martedì 27 Febbraio 2024
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Ancora mafia nelle Marche

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Che la criminalità
organizzata si fosse già da tempo affacciata nella Regione Marche lo
avevamo già compreso dall’operazione denominata“Titano”
e condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta
.

Le notizie più recenti
non fanno che accrescere ulteriormente la preoccupazione al riguardo.
Stiamo parlando della nuova operazione della Dia che ha portato
all’arresto di sei persone e al sequestro di complessi aziendali. Uno
degli arrestati è il quarantanovenne Giuseppe Corrandengo, ritenuto
prestanome del clan dei Galatolo.

Da operaio dei cantieri
navali di Palermo, Corradengo era divenuto in pochi anni un
importante imprenditore alla guida di aziende leader nel settore
delle costruzioni navali con appalti a La Spezia, Marghera,
Monfalcone e Ancona.

Grazie a Corradengo
venivano riciclati milioni di euro nella cantieristica, mettendo le
mani su appalti del Nord Italia. Alcune imprese, nate da capitali
mafiosi e rette da prestanome, avevano sviato l’attenzione da Palermo
e dalla Sicilia stabilendosi altrove, come in Liguria o nei
principali porti dell’Adriatico, tra i quali Ancona. Ora sono stati
messi i sigilli alle società “Nuova Navalcoibent S.r.l.”
di La Spezia ed “Eurocoibenti S.r.l.” e “Savemar
S.r.l.”, entrambe con sede a Palermo.

Secondo gli inquirenti
Corradengo, che deve rispondere di concorso esterno in associazione
mafiosa, avrebbe potuto contare sull’appoggio della cosca mafiosa
dell’Acquasanta e in particolare del clan Galatolo, che controlla la
zona dei cantieri navali di Palermo. Gli altri ordini di custodia
cautelare riguardano la moglie di Corradengo, Rosalia Viola, e il
boss Vito Galatolo, figlio dello storico capo della cosca.

L’operazione della Dia è
guidata dall’ex Questore di Ancona Arturo De felice.