domenica 10 Dicembre 2023
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Consiglio comunale di Mondavio del 21 febbraio 2013

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Quella che si riunisce il
21 febbraio alle 18.30 in sessione ordinaria è la prima assemblea
comunale di questo 2013, e non solo: è anche una delle ultime del
mandato iniziato nell’aprile 2008, dato che le elezioni per il
rinnovo del consiglio comunale sono state fissate per il 26 e 27
maggio prossimi.

Al mio arrivo in sala
posso constatare che una quindicina di sedie sono già occupate dai
ragazzi del centro diurno “L’Aquilone” e dai loro accompagnatori:
oltre a loro è presente in sala anche il geometra Gresta e il
comandante della Polizia Municipale. Tra i banchi della minoranza,
stranamente, non siede ancora nessuno. Alle 18.44 entrano in sala i
consiglieri di maggioranza e la segretaria comunale, in contemporanea
all’arrivo di Ghetti. Il sindaco, viste le assenze nelle fila della
minoranza, si pone il dubbio se aspettare ancora o meno, ma “per
rispetto dei ragazzi dell’Aquilone” decide quasi subito di
procedere all’appello. Sono le 18.48 e alla chiamata della segretaria
comunale non rispondono Rotatori, Ghironzi, Olivieri e Filippini
della minoranza, mentre nello schieramento del sindaco mancano Godi e
Falcinelli. Quest’ultimo, detentore del maggior numero di assenze
consecutive (ben sei) vede confermato definitivamente l’invidiabile
primato, dato che il suo principale rivale in questo, il collega
Casini, interrompe con la presenza odierna una lunga serie di
diserzioni, fermandosi “solo” a cinque.

Il primo punto all’ordine
del giorno è la consueta approvazione dei verbali della seduta
precedente, alla quale si astengono gli assenti Casini, Bartolini e
Ghetti.

Il secondo punto riguarda
il regolamento comunale in materia di controlli interni, mentre il
terzo consiste nell’integrazione al vigente regolamento di
contabilità: il primo cittadino propone il rinvio di entrambi perché
il revisore dei conti è malato di influenza e non ha rilasciato il
proprio parere. Nel frattempo Ghetti è uscito per una telefonata al
cellulare e il rinvio è votato in sua assenza e approvato
all’unanimità. Il consigliere di minoranza rientra proprio quando la
votazione è terminata e viene raggiunto dal collega ritardatario
Filippini: il sindaco allora riassume a entrambi quanto appena
approvato e anch’essi esprimono il proprio parere favorevole.

Il quarto punto previsto
recita “servizio distribuzione gas naturale. Individuazione
stazione appaltante e deleghe ai sensi del D.M. n. 226/2011”. Talè
premette che al termine della sua introduzione dovrà uscire e che la
discussione proseguirà guidata dall’assessore Zenobi. In base a
quanto stabilito dal decreto si faranno delle gare in tutta Italia,
in base agli ambiti, per la gestione del gas che sarà affidata per
12 anni. Con la delibera in oggetto si determinerà chi appalterà la
gara nel nostro ambito, che è costituito da tutti i comuni della
provincia di Pesaro e Urbino e da Monterado: tra l’altro il nostro è
uno degli ultimi comuni rimasti a non aver ancora approvato questa
delibera. La legge stabilisce che la stazione appaltante può essere
il comune capofila (nel nostro caso Pesaro) o una società
proprietaria delle reti (Aspes, Megas Net o Aset). Il sindaco precisa
di voler uscire a scanso di equivoci, e nonostante non ci siano
impedimenti o conflitti, perché si è deciso di costituire una
“cabina di regia” in cui verranno incluse proprio le società
prima citate: è probabile che per Megas Net andrà proprio Talè,
che ne è un dipendente, e quindi il sindaco abbandona
momentaneamente l’assemblea. Zenobi, che ha preso la parola,
ribadisce solo alcuni aspetti della questione: la gara per
l’affidamento verrà fatta in base agli ambiti territoriali, che per
decreto sono 177 in tutta Italia. Con un altro decreto l’Authority ha
stabilito un bando di gara standard per il servizio, che verrà
affidato per 12 anni. Il comune di Pesaro, che è il capofila, ha
deciso di condividere la già citata “cabina di regia” con il
comune di Urbino, Aset, Aspes e Megas Net. I comuni dovranno
trasmettere entro l’11 agosto prossimo le informazioni alla stazione
appaltante, che entro l’11 novembre provvederà ad emettere il bando.
L’assessore afferma che questa è un’occasione per rimettere sul
piatto della bilancia alcuni investimenti: ad esempio il nostro
comune ha interesse ad estendere la rete a zone come Sant’Andrea di
Suasa. La gara si svolgerà a livello europeo e quindi potranno
partecipare soggetti da tutta Europa. Il consigliere Ghetti chiede
precisazioni sulla composizione della “cabina di regia” e se
tutto ciò comporterà un aumento dei prezzi, Zenobi lo rassicura sul
fatto che questo non avverrà. Al voto tutti i presenti si esprimono
a favore sia della delibera sia della sua immediata eseguibilità.

