giovedì 30 Maggio 2024
Articoli 2023Centrale

Spesa militare

Lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), un centro di ricerca che studia le dinamiche militari, ci aveva già informato alla fine del 2022 sul fatto che l’industria delle armi non conosceva crisi e continuava a crescere in barba ai rallentamenti dovuti alla pandemia, alla crisi della logistica e agli effetti dell’inflazione.

Il 24 aprile il Sipri ha reso noti i conti finali di questo commercio spiegando che la spesa militare globale totale è aumentata l’anno scorso del 3,7% in termini reali, raggiungendo un nuovo massimo di 2.240 miliardi di dollari.

Noi europei abbiamo una crescita senza precedenti, mentre i tre Paesi che più hanno investito nella macchina militare sono Stati uniti, Cina e Russia (Washington e Mosca sono anche i maggiori produttori di armamenti) rappresentano infatti oltre la metà – il 56% – del totale mondiale. Gli Stati uniti si confermano ancora come il maggior investitore militare del pianeta.

A guidare la classifica della spesa militare è ovviamente il quadrante europeo della guerra in Ucraina. L’aumento più consistente della spesa (+13%) è stato infatti registrato nel Vecchio Continente proprio grazie alla crisi russo-ucraina.

Ma il Sipri mette la sua lente anche sull’Indo Pacifico. Cina e Giappone guidano un aumento costante della spesa in Asia e Oceania, soprattutto negli ultimi cinque anni: spesa che è stata di 575 miliardi di dollari, con un rialzo del 2,7% rispetto al 2021 e del 45% rispetto al 2013.

Pechino è seconda nel mondo per spesa militare (oltre 290 miliardi di dollari nel 2022, con un 4,2% in più rispetto al 2021). Anche il Giappone si dà da fare: la spesa militare nipponica è aumentata del 5,9% tra il 2021 e il 2022, raggiungendo i 46 miliardi di dollari (1,1% del Pil).

In Europa alcuni degli aumenti più marcati, aggiunge il centro di Stoccolma, sono stati osservati in Finlandia (+36%), Lituania (+27%), Svezia (+12%) e Polonia (+11%). La spesa militare dei membri dell’Alleanza atlantica è stata pari a 1.232 miliardi di dollari nel 2022, con uno 0,9% in più rispetto al 2021. La Gran Bretagna registra invece la più alta spesa militare dell’Europa centrale e occidentale con 68,5 miliardi, di cui circa 2,5 miliardi (3,6%) in aiuti militari finanziari all’Ucraina.

La spesa militare russa è cresciuta di circa il 9,2% nel 2022, a circa 86,4 miliardi di dollari. I dati diffusi da Mosca alla fine del 2022 mostrano che il budget per la difesa nazionale è la componente più importante della spesa militare del Paese. Già sapevamo che i russi, grandi fabbricatori di armamenti, vendono meno armi all’estero proprio perché la produzione è rivolta al mercato interno, ossia alla guerra.

Naturalmente anche l’Ucraina ha comprato molto: la sua spesa militare ha raggiunto i 44 miliardi di dollari nel 2022, il più alto aumento annuale della spesa militare di un singolo Paese mai registrato nei dati raccolti dal Sipri.

La spesa militare di Washington ha raggiunto gli 877 miliardi di dollari nel 2022, pari al 39% della spesa militare globale totale e tre volte superiore all’importo speso dalla Cina, il secondo Paese che spende di più al mondo.

Quanto all’aiuto militare finanziario degli Stati uniti all’Ucraina, il bilancio al 2022 è stato di quasi 20 miliardi di dollari nell’anno appena trascorso, il che rappresenta comunque solo il 2,3% della spesa militare totale americana.

L’anno scorso, dice il Sipri, gli Stati uniti hanno stanziato 295 miliardi di dollari per operazioni militari e manutenzione, 264 miliardi di dollari per appalti, ricerca e sviluppo e 167 miliardi di dollari per il personale militare.

Un posto di rilievo lo merita l’India che con 81,4 miliardi di dollari si classifica quarta. Dietro l’India c’è l’Arabia saudita, il quinto più grande investitore nel settore militare, che aumenta la sua spesa del 16% per raggiungere un bilancio stimato di 75 miliardi.