Israele potenzia le armi nucleari

Si è svolta nella base
Nato di Decimomannu (Cagliari) l’esercitazione Vega 2011, che ha
visto l’aviazione italiana, tedesca e olandese congiunte con quella
israeliana.
Esercitazioni a “lungo
raggio” in previsione di attacchi contro gli impianti nucleari
iraniani.
Inoltre due giorni fa
Israele ha testato un nuovo missile balistico a lungo raggio, fatto
che secondo il rapporto di una commissione britannica indipendente,
reso noto dal Guardian, dimostrerebbe che Israele è impegnato a
potenziare le sue capacità di attacco nucleare, in particolare i
missili balistici Jerico 3 con gittata intercontinentale di 8-9mila
km e i missili da crociera lanciati dai sottomarini.
Come scrive Manlio Dinucci
sul quotidiano “Il Manifesto” del 04 novembre 2011:
Tale
programma è supportato dai maggiori paesi della Nato. La Germania ha
fornito a Israele negli anni ’90 tre sottomarini Dolphin (due come
«dono») e gliene consegnerà nel 2012 altri due (il cui costo di
1,3 miliardi di dollari viene finanziato per un terzo dal governo
tedesco), mentre è aperta la trattativa per la fornitura di un sesto
sottomarino. I Dolphin, dotati dei più sofisticati sistemi di
navigazione e combattimento, sono stati modificati così che possano
lanciare missili da crociera nucleari a lungo raggio: i Popeye Turbo,
derivati da quelli statunitensi, con gittata di 1.500 km.
Gli
Stati uniti, che hanno già fornito a Israele oltre 300
cacciabombardieri F-16 e F-15, si sono impegnati a fornirgli almeno
75 caccia F-35 Joint Strike Fighter di quinta generazione (costo
unitario: 120 milioni di dollari) e ad addestrare per primi i piloti
israeliani, così da formare al più presto tre squadriglie di F-35
che costituiranno «una nuova punta di lancia strategica delle forze
aeree israeliane». L’Italia sta collaborando a progetti di ricerca
congiunta con gli istituti israeliani Weizmann e Technion, che
compiono ricerche su armi nucleari e di nuovo tipo.