Il sindaco può finalmente
rientrare e continuare a condurre l’assemblea verso il quinto punto
all’ordine del giorno: l’integrazione al regolamento edilizio
comunale – Titolo I (disposizioni generali) art. 5 (opere non
soggette a concessione o autorizzazione) – determinazione misure di
padiglioni e gazebi. Il primo cittadino ricorda l’assenza di una
regolamentazione delle strutture coperte con un telo che si trovano a
fianco delle abitazioni: visto che il nostro comune era rimasto
l’ultimo a deliberare in tal senso, l’Ufficio Tecnico ha proposto una
delibera in cui si prevede che la copertura con un telo non necessiti
di autorizzazione entro certi limiti, così stabiliti: la copertura
non può superare i 60 metri quadrati (che secondo le stime
dell’Ufficio sono sufficienti per quattro posti auto) e comunque non
può eccedere il 20% della superficie scoperta, mentre l’altezza
massima è fissata in 2,60 metri. Il capogruppo di minoranza Rotatori
entra nell’assemblea mentre il sindaco ribadisce che quella appena
esposta è una proposta condivisibile che permette di non creare
esagerazioni in relazione alle superfici scoperte. Al voto Rotatori
afferma di “fidarsi di Filippini” e vota a favore, così come il
resto dell’assemblea: l’unanimità si rinnova anche al voto per
l’immediata eseguibilità della delibera.

Il sesto e ultimo punto
previsto per questa seduta è costituito dalle comunicazioni del
sindaco. Talè, visto che è ancora presto (sono le 19.07) precisa di
“dilungarsi per i ragazzi” che sono presenti in sala e passa ad
esporre la questione del ponte crollato. Mentre il primo cittadino
ripercorre le varie tappe a partire dal fatidico 31 gennaio 2011
(crollo del ponte sul Cesano, costruzione del guado, crollo del
guado, assemblee varie e conferenze dei servizi), entra in sala anche
il consigliere Olivieri. Il sindaco evidenzia che l’ultima conferenza
dei servizi si è svolta nella settimana precedente e che la
provincia di Ancona segue il progetto per il ponte definitivo, mentre
la provincia di Pesaro e Urbino segue l’iter autorizzativo per quello
provvisorio. Dal canto suo la provincia di Bolzano è già pronta per
portare giù il ponte Bailey, in acciaio molto solido, chiedendo solo
15.000 euro per il montaggio da parte dei propri tecnici e non
pretendendo nulla per il noleggio della struttura. Per appoggiare il
ponte, costituito da una sola campata per 130 metri, sono necessari 2
sostegni con pozzi da 18 metri, il cui costo è stimato in 422.000
euro. La cifra sembra enorme, afferma il sindaco, ma verrà divisa
tra le due provincie tenendo conto degli 80.000 euro della Regione.
Questi ultimi sono già a disposizione a bilancio ma sono bloccati
dal patto di stabilità: l’impegno del presidente Spacca è proprio
quello di sbloccare questi fondi. La progettazione preliminare e
definitiva per il ponte provvisorio è pronta, si è in attesa del
parere delle Belle Arti: entro il mese di maggio, azzarda Talè, si
dovrebbe poter transitare sulla struttura provvisoria. Quanto al
ponte definitivo, i finanziamenti dovrebbero esserci ma l’iter è
lungo e potrebbero essere necessari 2 anni e mezzo. Il consigliere
Olivieri chiede informazioni in merito al raccordo stradale, il
sindaco risponde che il lato Pesaro andrà innalzato e che il
transito sarà a senso unico alternato e regolato da un semaforo:
inoltre i camion potranno passare solo uno alla volta. Il ponte sarà
alto circa 6 metri. Casini chiede invece se è previsto il
rifacimento della briglia, Talè replica che per quel che riguarda
l’opera provvisoria è prevista la sistemazione dei detriti per la
salvaguardia della briglia stessa, mentre nel progetto del ponte
definitivo sono previsti proprio 600.000 per effettuarne il
ripristino. Casini espone i propri dubbi sulla briglia e sulla
sistemazione di “’sti quattro calcinacci”, oltre a quelli che
nutre sui tecnici, gli stessi che facevano i controlli sul ponte che
è poi crollato. Il sindaco replica che si costruiscono i pozzi da 18
metri ma se non si fa la briglia il livello del fiume si abbassa,
rischiando lo scalzamento dell’opera: è per questo che si sistema la
briglia con i detriti.

