Berlusconi, la bestemmia e il Monsignor

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Berlusconi
governa questo Paese da circa 15 anni, di cui 7 su 9 dal 2001 ad
oggi… in cosa è migliorata l’Italia durante questo periodo? Nella
giustizia sociale? Nel fisco? Nel lavoro? Nella burocrazia?
Nulla
di tutto questo, naturalmente.

E non è difficile
dimostrare che non ha realizzato alcun “miracolo” italiano, come
attestano anche i fallimenti dell’emergenza rifiuti a Napoli o la
ricostruzione dopo il terremoto a L’Aquila.

Da quando Berlusconi
governa, la politica italiana è impantanata in un dibattito assurdo
intorno alle vicende giudiziarie del Cavaliere. Molti degli italiani
prendono le difese del Presidente del Consiglio quasi dovessero
difendere la propria “squadra del cuore”.

Siamo un Paese fermo a
commentare le parole di un clown al Governo che politicamente e
umanamente sta invecchiando macrede
di essere al centro del mondo
(in questi giorni Berlusconi ha
ancora sostenuto di essere stato lui a salvare le banche
statunitensi… creando non poca ilarità tra i commentatori
dell’Oltreoceano).

Un Paese vecchio e
immobile in mano ad un patetico uomo che nel suo giorno di compleanno
(29 settembre) si
fa circondare di giovani adoratori per raccontare l’ennesima
barzelletta sugli ebrei
(veramente di cattivo gusto) e
dall’ennesima
battuta sulla deputata Rosy Bindi
(un’ossessione del Cavaliere!)
condita da un finale con bestemmia.
Battute e risate da bar di
paese.

Gli italiani non riescono
a disfarsi di questo uomo, perché ancora troppo potente e influente.
Molte sono le “cricche” che possono godere di privilegi e
protezioni. Lo stesso Osservatore Romano (il quotidiano della Santa
Sede)ha
provato a “tirare le orecchie” al premier per la sua bestemmia

ma monsignor Fisichella1,
presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova
Evangelizzazione, ha subito giustificato la bestemmia del Cavaliere
dicendo che “
bisogna sempre saper
contestualizzare le cose
”. Insomma, è vero
che “
non bisogna diminuire l’attenzione
quando siamo persone pubbliche, ma in Italia dobbiamo essere capaci
di non creare burrasche per strumentalizzare le situazioni
politiche”
.
Se non sbaglio il secondo
comandamento recita “Non nominare il nome di Dio invano”.
Apprendiamo ora da monsignor Fisichella che questo è relativo…
probabilmente a seconda di chi lo pronuncia. La morale cattolica non
è uguale per tutti, come la giustizia italiana!
Immaginiamo che sarà così
anche per il divorzio, l’aborto, la fecondazione assistita,
l’eutanasia, le nozze gay… tutto è negoziabile! Anche la Chiesa
Cattolica.

1Fisichella
era stato già criticato per le sue posizioni giustificazioniste nei
riguardi dell’atteggiamento di Silvio Berlusconi verso il culto
cattolico: nella concessione della comunione, in quanto divorziato.