie in cui il nostro comune ha dovuto impegnare in totale circa 300.000 euro. Martino prende la parola e innanzitutto ringrazia per il wifi nella stanza della minoranza; prosegue poi sostenendo che il suo gruppo vorrebbe votare sì ma non è convinto sulla questione del teatro. Non avendo potuto organizzare un concerto di beneficenza ha scoperto che nel teatro i posti disponibili sono solo 40, troppo pochi per trovare uno sponsor, quindi si dice perplesso sul togliere soldi al teatro, uno dei pochi centri di aggregazione del nostro comune. Il primo cittadino risponde che nonostante la norma possa permettere l’utilizzo al 100%, la Prefettura ha “caldamente raccomandato” di attestarsi sul 70% della capienza vista la situazione ancora problematica. Non avendo ancora ricevuto dai vigili del fuoco la comunicazione con cui vengono approvate le deroghe, non c’è tecnicamente il tempo per completare tutto l’iter entro fine anno e di conseguenza evitare di far andare in avanzo i soldi e di lasciarli in capitolo. Zenobi si assume quindi come sindaco l’impegno politico con la sua maggioranza di reimpiegarli il prossimo anno; “con queste precisazioni” Martino dichiara il voto a favore e di contro il primo cittadino esprime l’apprezzamento per il fatto che la minoranza approvi il bilancio. La delibera viene infatti votata all’unanimità, così come la sua immediata eseguibilità.

Il penultimo punto all’ordine del giorno, l’ottavo, riguarda la “revisione periodica delle partecipazioni ex art. 20 del d.lgs. 19 agosto 2016 n. 175 e s.m.i. – ricognizione partecipazione possedute al 31/12/2020 – individuazione partecipazione da alienare o valorizzare”. Zenobi ricorda che con questo provvedimento si dà attuazione a quanto previsto dal decreto Madia che mirava allo snellimento delle società pubbliche, anche se in realtà riguarda principalmente grandi enti e quindi “fa un po’ sorridere” nel caso di Mondavio. Tuttavia anche il nostro comune è tenuto a dare ricognizione delle proprie partecipazioni: Ami S.p.A. (trasporto pubblico) per lo 0,034%, Aset S.p.A. (igiene ambientale) per lo 0,21%, Marche Multiservizi (servizio idrico integrato) per lo 0,18% e il Gal Flaminia Cesano (consulenza e gestione dei bandi europei) per lo 0,034%. Non è prevista una razionalizzazione perché si tratta di aziende sane con cui vi è un rapporto positivo e delle quali non vi è quindi necessità di liberarsi. Non vi sono interventi per cui il sindaco mette subito ai voti, che sono favorevoli all’unanimità sia alla delibera sia alla sua immediata eseguibilità.

Il nono e ultimo punto all’ordine del giorno prevede la “presentazione delle linee programmatiche di governo” e prima ancora che Zenobi la illustri Martino chiede se sia possibile spostare la discussione ad un altro consiglio vista l’ora tarda (sono infatti le 22.52) e visto che ci sono 180 giorni di tempo; il primo cittadino ricorda che a breve verrà portato il Dup, che cita le linee programmatiche, quindi non è il caso di rimandare. Per velocizzare Zenobi non le leggerà visto che tutti hanno ricevuto i documenti e che fondamentalmente si tratta del loro programma elettorale, solo schematizzato per sezioni; la minoranza contesta il fatto di aver ricevuto tardi la documentazione e Martino propone un’occasione di scambio con il sindaco e i capigruppo sui documenti importanti. Zenobi promette che si farà e assicura di aver sollecitato gli uffici, anche se i tempi in un piccolo ente come il nostro sono sempre risicati; cede quindi la parola al capogruppo di minoranza, che ha pronti diversi emendamenti che verranno votati singolarmente. Sui primi due punti non ci sono obiezioni, sul terzo nemmeno visto che era anche nel programma della minoranza, mentre nella quarta missione, quella su istruzione e diritto allo studio, si contesta l’uso di un’espressione che, a dire di Martino, sottintende l’interferenza nella sfera didattica della scuola da parte dell’amministrazione. Il primo cittadino lo “stoppa” subito precisando che tratta di un contributo aggiuntivo alla scuola attraverso la stipulazione di una convenzione per l’implementazione dell’attività didattica, Martino obietta che si tratta di un atto politico poiché si può decidere sul progetto “questo sì, questo no” e propone di togliere solo le parole incriminate; Zenobi assicura che l’amministrazione non sceglie i progetti portati avanti dall’istituto ma ovviamente ne riceve successivamente una documentazione delle spese, oltre al fatto che in passato si è sempre approvato il contributo. Poiché Martino insiste sulla