lunedì 27 Maggio 2024
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Mafia: la lista è ancora lunga

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Dopo
la cattura di Antonio Iovine il ministro dell’interno Maroni ha
affermato che la prossima volta toccherà ai capi della mafia e della
camorra, cioè Matteo Messina Denaro e Zagaria. Tutto ciò è
verosimile perché se un ministro dell’interno annuncia in tv la
cattura di due latitanti, significa che la polizia è sulle loro
tracce.

La
questione però è un altra. E’ da un anno che il ministro Maroni ci
informa di successi polizieschi nella lotta alle mafie. Ci racconta
che vengono catturati otto latitanti al giorno. La prima volta che il
ministro ha fatto questo annuncio promettendo anche che alla fine di
questa legislatura Cosa Nostra sarebbe finita, proprio durante quella
giornata il suo consiglio dei ministri non è riuscito a sciogliere
il consiglio comunale di Fondi, un paese di pochissime migliaia di
abitanti in provincia di Latina, impestato da infiltrazioni
camorristiche e ‘ndraghetistiche.
C’è
qualcosa che non funziona. Va bene catturare i latitanti, ma tutto il
resto?
Quello
che il Governo non ci racconta è che la mafia sta cambiando pelle.
Matteo Messina Denaro, Zagaria e Antonio Iovine rappresentano il
volto di vecchie mafie.

Si
possono inoltre fare altre considerazioni sul discorso che Maroni ha
tenuto durante la trasmissione “Vieni via con me” di Fazio e
Saviano.
Maroni
ha affermato: “Le mafie si combattono sequestrando ai mafiosi il
frutto dei loro traffici illeciti. Grandi risultati grazie alle nuove
norme del pacchetto sicurezza
”. Peccato però che nella
finanziaria dello scorso anno è stato previsto dal Governo
Berlusconi che i beni confiscati alle mafie vadano all’asta, con il
rischio concreto che i boss se li possano ricomprare utilizzando
qualche prestanome.

Il
ministro Maroni ha detto che si è sentito offeso dalle parole di
Saviano, che aveva sostenuto che “la ‘ndrangheta al Nord
interloquisce con la Lega
”. Maroni però si è dimenticato di
raccontare che nell’ultima operazione della polizia, denominata
“Crimine”, il consigliere regionale leghista Angelo Ciocca è
stato fotografato “pappa e ciccia” con il boss Pino Neri.
Il
ministro dell’interno si è anche dimenticato di raccontare che i
magistrati avevano provato a catturare anche il sottosegretario
Cosentino, ma la Lega ha votato contro, così da permettere a
Cosentino (per usare le parole di Marco Travaglio) di “continuare
a latitare comodamente a Montecitorio
”.
Visto
che ho citato Travaglio, voglio concludere questo articolo proprio
con le parole del giornalista a proposito del ministro Maroni.
<Un altro pericoloso latitante è stato assicurato
alla giustizia. Adesso mancano solo 3 all’appello dei 30 più
pericolosi”. Poi fu arrestato Gerlandino Messina e Berlusconi
dichiarò: “Messina figurava tra i 30 più pericolosi latitanti,
28 dei quali risultano così assicurati alla giustizia
”. Poi fu
catturato Antonio Iovine, per cui i latitanti in manette avrebbero
dovuto salire a 29 su 30. Invece, non chiedetemi perché, siamo di
nuovo scesi a 28, infatti è stato appena detto che ne mancano 2,
Zagaria e Messina Denaro. Ci si è poi scordati di Vito Badalamenti,
che sta in cima alla lista dei latitanti storici dal 2006, quando fu
preso Provenzano. E si sono pure dimenticati altri 8: Domenico
Condello, Attilio Cubeddu, Marco Di Lauro, Giuseppe Giorgi, Giovanni
Motisi, Sebastiano Pelle, Pasquale Scotti e Antonio Michele Varano.
Cioè ne mancano ancora 9…>>.

Insomma…
la lista sembra ancora lunga!