sabato 5 Settembre 2026
ArticoliArticoli 2010

Divieto di burqua e/o niquab

image001.jpg
Pubblichiamo
il comunicato stampa di Femminismi sulla mozione della Lega Nord
nella Provincia di Pesaro-Urbino.


La Provincia di
Pesaro Urbino, alle prese con il movimento di secessione verso la
Romagna, dilaniata dalla crisi dei posti di lavoro e dai problemi
dell’Università, del turismo, della cultura, e con alle porte i
tagli della nuova finanziaria, dedica il prossimo Consiglio
provinciale a discutere di Bettino Craxi e del burqua.
Tralasciando
ogni discorso sull’inutilità dell’operato di consiglieri
provinciali che fanno mozioni simili, è utile spendere qualche
parola sulla mozione contro il burqua proposta dalla Lega Nord.
Perché oltre ad essere inutile a nostro avviso, è dannosa, razzista
e penalizzante contro le donne.

In provincia la
presenza di stranieri è cospicua, e la convivenza,con difficoltà
varie simili a quelle poste da ogni convivenza, funziona bene grazie
anche a tanti progetti della società civile. Ma la Lega Nord vuole
importare un clima di sospetto anche nel nostro territorio e minare
il lavoro compiuto sinora.
Tutte le leggi internazionali contro i
simboli religiosi – da quella francese del 2004 in poi – hanno
messo in luce come le imposizioni in tema di religione e di
abbigliamento, siano un volano per riattivare elementi di identità
religiosa che danneggiano spesso la convivenza tra diversi.

In Francia
l’imposizione dello Stato ha dato l’avvio alla più violenta
reazione delle periferie, dove gli immigrati, gravati da povertà,
disagio sociale e ghettizzazione, hanno risposto con una enorme
rabbia di fronte ad un altro obbligo che diceva a tutti coloro che
non sono bianchi e cristiani “voi siete cittadini di seconda
classe, o bambini da tenere sotto controllo a partire dal vestito”.

Le donne poi, che
sono il vero bersaglio di queste leggi contro il burqua o contro le
diverse forme di velo, mentre da anni cercavano forme di
emancipazione dentro le strutture delle diverse comunità per
prendersi degli spazi di autonomia, sono state spinte a identificarsi
con il simbolo religioso per ribellarsi contro uno Stato altrettanto
misogino e che voleva loro imporre anche come vestirsi.

Se passiamo ad
analizzare il nostro caso, vediamo che in questa Provincia non c’è
un’emergenza “di pubblica sicurezza” come scrive la Lega nella
mozione. Se qualche donna porta il burqua, non la aiuteremo a
toglierlo, sempre che sia questo il suo desiderio, con un veto, ma
con l’accoglienza e l’attenzione verso il lavoro delle donne –
immigrate e non – con una politica degli asili nido e degli asili
comunali, con il rafforzamento di strutture di dialogo
socio-assistenziali come i consultori, dove integrare la presenza di
qualificati mediatrici culturali, con la promozione della libertà
delle donne a tutti i livelli … perché se le donne riescono ad
uscire dal privato della casa e a confrontarsi con altre donne e con
la società civile, le abitudini possono cambiare e può cambiare
anche la nostra percezione della libertà delle altre.

Ci hanno raccontato
che la guerra in Afghanistan combattuta dal 2001 ad oggi con perdita
di vite civili e militari, e costi economici inaccettabili anche per
il nostro paese, era giusta perché era fatta per liberare le donne
dal burqua e portare la democrazia. Oggi invece quel paese è gestito
dai signori della guerra e da un sistema mafioso, e le donne afghane
sono costrette a portare il burqua da una società ancora più
violenta.

Il patriarcato ha
sempre considerato il corpo e il vestito delle donne come un campo di
battaglia per rafforzare il proprio potere, sia quando ci impone
abiti costrittivi che quando ci chiede d’adeguarci a modelli
bamboleggianti atti solo a compiacere sessualmente il maschio, a
tutto questo noi diciamo NO!

Non accettiamo più
discorsi inutili e razzisti, non accettiamo che il nostro corpo e la
nostra libertà siano oggetto di scambio e propaganda politiche, non
accettiamo di essere rappresentate da questa classe politica che se
ne frega dei problemi del territorio e della gente ma vuole promuove
una campagna assurda e fatta solo per seminare odio.

Femminismi,
Pesaro-Fano-Urbino

Per adesionihttp://femminismi.wordpress.com

Oppurefemminismi@gmail.com