giovedì 25 Aprile 2024
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Una nuova dipendente al Senato

Irina Osipova, 35enne russa ma con cittadinanza italiana, sovranista e fan di Putin, ha vinto il concorso per lavorare in Senato e dal primo novembre avrà l’incarico di coadiutore parlamentare.
Sulle sue pagine social è tutto un inno al putinismo: “Il modello per l’Italia per difendere gli interessi nazionali”, con Putin definito “un leader che non ha pari al mondo”. Osipova organizzava anche eventi e va in piazza per dire ‘no’ alle sanzioni europee alla Russia, scattate dopo l’annessione della Crimea del 2014. Manifestazioni per sostenere la politica russa in Ucraina e attaccare la politica ‘nazista’ di Kiev nelle province russofone.
Le frequentazioni con la destra italiana però risalgono ad anni prima: nel 2012 fonda l’associazione Rim con lo scopo di riunire giovani attivi e creativi italo-russi, quindi inizia a collaborare con l’associazione Lombardia-Russia nel 2014. Si tratta dell’ente guidato dal leghista Gianluca Savoini, già braccio destro di Matteo Salvini e a lungo suo portavoce, protagonista del caso dell’hotel Metropol. Osipova venne anche immortalata quell’anno in una foto sorridente al centro tra Savoini e Salvini, con cui volò in Russia per fargli da traduttrice in occasioni di due trasferte del leader del Carroccio a Mosca.
Anche altre foto hanno provocato scandalo: come quella assieme a Yan Petrovsky, leader del gruppo neonazista russo Ruisch, affiliato alla Wagner. Soltanto qualche settimana fa Petrovsky, accusato di crimini di guerra compiuti in Ucraina, è fuggito in Finlandia e si è fatto arrestare.

Con questo “curriculum”, Osipova è risultata tra i candidati idonei del concorso. Il bando prevedeva 60 posti, lei è arrivata 78esima.
E così Palazzo Madama avrebbe deciso di assumere non solo i 60 vincitori del concorso, ma anche i candidati risultati idonei, fino al posto 124.

Ma non è tanto questo che mi “scandalizza”, sono certo che la Osipova avrà sicuramente ciò che si è meritata studiando, lavorando e viaggiando.

Quello che non riesco a “digerire” è la risposta che la Osipova ha dato a un cronista dell’AdnKronos che le chiedeva un commento sulla vicenda. La risposta che Irina Osipova ha dato al giornalista è “Non parlo con i giornalisti”.
Questa è una frase che in una società democratica non è ammissibile. Lo è in Russia, dove non parlare con i giornalisti è più semplice: o sono in galera, o sono al cimitero, o sono allineati alle politiche dello Zar.
Ma non lo è in Italia, specie se si è dipendenti del Senato della Repubblica.

Sarebbe bene che qualcuno del governo spiegasse a questa ragazza che nel nostro Paese si risponde ai giornalisti anche se sono dei rompiscatole. Perché viviamo in una Repubblica che non incarcera e non avvelena gli oppositori!