Sono le 19.21 e i punti
all’ordine del giorno sono terminati: visto che in sala sono presenti
i ragazzi del centro diurno, il primo cittadino ne approfitta per
esporre loro il funzionamento dell’assemblea consiliare e della
giunta, non senza un paio di lapsus (subito corretti) in cui parla
del prossimo consiglio come se fosse già il nuovo sindaco. A
proposito della minoranza, Talè ribadisce che è stata costruttiva e
non distruttiva, i suoi membri hanno vigilato e proposto. Avendo
partecipato a 4 consigli diversi, il sindaco può affermare che
quello che si sta concludendo è stato quello in cui si è trovato
meglio. La parola passa quindi a Olivieri, che ricorda ai presenti
che dal prossimo mandato i consiglieri saranno 7 più 2: ciò cambia
poco per il comune a livello di spese, ma si spera che sarà di
esempio per la riduzione dei costi della politica e del numero dei
parlamentari. Talè precisa che in consiglio siederanno in tutto 8
persone compreso il sindaco: i rappresentanti della maggioranza
saranno 5 e quelli della minoranza 2, mentre per quel che riguarda la
giunta gli assessori potranno essere al massimo tre più il sindaco.
Secondo il primo cittadino tutto questo è sbagliato, i problemi non
si risolvono nei comuni: un consigliere prende poche decine di euro,
un assessore che lavora invece 80 euro al mese. A detta del sindaco,
hanno tagliato dove non si sprecava e lasciato tutto com’è in posti
dove si spreca. Il capogruppo Rotatori vuole andare controcorrente,
affermando che la riduzione del numero dei parlamentari è deleteria,
così come il diffuso clima di antipolitica: le dittature sono nate
dopo periodi politici torbidi come quelli che stiamo vivendo, le
criminalizzazioni sono deleterie e pericolose. La riduzione del
numero dei consiglieri comunali diminuirà ulteriormente la presenza
e la partecipazione dei cittadini. Rotatori conclude affermando che
la democrazia non la fanno i comitati ma le assemblee elettive. Talè
si dice d’accordo con il capogruppo, ma ribadisce che se i cittadini
hanno questa idea dei politici è perché si sono comportati in un
certo modo, mentre Rotatori richiama nuovamente il clima di sfascio
molto pericoloso in cui stiamo vivendo.

Il sindaco chiude la
seduta alle 19.34 e lascia libero spazio alle domande dei ragazzi.
Dalla platea arriva non una domanda ma la constatazione di una nota
positiva: a differenza di quando detto in precedenza, la
partecipazione al consiglio questa volta c’è stata.