martedì 28 Maggio 2024
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Vogliono aggirare il voto

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Usando l’emergenza
finanziaria come giustificazione, il governo tenta di inserire nella
manovra la privatizzazione forzata dei servizi pubblici locali per
aggirare il risultato del voto referendario del giugno scorso.

Il referendum ha dato voce
a una nuova e più matura consapevolezza di ciò che si deve
intendere per bene comune e a un’idea di sviluppo capace di coniugare
i diritti fondamentali della persona e di una comunità con la
crescita del Paese e il benessere di tutti. Ma chiaro era stato anche
il verdetto della Corte Costituzionale quando aveva ammesso i
quesiti, sentenziando che essi riguardavano un principio: che i
servizi pubblici essenziali intesi nel loro complesso dovessero
rimanere tali.
Già questo basterebbe per
indignarsi.

Ma vorrei aggiungere che
se il governo vuole richiamare l’emergenza finanziaria gli si
potrebbe far notare che sarebbe invece auspicabile ridurre le spese
militari piuttosto che intaccare i nostri beni pubblici.
L’Italia, secondo il Sipri
(istituto svedese che ogni anno pubblica le statistiche sulla corsa
agli armamenti), ha investito negli ultimi anni 27 miliardi di euro.
Quanto mezza manovra!
Nei prossimi anni inoltre
spenderemo tra i 16 e i 17 miliardi di euro per acquistare 131
cacciabombardieri F35.