venerdì 24 Maggio 2024
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Volkswagen vs Fiat

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Ammetto che
non ho simpatia per le auto nuove. Reputo l’utilizzo delle automobili
una delle principali cause dei cambiamenti climatici e dei maggiori
conflitti che insanguinano il pianeta (per via del petrolio).

Ho sempre creduto che si
debba sempre optare per un usato e non per un nuovo veicolo. Si
potrebbe pensare che sia quindi contento quando una casa
automobilistica va in crisi.

Chiaramente la
“contentezza” per la crisi dell’auto è un’illusione, perché
l’industria automobilistica ha un indotto occupazionale così elevato
da far crollare intere Nazioni e creare forti crisi sociali.

E’ però vero che un’auto
si può costruire e pensare in tanti modi e ci sono molto idee per
veicoli più sostenibili sia nella costruzione (prima) sia nei
consumi (dopo).

E’ quanto sembra voglia
fare la Volkswagen: investimenti su nuove tecnologie e propulsioni
sempre più pulite, efficienti ed ecologiche fanno parte del progetto
presentato alcuni giorni fa. La casa automobilistica tedesca
investirà almeno 50,2 miliardi di euro nei prossimi tre anni, e ciò
senza contare i dieci miliardi di investimenti previsti in Cina dove
Volkswagen è già market leader.

A dispetto della Fiat che
non investe perché siamo in crisi, l’azienda tedesca fa esattamente
l’opposto: “Malgrado le sfide della situazione economica
attuale, noi abbiamo deciso di investire più di quanto non abbiamo
mai fatto nella nostra storia
” ha affermato l’amministratore
delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn.

E’ interessante che la
Volkswagen non ritenga che la crisi debba imporre risparmi o il
rinvio del lancio di nuovi modelli. Al contrario vuole “accelerare
e intensificare l’impegno: reinvestire in corsa gli ampi utili degli
ultimi anni, per lanciare sempre più nuovi modelli di ogni marchio e
di ogni segmento della gamma. E, insieme, correre sempre più veloci
nello sviluppo di motori che consumino e inquinino il meno possibile,
e nella ricerca e sviluppo di nuove forme e tecnologie di
propulsione, pensando al mondo con poco petrolio o del dopo-petrolio,
e a un mondo che sogna la mobilità per tutti ma se possibile a
emissioni zero o quasi
”. Il gigante tedesco al momento dispone
di 99 fabbriche in tutto il mondo e non sembra intenzionato a
chiuderne nessuna.

È inoltre straordinario
che gli obiettivi e la strategia di Volkswagen siano stati concordati
con i leader di IgMetall, il più forte sindacato industriale del
mondo, che in conformità con la legge fondamentale tedesca e con le
leggi sulla cogestione,siede nel consiglio di sorveglianza.

Se facciamo quindi un
confronto tra Fiat e Volkswagen noi italiani ne usciamo veramente
malconci. Si parla spesso di “rottamare” i politici. Forse
sarebbe il caso di cominciare a chiedere anche la “rottamazione”
di una certa classe imprenditoriale.