martedì 28 Maggio 2024
Libri

L’insostenibile leggerezza dell’avere

Editrice
Missionaria Italiana

Via di corticella, 179/4
40128 Bologna

tel 051/326027- fax
051/327552

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COMUNICATO
STAMPA

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA
DELL’AVERE

Dalla teoria alla pratica: la
decrescita nella vita quotidiana

«Certi strumenti sono sempre
distruttivi, qualunque sia la mano che li governa: la mafia, i

capitalisti, una ditta multinazionale, lo Stato o
anche un collettivo di lavoratori. […] Lo

strumento
distruttivo accresce l’uniformazione, la dipendenza, lo sfruttamento
e l’impotenza;

toglie al povero la sua parte di
convivialità per rendere i ricchi ancora più ciechi alla perdita

della loro (Ivan Illich

Valerio
Pignatta, giornalista e redattore di diverse riviste e case
editrici è un appassionato cultore dei storia dei movimenti
spirituali libertari. Socio fondatore del “Movimento per
la decrescita felice” pratica attivamente la sobrietà e difende
l’autoproduzione.

Il libro
raccoglie le esperienze concrete di persone che hanno scelto la
“decrescita”, ossia la crescita su altre basi e fa una
sintesi di movimenti sociali e politici che hanno creato coscienza
sociale e ambientale.

In un
passato anche recente, molti preannunciarono che il sistema economico
e il modello di sviluppo del mondo occidentale sarebbero presto
entrati in collasso. Avevano ragione. Oggi sono ben chiari i limiti
di questo sistema, impostato sullo sfruttamento irresponsabile delle
risorse naturali e sull’unico valore del guadagno a tutti i costi.
Il pianeta si sta avvicinando pericolosamente a diventare un’enorme
discarica a cielo aperto.

Il libro
di Pignatta, con i racconti di vita di chi ha scelto di fermarsi,
stimola il lettore a riflettere su se stesso e capire che,
se vogliamo, tutti possiamo cambiare attraverso il sostegno di una
fitta rete sociale, e recuperare nel tempo quei valori umani
sacrificati all’altare del progresso: l’incontro con la natura, il
tempo, gli altri e la vita in tutte le sue espressioni..

formato:14×21
pagg.272
euro14,00
collana:

4.1
– Giustizia Ambiente Pace

Intervista
con Valerio Pignatta

Valerio,
come si articola questo libro?

Parto
da una breve storia dei pensatori della semplicità volontaria,
della sobrietà e del pensiero antieconomicista e anticonsumista, i
luddisti, gli ecologisti radicali e gli “autoemarginati”
dall’inizio della rivoluzione industriale al XX secolo, i pensatori
ante litteram della decrescita. Analizzo poi il pensiero
“decrescente” oggi in Europa: la nascita della
décroissance in Francia, il contesto culturale, i movimenti in
Belgio, Spagna e Gran Bretagna. Nella terza parte descrivo esempi
concreti di cosa significhi la decrescita in Italia: movimenti, reti
e partiti, la realtà ideologica e pratica nel nostro paese ai
nostri giorni; excursus tra i “decrescenti” dell’ultima
generazione.

Raccontaci
alcune di queste esperienze italiane di “decrescita”.

C’è
la storia di Elena e Giovanni, una coppia piemontese che ha
abbandonato il lavoro fisso, insegnante lei e geometra lui, per
prendere in adozione due bimbi con handicap – insieme alle due
figlie naturali che già avevano – andare a vivere in campagna, fare
autosufficienza, agire sul territorio con lotte ambientaliste,
vivere semplicemente. Una storia di persone semplici, eretiche e
coscienti del momento in cui viviamo. Oppure la storia di un
dirigente nazionale di una società petrolifera, perennemente in
viaggio, che in piena carriera molla tutto per andare a vivere in un
remoto paesino della Toscana settentrionale (vicino a Sarzana) dove
poter allevare sua figlia restandole vicino. Muovendosi accortamente
e con una grande forza d’animo riesce lentamente a mettere in piedi
in qualche anno un centro di ecoturismo veramente straordinario che
cerca di rispondere all’esigenza di alienazione di chi vive in città
offrendo però al contempo valori, ideali e suggerimenti per una
vita nuova. Il Centro è diventato negli anni un punto di
riferimento per varie attività e gruppi. Ma c’è anche la mia
storia con Monica e i nostri figli. Da manovale meccanico a
portalettere a direttore postale e poi a laureato semidisoccupato
con già due figli e un grande sogno: quello di lavorare
nell’editoria da casa in mezzo alle montagne. Come abbiamo
realizzato il nostro sogno, come esso prosegue, cosa abbiamo
inventato per far fronte ai tentativi del sistema di reintegrarti e
come abbiamo sofferto e gioito per poter vivere una vita più
avventurosa e serena all’insegna della libertà, della semplicità e
non della sicurezza.

Storie
di ordinaria sobrietà, quindi?

Sono
persone che si sono avventurate nella vita con forza di volontà e
senza false mete. Non ci sono figli di papà convertiti sulla via di
Damasco e che col portafogli dei propri genitori si sono ricavati un
angolo di paradiso dove farsi i fatti propri. Sono tutte storie vere
ossia interviste/racconti a/di persone che hanno fatto delle scelte
di vita decisamente anticonformiste (e che vanno nel senso della
decrescita) seppur mai di autoemarginazione. Sono insomma esperienze
replicabili da tutti e, da come si evince dalle informazioni fornite
dai diretti interessati, si condensano in stralci di vita gioiosa,
avventurosa e sicuramente più libera della maggior parte delle
persone perfettamente integrate nel sistema. Nessuna
autocelebrazione o semplificazione eccessiva però. La vita è
sempre un evento cui è difficile spesso far fronte. Ma all’interno
di un percorso di decrescita il senso dell’esistenza aumenta, il
tempo libero e creativo pure e le relazioni sociali e sentimentali
decollano. Senza contare quanto bene fa al pianeta uno stile di vita
sobrio e leggero. Niente male dunque. Parole d’ordine: semplicità e
coerenza, serenità e contemplazione.

Per
informazioni e contatti Monica Martinelli,
stampa@emi.it

cell.
331 3996944 – tel. 051/326027 (lunedì e martedì)