giovedì 30 Aprile 2026
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L’educazione di don Luigi Ciotti

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Mercoledì 7 novembre
presso il Centro Pastorale di Fano si è svolto l’incontro con don
Luigi Ciotti dal titolo “Dovere e responsabilità in educazione”
organizzato dai circoli didattici di Sant’Orso e di San Lazzaro.

Don Ciotti ha iniziato la
sua relazione ricordando cheEducazioneèRelazionee che quest’ultima per essere efficace deve
essere creativa e invita a mettersinei panni dell’Altroper
scoprirne la bellezza, la fragilità, la fatica e la timidezza.
Perché l’Altro non si conosce veramente se non si prova aentrarenei pensieri dell’Altro. Educare è certamente molto delicato ma
anche un compito meraviglioso.

Gli educatori devonoaccompagnaree nonincanalarei ragazzi. Accompagnare
significacamminare insieme. Non sovrapporsi all’Altro, non
decidere per gli altri. Perché non camminare insieme è un errore
educativo che si paga a caro prezzo, a volte con la rottura del
rapporto stesso.
L’educazione, soprattutto
nella fase adolescenziale, è assistere la persona nel passaggio daSognoaProgettoe per farlo ci vuole un’assunzione
graduale di responsabilità verso l’adolescente.

Ma educare significa anche
essere umili. Oggi c’è il peccato del sapere, delsentito dire,della mancanza di approfondimento.

Camminare insieme non
significa però educazione neutrale! Bisogna avere chiari i criteri
con i quali guardare il mondo:

  1. innanzitutto i
    valori non si trasmettono, si testimoniano
    . Gli educanti devono
    trovare negli educatori la dimensione etica nella quale fare
    riferimento. I giovani hanno necessariamente bisogno di adulti
    autentici, veri e credibili con cui misurarsi.

  2. In un rapporto è
    fondamentale la fiducia
    , soprattutto dell’educatore verso il
    giovane.
    Gli adulti devono lasciare uno spazio vuoto di
    contenuti che deve essere riempito dai giovani, solo così potranno
    sperimentare le loro capacità.

  3. Non si educa da
    soli
    . Ci si educa reciprocamente perché l’educazione è un
    progetto corale. Danilo Dolci diceva che “Educare è un sogno
    condiviso
    ”.
    E’ la qualità del contesto umano e sociale a
    incidere nella formazione dei ragazzi.

  4. Si è sempre in
    risonanza con l’Altro. Il modo di fare degli altri ci influenza come
    il nostro comportamento influisce su chi ci sta attorno. In una
    relazione sie siriceve. L’educazione è unaCo-Educazione.

  5. E’ necessario
    ascoltarsi
    per “guardarsi dentro”. Fermarsi per vedere cosa
    ci sta accadendo.

Si comprende che educare
non è facile e quindi è un atto di umiltà e di amore il chiedere
aiuto.
E di fronte alle
difficoltà bisogna continuare a pensare che il cambiamento è sempre
possibile.

Don Luigi Ciotti ha
invitato infine a fare attenzione ai Social Network, nei quali lo
scopo sembra essere quello di avere amicizie quantitative (sempre in
numero maggiore) rispetto a quelle qualitative.