sabato 13 Aprile 2024
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L’Omsa si traferisce in Serbia: abbiamo scritto alla Golden Lady

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Ci sono
notizie talmente gravi ed eccezionali che annichiliscono ogni
reazione, ogni commento.
Ci sono
fatti gravi ma talmente banalizzati e rimbalzati dai media che non li
noti nemmeno più.
Ci sono
stupidaggini gossippare che indignano e fanno parlare più di una
catastrofe naturale.

E poi ci
sono quelle notizie che si confondono tra le altre tristezze
nazionali; ma per un motivo, qualcosa, una sensibilità personale o
una vicinanza indefinibile, le noti, ci rifletti, non ci credi… e
non lo sai nemmeno tu perché ti ci arrabbi così tanto, perché
vorresti protestare, vorresti fare qualcosa per far capire che no,
questo non è giusto, che non se ne può più, un’altra volta no,
finitela…
A me è
successo quando ho saputo della chiusura dello stabilimento della
Omsa di Faenza. Ancora non capisco perché questo fatto, grave di per
sé eppure così uguale a tanti altri, mi abbia colpito in modo
particolare. So che a un certo punto ho sentito il bisogno di
scrivere e di fare qualcosa, una misera protesta che forse non
approderà a nulla e non cambierà il destino di 350 donne ormai
disoccupate: ma al punto dove siamo arrivati oggi, la protesta sembra
essere l’unica arma che ci rimane.
Quello che
segue è la documentazione di quanto ho scritto e ho inviato il 30
luglio a Golden Lady, proprietaria dello stabilimento di Faenza. Se
riceverò una risposta e sarò autorizzata dal mittente a farlo, la
pubblicherò su questo sito.

LEGGI LA LETTERA

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