discrezionalità dell’erogazione, Marchetti replica che la scuola non può cadere in scelte ideologiche, che non gli risulta che l’amministrazione abbia mai contestato le scelte dell’istituto e quindi, per quanto attiene alla sua esperienza di insegnante, ritiene l’emendamento non pertinente. Il capogruppo della minoranza riprende la parola ma riceve (fatto mai accaduto prima) una scampanellata di avviso dal sindaco che gli concede un minuto di replica: il fatto che non ci sia mai stata contestazione non garantisce che in futuro ciò non possa succedere e la sua è un’azione di difesa delle sfera didattica scolastica. Zenobi taglia corto invitandolo a leggere la convenzione recentemente pubblicata e mette ai voti: i quatto della minoranza sono a favore, gli otto della maggioranza contrari e l’emendamento viene quindi respinto. Nella quinta missione delle linee programmatiche Martino propone di inserire una frase che prevede che l’amministrazione si attivi affinché l’utilizzo del teatro Apollo torni al 100% dei posti: la proposta viene ritenuta condivisibile dalla maggioranza e incassa l’unanimità dei presenti, quindi l’emendamento viene accolto. In merito alla sesta missione, relativa a politiche giovanili, sport e tempo libero, Martino evidenzia le spese non indifferenti della biblioteca e chiede “chi è che sceglie”, il sindaco replica che si è utilizzato un contributo ministeriale e che “non c’è sempre l’ideologia”: i libri vengono scelti dalla Cometa che li gestisce in rete, fatto che permette di non acquistare volumi presenti nelle altre biblioteche potendoli scambiare tra loro. Alla richiesta del capogruppo di istituire una commissione apposita Zenobi replica che non si possono creare commissioni ad hoc su tematiche che non sono nemmeno di competenza del consiglio e mette ai voti: minoranza favorevole, maggioranza contraria, emendamento respinto. La settima missione riguarda il turismo; “spulciano l’albo pretorio” Martino ha notato parecchie spese per le associazioni per il turismo, per cui chiede quali siano le ricadute per Mondavio e di conseguenza “se ne vale la pena”. Zenobi precisa che si può sempre recedere, o anche venire espulsi al decadere di certe condizioni, al che Martino fa notare i 36.000 euro per la Confcommercio. Il sindaco taglia corto perché sa già che tutto questo sarà comunque oggetto di future interrogazioni e quindi “meno te ne dico meno me ne ritrovo”. Un secondo punto sulla missione turismo è una “vecchia fissazione” di Martino già proposta nelle linee programmatiche di cinque anni fa che prevede uno studio di fattibilità per una scuola d’arte per ragazzi a Sant’Andrea, un “borgo meraviglioso da vivificare”; Mattioli chiosa con un “vi ha convinto” rivolto alla maggioranza, ma il sindaco replica che per quanto bella la proposta non è concretizzabile, visto che sarebbe eventualmente lui a doverla seguire, mentre non vuole perdervi tempo e lasciare indietro tante altre cose che invece si possono effettivamente realizzare. Martino avverte che “se questo è lo spirito ritiro gli emendamenti e ne riparleremo con le interrogazioni”, Mattioli aggiunge che lo studio di fattibilità rimane comunque una buona proposta. A questo punto sono già due i punti su cui votare separatamente per l’emendamento: l’aggiunta riguardante la ricaduta del turismo è accolta all’unanimità, quella dello studio di fattibilità viene respinta con quattro voti a favore e otto contrari. La terza parte dell’emendamento prevede invece un’aggiunta alle linee programmatiche volta a ridurre i parcheggi e migliorare il centro storico di Sant’Andrea, facilitandone l’accesso anche con una scala, un po’ come avviene a Urbino: “perché non pensare in grande anche a Mondavio?” si chiede ispirato Martino, al quale il sindaco replica più pragmaticamente che “questa idea c’è da vent’anni, ci fu dai tempi di Olivieri, ma non si sono mai trovati i soldi”. Tuttavia l’idea dello studio è condivisibile e quindi il consiglio approva all’unanimità questo terzo punto. All’ottava missione sull’assetto del territorio ed edilizia abitativa la minoranza vorrebbe inserire l’impegno a recuperare il patrimonio edilizio, prediligendolo alla concessione di nuove licenze, anche attraverso la requisizione degli immobili abbandonati o la vendita agevolata di quelli di proprietà del comune o il completamento delle ristrutturazioni lasciate in sospeso dai proprietari; Zenobi risponde che “non funziona così” e precisa che c’è un piano regolatore del 2006 che nel tempo, complice anche la crisi economica, è stato oggetto di riduzioni