Nucleare: conferenza Stato-Regioni

Il
27 gennaio si è svolta a Roma la conferenza Stato-Regioni per
discutere la decisione del governo di riportare in Italia il
nucleare. La conferenza ha visto la bocciatura della proposta… con
un solo voto a maggioranza.
A
favore del nucleare hanno votato due regioni guidate dal
centrodestra: Veneto e Friuli Venezia Giulia. La Lombardia si è
astenuta in attesa della pronuncia della Corte costituzionale sui
ricorsi di 11 regioni.
Tra
le regioni del centrodestra che hanno votato in modo contrario ci
sono la Sardegna, la Sicilia e il Molise, anche se quest’ultimo si è
dichiarato favorevole nel caso il nucleare fosse fatto in altre
regioni!
E’
chiaro che l’orientamento delle diverse regioni non può essere letto
solo con la lente dell’orientamento politico: ospitare una centrale
nucleare sul proprio territorio è una scelta da cui non c’è
ritorno. Ecco infatti le parole dell’assessore all’ambiente del
Friuli, Sandra Savino: “Siamo favorevoli al ritorno al nucleare, ma
non in Friuli, il territorio è troppo piccolo”. Come no…
Il
punto più emblematico dell’annosa questione è la scelta dei siti
che dovranno ospitare le nuove centrali. Ad oggi tutto è coperto da
stretto riserbo. Forse, secondo alcuni, sorgeranno dove erano
costruite le vecchie centrali degli anni ’80 o forse, secondo altre
fonti, in luoghi vicini. Sta di fatto che le Regioni non vogliono
alcuna centrale nucleare sul proprio territorio. E ricordano che sono
state emesse delle specifiche leggi regionali per impedire la
realizzazione di nuovi reattori. Nel frattempo si attende anche
l’esito dei ricorsi presentati al decreto 99/2009, varato dal governo
a luglio, da parte di undici regioni: Lazio, Marche, Umbria,
Basilicata, Puglia, Calabria, Toscana, Liguria, Emilia Romagna,
Piemonte e Molise, sui quali la Consulta si pronuncerà il 22 giugno
prossimo.
Il
Governo comunque ha già fatto capire come si comporterà in materia:
“Il parere delle regioni non è vincolante, noi andiamo
avanti” ha affermato il sottosegretario allo sviluppo
economico Stefano Saglia. Che precisa meglio il concetto:”Il
parere negativo, ma non vincolante, della Conferenza delle Regioni
sul decreto legislativo per il rientro dell’Italia nel nucleare
conferma un atteggiamento pregiudizialmente negativo nel confronto
sul futuro energetico del Paese. Il testo approvato dal Governo sia
del tutto rispettoso delle prerogative delle Regioni, chiamate ad
esprimere un’intesa sulle localizzazioni degli impianti, esattamente
come oggi è previsto per tutte le installazioni energetiche di
interesse nazionale. Questa previsione potrebbe far venir meno il
motivo principale dei ricorsi delle Regioni in Corte Costituzionale“.
