giovedì 30 Aprile 2026
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Il fallimento di Rio+20

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Si è concluso il vertice
Onu sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro, un appuntamento
importante sullo stato di salute della Terra dopo il primo vertice
svoltosi venti anni fa.

La conclusione di questo
vertice è stata bocciata da parte delle associazioni ambientaliste
come Greenpeace, Oxfam, Wwf e Legambiente. In una lettera queste
associazioni parlano di una dichiarazione finale del vertice
“mediocre” e di un esito “segnato da gravi omissioni”.

Molti capi di stato o di
governo non si sono neppure presentati: assenze notevoli quelle del
presidente Usa Barack Obama, della cancelliera tedesca Angela Merkel,
del premier britannico David Cameron e di quello italiano Mario
Monti. Non erano in ballo veri accordi, come quelli approvati al
Vertice della terra vent’anni prima; il documento finale del Vertice,
intitolato «Il futuro che vogliamo», era stato già approvato dai
negoziatori dei 193 paesi presenti martedì scorso, ancor prima del
vertice ufficiale: ministri o capi di stato non si sono presi la
briga di discutere o aggiungere nulla. Non è decollato il «fondo
globale» chiesto da molti paesi del Sud del mondo per aiutare la
transizione ad un’economia sostenibile. Caduta nel vuoto la proposta
francese di tassare le transazioni finanziarie. Restano agli atti
solo annunci come quelli della signora Hillary Clinton, che ha
promesso 20 milioni di dollari per progetti di energia pulita in
Africa, mentre Ban Ki-moon ha annunciato che investitori privati
hanno promesso oltre 50 miliardi per promuovere le energie
rinnovabili in tutto il mondo. Pochi impegni politici, restano gli
affari.

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