giovedì 14 Maggio 2026
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No nuke nelle Marche!

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Sabato
17 aprile si è svolta a San Benedetto del Tronto una manifestazione
pacifica per dire no all’ipotesi che venga realizzata una centrale
nucleare nell’area della riserva della Sentina.

Le
trecento persone che hanno manifestato, nonostante le condizioni
climatiche non proprio favorevoli, hanno ribadito il loro no alla
possibilità di un ritorno al nucleare nel territorio italiano.
Una
manifestazione che ha visto una presenza molto consistente di
giovani, coinvolti grazie agli strumenti offerti dalla rete: siti
internet, Facebook, e-mails.

Il
corteo, organizzato principalmente da Legambiente, è partito da
piazza Battisti snodandosi lungo via XX Settembre, per poi arrivare
tra piazza Matteotti e viale Moretti, dove ha preso vita un sit-in
che si è concluso in serata con la proiezione di un video sulla
catastrofe di Chernobyl di 24 anni fa.

Assenti
nel corteo, come richiesto dagli organizzatori, bandiere e simboli di
partito. Diversi comunque gli esponenti politici locali che hanno
partecipato alla manifestazione. Tra questi Massimo Rossi, candidato
alla Presidenza della Regione Marche alle ultime elezioni regionali.

Abbiamo
anche appreso che il recente accordo tra Gian Mario Spacca (vincitore
delle ultime elezioni regionali con il centro-sinistra) e l’Udc
(partito da sempre filo-nuclearista) potrebbe preludere alla
concessione allo stesso Udc dell’assessorato all’ambiente ed
all’energia!
Ricordiamo
che è stato proprio il deputato Udc di Ascoli Piceno, Amedeo
Ciccanti, a firmare, soltanto il 4 maggio 2005, la proposta di legge
3407, denominata “Norme per la costruzione e gestione di
impianti per l’energia nucleare e messa in servizio delle centrali
nucleari già esistenti sul territorio italiano
”, che prevedeva
un immediato ritorno al nucleare, ripristinando le centrali già
chiuse e aprendone di nuove… magari proprio nelle Marche.

Il
gruppo Fuoritempo si è reso disponibile con gli organizzatori per
sostenerli nella battaglia perché non siano i nostri stessi
amministratori i primi a consegnarsi ai folli progetti del Governo
Berlusconi sul nucleare.

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