all’edificabilità, l’ultima delle quali risalente all’anno prima. Entro la fine del mandato probabilmente ci sarà un’altra revisione riduttiva e comunque la riduzione dell’edificabilità viene fatta in caso di richiesta e se c’è una valutazione in un disegno comunale. Oggi ci sono vari bonus come il 110% o le facciate, ma su di essi il comune non può intervenire; Terre Roveresche “non è un esempio da seguire” per la pratica delle requisizioni, che di fatto è rimasta sulla carta visti i ricorsi e il contenzioso aperto. Quanto al decoro urbano, ci sono state esperienze solo sulle zone costiere, e comunque a detta del primo cittadino nel nostro comune non ci sono stati particolari problemi. Si passa quindi al voto dell’emendamento, che viene respinto con quattro voti a favore e otto contrari. Il successivo emendamento riguarda la missione numero nove, cioè sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, con l’inserimento della possibilità di convenzionarsi con ecocentri di comuni limitrofi in alternativa alla realizzazione di uno proprio. Zenobi sostiene che già in passato si è ragionato sull’ecocentro e sull’eventualità della convenzione con i comuni vicini, che però non è realizzabile perché il gestore non è lo stesso e quindi si è deciso di seguire un percorso proprio; i cittadini di Mondavio possono comunque usufruire dei centri di Fano e Pergola, gestiti entrambi da Aset. Carboni chiede lumi sulla localizzazione dell’ecocentro e Zenobi replica che i luoghi utilizzabili in tal senso sono pochi, quindi il consigliere di minoranza avverte che “se si farà a San Filippo ci sarà la battaglia dai cittadini”; il sindaco sottolinea la necessità di sapere cosa è veramente un ecocentro, preannunciando il voto contrario vista l’impossibilità a procedere con una convenzione. L’emendamento viene infatti respinto con i consueti quattro voti a favore e otto contrari. Sulla missione dieci e undici non ci sono obiezioni, mentre sulla dodicesima, riguardante diritti sociali, politiche sociali e famiglia, vengono proposte due modifiche distinte: con la prima minoranza vorrebbe prevedere l’istituzione di una commissione ad hoc per la gestione del centro polifunzionale per la famiglia che si dovrebbe realizzare presso l’ex scuola Grilli, con la seconda si vorrebbero introdurre dei punti sull’argomento sanità che, a detta di Martino, è stato dimenticato nelle linee programmatiche, nello specifico il mantenimento dei servizi del poliambulatorio, l’istituzione di un albo per l’assistenza domiciliare e la promozione di incontri di informazione per la cittadinanza tenuti da personale sanitario. Zenobi ricorda che è contrario alle commissioni ad hoc, come già detto in precedenza, e mette ai voti: la prima modifica viene respinta con quattro voti a favore e otto contrari, la seconda invece incassa l’unanimità. Alla quattordicesima missione su sviluppo economico e competitività la minoranza vorrebbe apportare due modifiche da valutare distintamente: la prima mira ad eliminare la possibilità di nuovi insediamenti sviluppando invece le aree e gli immobili già esistenti, la seconda impegnerebbe il comune a favorire le attività commerciali temporanee nei periodi più intensi a livello turistico, soprattutto nel centro storico. La discussione è breve e si passa velocemente al voto: la prima ottiene quattro voti a favore e otto contrari e viene quindi bocciata, la seconda invece viene promossa all’unanimità. La diciassettesima missione, inerente energia e diversificazione delle fonti energetiche, è l’ultima ad essere oggetto di discussione: in questo caso Martino e colleghi vorrebbero introdurre l’impegno del comune ad uno studio di fattibilità per dotare Mondavio di fonti di energia rinnovabili e non impattanti sulla salute e il paesaggio come il geotermico che “non si vede” e del quale ci sono già esperienze in Italia. Bigelli auspica che si tratti di impianti di dimensioni non grandi, Zenobi conclude la discussione affermando che la richiesta è condivisibile e la mette ai voti, che sono unanimemente favorevoli. A questo punto rimane solo di votare le linee programmatiche nel loro insieme così come sono state integrate dagli emendamenti: il consiglio si divide nuovamente tra otto favorevoli e quattro contrari e quindi la delibera viene approvata, così come la sua immediata eseguibilità.

I punti all’ordine del giorno sono terminati e in sala sono rimasti più o meno tutti i presenti all’inizio della seduta; il sindaco, nel dare l’appuntamento al prossimo consiglio, scioglie la seduta alle ore 23.50.