martedì 10 Febbraio 2026
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Cosentino è salvo, l’Italia no

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Con voto segreto la Camera
ha negato l’uso delle intercettazioni telefoniche nei confronti del
deputato del Pdl ed ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino.

I giudici di Napoli
dovranno giudicare il coordinatore del Pdl della Campania per
concorso esterno in associazione camorristica senza poter utilizzare
contro di lui le 46 telefonate intercorse con uomini della camorra.
Ancora una volta la
politica italiana scrive un’altra pagina vergognosa della nostra
storia. Il centrodestra cerca la sua sopravvivenza difendendo un
deputato su cui pesano gravissime accuse. La Lega di Bossi per
l’ennesima volta è stata determinante nel sostenere decisioni
vergognose per la moralità pubblica. Lo ha affermato lo stesso
Montezemolo sostenendo che: “Dubitiamo che i suoi elettori
l’abbiano mandato in Parlamento per difendere Cosentino o Brancher.
La Lega è corresponsabile di 16 anni di promesse non mantenute
”.

Teoricamente la votazione
dell’altro giorno su Cosentino non si sarebbe nemmeno potuta tenere
in quanto il regolamento parlamentare sostiene che si può votare un
impedimento del genere solo se si dimostra che il parlamentare in
questione è un perseguitato.
Le intercettazioni che i
giudici di Napoli volevano utilizzare non erano state fatte sul
telefono di Cosentino (che è un deputato e quindi non può essere
intercettato) ma provenivano da telefoni di camorristi o presunti
tali… che parlavano sì con Cosentino, ma prima del 2008, cioè
quando ancora non era nemmeno indagato.

Luisa Bossa, componente
della Commissione antimafia, così ha commentato il salvataggio di
Cosentino: “Che tristezza quegli applausi a favore di Cosentino,
un simbolo della casta che difende se stessa. In un Paese normale se
un uomo pubblico viene coinvolto in una inchiesta penale con l’accusa
di connivenza con la criminalità organizzata, si dimette da tutti
gli incarichi e va a difendersi nelle sedi giudiziarie. In Italia,
invece, Cosentino rimane deputato per mettersi al riparo
dall’arresto, rimane coordinatore del Pdl in Campania per
continuare a gestire un potere, e la Camera nega l’autorizzazione
all’uso delle intercettazioni nel procedimento penale, provando ad
ostacolare l’azione dei magistrati e, quindi, l’accertamento
della verità. Se Cosentino non ha nulla da nascondere perché negare
l’uso delle intercettazioni? Se si ha la coscienza pulita perché
non sottoporsi totalmente all’azione giudiziaria?
”.