venerdì 22 Settembre 2023
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L’Aquila: un terremoto di serie B

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L’Aquila è una delle
chiavi fondamentali per leggere e capire che cos’è il berlusconismo.
Prima il miracolo dell’emergenza venduto su tutti i telegiornali… e
poi l’abbandono. Gli enti locali lasciati da soli, tanti i problemi
della gente terremotata che non riesce ad avere più voce.

Da una parte una tragedia
come quella del terremoto utilizzata come slogan da parte
dell’attuale “governo delle chiacchiere”, dall’altra gli aquilani
che da più di un anno sono stati abbandonati a se stessi e ora anche
dalle luci della grande stampa nazionale.
Su L’Aquila c’è la prova
lampante di come siano stati gestiti questi due anni di governo dalla
maggioranza. Accendere i riflettori, usare qualsiasi cosa (anche un
terremoto) per ottenere un tornaconto di consenso elettorale, e
quando i nodi arrivano al pettine, spegnere i riflettori e
dell’Aquila non parlarne più, costringendo i cittadini abruzzesi a
manifestare di fronte alla Camera perché qualcuno si ricordi di
loro.
In quest’ultima
finanziaria ci sono delle norme assurde che riguardano la
restituzione e il pagamento delle tasse da parte dei terremotati che
li discriminano di fronte a tutti gli altri italiani che hanno avuto
la sfortuna di incontrare il terremoto durante la vita.
Si capisce quindi come
questo Governo consideri il sisma abruzzese un “terremoto di serie
B”.

C’è una realtà aquilana
di cui non si parla più: le tante persone ancora senza casa, quelle
che sono state sfollate anche dagli alberghi della costa perché
nessuno ha pagato per loro, le tante aziende che non riescono a
riaprire, i senza lavoro e una città ancora distrutta.
Tutto il contrario della
fiction con cui Berlusconi, insieme a Bertolaso, aveva fatto credere
agli italiani che in Abruzzo era accaduto un miracolo.
Il miracolo non è
avvenuto e alla tragedia del terremoto si unisce la dannazione di un
governo come questo.

C’è necessità a L’Aquila
di dare continuità agli interventi che in questo momento non hanno
risorse per andare avanti. C’è ancora una fase di emergenza che non
è conclusa. I comuni sono stati lasciati senza risorse economiche
per fronteggiare le esigenze di assistenza che ancora ci sono.
Mancano finanziamenti
sicuri e regole certe per un vero progetto di ricostruzione.

Occorrerebbe fare come è
stato fatto per i precedenti terremoti, finanziare i luoghi colpiti
con investimenti. Ma purtroppo questo Governo sa solo praticare tagli
e restrizioni e di investimenti nemmeno l’ombra… e a pagare questa
situazione sono anche i terremotati dell’Aquila… quelli di serie B.