sabato 13 Aprile 2024
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Le ecomafie ringraziano

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Nella manovra anti crisi
varata dal Governo, spicca negativamente l’abolizione del Sistri, il
sistema di tracciabilità dei rifiuti che doveva permettere
l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a
livello nazionale.

Pensato dal governo Prodi
e poi messo a punto dall’attuale esecutivo, il Sistri prevedeva la
possibilità di seguire il percorso dei rifiuti dal luogo di
produzione fino a quello di smaltimento, attraverso scatole nere da
montare sui Tir, un sistema di telecamere nei depositi di smaltimento
e la registrazione di percorso, quantità e tipologia dei rifiuti su
pennette Usb. Due le sale di controllo, una presso Selex, la società
di Finmeccanica che ha realizzato il progetto, e l’altra presso i
carabinieri dei Noe, dove sarebbe arrivato il flusso di informazioni
da tutta Italia, permettendo di individuare eventuali movimenti
sospetti.

Dopo mesi di false
partenze, legate spesso a problemi tecnici, il Sistri era pronto al
debutto previsto per il primo settembre, per poi entrare a regime
entro la fine dell’anno.

A comunicare tale
decisione è stato il Ministro della Semplificazione Roberto
Calderoli, giustificandola come “una misura fortemente richiesta
da tutte le categorie
”.
Ma a quanto parte i membri
dell’attuale governo non si parlano tra loro e difatti dopo poche ore
dalle dichiarazioni di Calderoli è arrivato il contrattacco del
Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: “Gravissima
l’inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema
informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo
alle ecomafie. Il Sistri avrebbe consentito il controllo e la
movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che
rappresentano l’80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti
e’ un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema
cartaceo consente frodi e abusi e non e’ in grado di fornire in tempo
reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze
dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati
nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni. A parole
sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza
Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalità
organizzata in nome della semplificazione amministrativa che pero’
stavolta obbligherà le imprese, nel terzo millennio, a usare china e
carta anziché il computer. Mi appello al senso di responsabilità di
tutti affinché si possa correggere questo clamoroso autogol.
Le
imprese sane e le associazioni di categoria non hanno mai chiesto di
cancellare il Sistri ma hanno chiesto modifiche e gradualità
nell’entrata in vigore. Tutte richieste che sono state accolte.
Buttare ora il bambino con l’acqua sporca, e’ un colpo alla legalità
e alla lotta alla criminalità
“.

Secondo
l’ultimo rapporto di Legambiente sulle ecomafie, in Italia il giro
d’affari legato alla gestione criminale dell’ambiente è di circa 20
miliardi di euro. Nel 2009, afferma il rapporto, sono cresciute a
5.217 (di oltre il 33%) le infrazioni accertate relative allo
smaltimento dei rifiuti.

Se l’attuale governo vorrà
continuare in questa direzione, la cancellazione del Sistri
significherà anche la perdita di una montagna di denaro pubblico,
visto che mettere a punto il sistema è costato al bilancio dello
Stato centinaia di milioni di euro. Soldi che adesso rischiano di
essere stati spesi per niente. Soldi che sono stati spesi anche dalle
aziende interessate che hanno sborsato 90 milioni di euro per dotarsi
della strumentazione necessaria.