Fermamente convinti!

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A
poche ore dalla tragedia che ha colpito la Norvegia, la maggior parte
dei mezzi di informazione italiani si è buttata a pesce sulla “pista
islamica”. L’occasione era troppo ghiotta per distrarre l’opinione
pubblica con nemici esterni, in modo da non riflettere sui problemi
nostrani.

Ecco
allora il quotidianoIl Giornaleche intitolava a tutta
pagina: “Sono sempre loro. CI ATTACCANO”. Proprio sotto il
titolo ecco il commento di Fiamma Nirenstein, che aveva sentenziato
la propria condanna verso il mondo arabo e magari già sentiva il
rombo di aerei Nato partire alla volta della Mecca: ”… ciò
che importa è che la guerra dell’islamismo contro la nostra civiltà,
se verrà confermata l’ipotesi che nel corso della giornata è
diventata sempre più robusta, è feroce e aggressiva», mentre
«noi»… la strada che seguiamo per combattere il terrorismo
(islamico, ça va sans dire) al tempo di Obama è diventata
ideologicamente incerta
”.
Come
a dire che con Bush erano altri tempi… bei tempi!

Il
quotidianoLibero, sempre molto sensibile allo scontro tra
ideologie, intitola invece la prima pagina: “Con l’Islam il
buonismo non paga”.

All’interno
si può trovare invece il titolo
“Terrore islamico a
Oslo”
e il giornalista Carlo
Panella che scrive:
“Un solo commento: alla fine, ai
terroristi islamici è riuscito il colpo
”.
Peccato
per loro non poter affrontare l’ennesima guerra di civiltà.

Anche
il quotidianoIl Foglionon può farsi sfuggire lo scoop
islamico: “… secondo fonti d’intelligence, l’attacco sarebbe
stato organizzato a Malmö, in Svezia, dove c’è una cellula di al
Qaida composta per lo più da yemeniti
”. Sembra che Ferrara
fosse in procinto di partire per Firenze, diretto al cimitero
evangelico degli Allori dove si trova la tomba di Oriana Fallaci…
probabilmente per un’intervista!

Anche
il quotidianoIl Temponon è da meno, d’altronde l’idea di
una guerra di religione avrebbe fatto lievitare il numero delle copie
vendute. Difatti il quotidiano titola “La guerra continua
mentre il direttore Mario Sechi commenta: “parlarne è
politicamente scorretto, evocare le dottrine del neoconservatori –
oggi più che mai attuali – equivale a beccarsi una scomunica dal
salotto. Ma quelli che sognano il Califfato e la Conquista di Vienna
non hanno lasciato il kalashnikov per prendere la zappa
”.
All’interno
Carlo Jean dichiara sicuro: “Aggredito un Paese per colpire la
Nato
”.

AncheIl Messaggeroè preoccupato dall’islam che avanza e così lo
storico Ennio di Nolfo scrive: “… tutto questo spinge a
indicare nel terrorismo di matrice islamica la prima fonte
dell’azione che ha provocato tante vittime
”.

Fortunatamente
il quotidianoL’Unitàci permette di dare un tocco bipartisan
a questo articolo. Anche il quotidiano fondato da Gramsci prende un
abbaglio e il suo giornalista Umberto De Giovannangeli scrive: “in
questo viaggio nel jihadismo homegrown
”. Nell’intervista che
segue al professor Renzo Guolo, “esperto di geopolitica e
movimenti islamici
”, questi spiega come e perché l’Europa “è
nel mirino per il ruolo in Libia e in Afghanistan
”.
Peccato
anche per L’Unità… lo scontro tra civiltà poteva costituire
un’ottima occasione per far dimenticare la questione del senatore
Tedesco e quella del Presidente della Regione Lombardia, Filippo
Penati.

Da
questa cantonata giornalistica si salvano La Repubblica, Il Corriere
della Sera, La Stampa e Il Sole 24 ore. A volte prendersi un po’ di
tempo prima di scrivere aiuta, e magari si ha anche più tempo per
pensare!

p.s.
Per chi ancora non lo sapesse la tragedia norvegese (che al momento
ha causato la morte di 93 persone) ha un nome: Andres Behring
Breivik, reo confesso. Norvegese, alto, biondo, occhi azzurri, bravo
ragazzo, sorridente, ben vestito, militante in gruppi dell’estrema
destra, fermamente cristiano e anti-mussulmano.
Insomma, il
classico militante di al Qaeda!