Rifinanziamento missioni di “pace”

In pieno clima bipartisan
l’Assemblea del Senato ha approvato il rifinanziamento delle missioni
militari all’estero.
L’opposizione ha votato
compatta con la maggioranza di centrodestra, fatta eccezione per il
voto contrario dell’Italia dei valori e l’astensione della componente
radicale del Gruppo PD.
Su alcuni temi è
veramente difficile distinguere l’opposizione dalla maggioranza!
Nei fatti più denaro e
più soldati (700 unità) in Afghanistan dove, entro la fine
dell’anno, il contingente italiano raggiungerà le 4mila unità. Meno
militari e assai meno quattrini in Libano. Qualcosa per le missioni
militari di addestramento della polizia in Iraq e briciole per la
cooperazione civile. Della serie: alla fine quello che conta è
sparare!
Un controsenso il
potenziamento del contingente italiano in Afghanistan proprio nel
momento in cui altri Paesi della coalizione (da ultimo l’Olanda)
stanno ritirando i propri. Controsenso ben maggiore se si considera
che si sente parlare sempre più spesso di exit strategy
dall’Afghanistan.
Dal 1 luglio fino al 31
dicembre 2010, la spesa prevista è di 364.692 euro (ossia oltre 700
milioni di euro per tutto l’anno, cioè circa due milioni al giorno)
per la partecipazione all’International Security Assistance Force
(Isaf) e a Eupol Afghanistan (la missione europea di addestramento
alla polizia).
