giovedì 25 Aprile 2024
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Vertice sulla sicurezza alimentare

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Si
è concluso il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare della Fao
svoltosi a Roma, durante il quale si è parlato molto e deciso poco.

Iniziato
con le parole forti del segretario generale delle Nazioni Unite “Alla
fine di questa giornata, quando saremo ancora qui, oltre 17 mila
bambini saranno morti di fame. Ne scompare uno ogni cinque secondi.
Sei milioni in un anno
”, si è concluso con l’ennesimo nulla di
fatto.

Al
vertice erano assenti i capi di Stato e di governo
dei Paesi ricchi e questo la dice lunga su quanto venga considerata
la tragedia della fame del mondo. Secondo i dati della Fao, nel 2009, più di un miliardo di persone ha sofferto la fame. Un
dato che lascia il mondo
ricco e opulento nella totale indifferenza.
Tante
parole quindi, ma nessuna azione concreta e tangibile; il degno
finale è stata la solita dichiarazione che tra l’altro non fa
nessuna menzione alle richieste del direttore generale della Fao, il
senegalese Jacques Diouf, che aveva chiesto 44 miliardi di dollari da
destinare allo sviluppo agricolo e alle infrastrutture nei Paesi
poveri.

Di
questo vertice restano comunque le parole di Papa Benedetto XVI: “Non
è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il
dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori! […] La
comunità internazionale sta affrontando una grave crisi economico
finanziaria. Le statistiche testimoniano la crescita del numero di
chi soffre la fame e a questo concorrono l’aumento dei prezzi dei
prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche
delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al
cibo. […] Per favorire un adeguato approvvigionamento alimentare a
tutte le popolazioni del pianeta è necessario contrastare il ricorso
a certe forme di sovvenzioni che perturbano gravemente il settore
agricolo, la persistenza di modelli alimentari orientati al solo
consumo e privi di una prospettiva di più ampio raggio e soprattutto
l’egoismo, che consente alla speculazione di entrare persino nei
mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua
di tutte le altre merci. […] I metodi di produzione alimentare
impongono un’attenta analisi del rapporto tra lo sviluppo e la tutela
ambientale. Il desiderio di possedere e di usare in maniera eccessiva
e disordinata le risorse del pianeta è la causa prima di ogni
degrado dell’ambiente
“.

Durante
il vertice Fao i militanti delle Ong hanno protestato contro le
multinazionali “che utilizzano il cibo come mezzo di
speculazione. Circa l’80 per cento delle persone che soffrono la fame
vivono nelle zone rurali, ma la politica della Fao è quella di
concentrarsi sulle multinazionali
“.

Segnalo
anche le parole di David Mepham, direttore di Save The Children: “Nei
Paesi in via di sviluppo, l’11% dei bambini è malnutrito già da
prima della nascita, poiché la crescita viene compromessa
dall’alimentazione scarsa delle loro madri. In molti Paesi poveri
solo il 5% dei bambini ha una dieta diversificata, mentre il resto
non riesce ad avere il sufficiente apporto di vitamine, utili per il
loro sviluppo fisico e cognitivo. Più di metà dei bambini che
vivono in questi Paesi basa la propria nutrizione sulla combinazione
al massimo di tre diversi alimenti e non riesce pertanto ad avere una
dieta equilibrata. Sappiamo come combattere la fame dei bambini e
sappiamo quanti fondi sono necessari per farlo, ma si continua a non
dare all’alimentazione la giusta importanza
”.