domenica 21 Luglio 2024
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La criminalità organizzata nelle Marche

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario il procuratore generale facente funzioni Luigi Ortenzi ha dichiarato: “Sebbene le Marche non facciano registrare al momento forme di stabile radicamento delle ‘mafie tradizionali’, negli ultimi anni si è comunque evidenziata la presenza e talvolta l’operatività di affiliati di criminalità organizzata calabrese. Nello specifico, a San Benedetto sarebbero stati individuati soggetti riconducibili alla ‘ndrangheta catanzarese, in provincia di Macerata e Fermo sarebbero emerse proiezioni riferibili alle cosche del crotonese, mentre in provincia di Pesaro-Urbino sarebbe invece stata accertata l’operatività di soggetti riconducibili alle cosche dell’area reggina”.

Inoltre il procuratore ha ricordato come la nostra regione sia caratterizzata “da un sistema produttivo per lo più basato su piccole e medie imprese, potenzialmente attrattivo per la criminalità organizzata. Quella di matrice mafiosa potrebbe trarre profitto dalle attuali difficoltà congiunturali ai fini di riciclaggio dei capitali illeciti, ricorrendo anche alla pratica dell’usura nei confronti sia dei singoli cittadini che dell’imprenditoria”.

Altro possibile interesse per la criminalità organizzata è rappresentato “dai finanziamenti pubblici per la ricostruzione post sisma”.