giovedì 13 Giugno 2024
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Consiglio comunale di Mondavio del 27 novembre 2012

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Ad
un mese esatto dal consiglio aperto straordinario del 27 ottobre, i
nostri rappresentanti si riuniscono nuovamente per un’assemblea in
sessione ordinaria convocata per le ore 18:30.

Replicare
i fasti di pubblico del consiglio precedente sarebbe impossibile, ma
un po’ di partecipazione in più rispetto al consueto (che è
pressoché pari a zero) non guasterebbe. Invece il primo e unico
spettatore, oltre alla scrivente, si palesa in aula alle 18.46. Anche
i consiglieri non si sprecano: non si vedono che il sindaco e tre
consiglieri fino alle 18.56, quando dall’ufficio del primo cittadino
entrano altri colleghi e la segretaria. In tutto i presenti sono 8 e
il numero legale non è ancora raggiunto: tra le file della minoranza
mancano il capogruppo Rotatori (alla sua prima assenza dall’inizio
del mandato), Ghetti e Filippini, mentre tra la maggioranza risultano
assenti Dominici, Casini (alla sua quarta assenza consecutiva),
Carbonari (che ha raggiunto la ragguardevole cifra di 13 assenze
totali) e l’habitué dell’assenteismo Falcinelli, che aggiunge la
sedicesima tacca alla sua collezione di consigli mancati (forse è
ancora provato dall’aver partecipato al consiglio con il prefetto,
chissà). Godi e Serfilippi, assicura il primo cittadino, stanno
arrivando, mentre Dominici è assente giustificato per motivi
personali. Visto che finché non arriva qualche altro consigliere la
seduta non si può aprire, Talè ne approfitta per parlare delle
comunicazioni del sindaco. La prima riguarda la questione del ponte,
i cui disagi si ripercuotono sia sui comuni di Mondavio e Corinaldo,
sia sulle province di Pesaro e di Ancona, sia sui lavoratori come i
500 dipendenti dell’Alluflon costretti a percorre 20 chilometri in
più. A risentire dei problemi legati al ponte è anche la locale
economia, visto che molte attività vivono degli acquisti da parte
della vallata adiacente. Ci si ritrova nella stessa situazione del 31
gennaio 2011: dopo molte riunioni per decidere i provvedimenti da
adottare, alla fine si erano convinte le province della bontà
dell’idea di un guado per tamponare la situazione. Purtroppo il guado
realizzato dal privato per una spesa di circa 280.000 euro è caduto,
cedendo alla prima piena del fiume. Per il ponte caduto “nessuno ha
mosso una paglia”, vi è solo un progetto per la ricostruzione per
2.600.000 euro: il problema è che non ci sono finanziamenti. Quanto
al guado, le strade e le opere accessorie sono rimaste, c’è da
trovare un ponte, che sia militare, dell’Anas o della provincia di
Trento, da inserire in una luce di 35 metri. Il primo cittadino ci
tiene a dire che, come detto in assemblea, la sua amministrazione
deve pensare al finanziamento del ponte per non dirottare tutte le
energie sul guado. Il presidente Spacca è rimasto esterrefatto dalle
condizioni del ponte e del guado e ha detto che la Regione Marche,
assieme alla Toscana, ha chiesto lo stato di emergenza, che se verrà
riconosciuto permetterà di sbloccare i soldi bloccati dal patto di
stabilità. Questa sarebbe l’ipotesi migliore, anche se avrebbe
bisogno di tempo (non meno di un anno e mezzo). Se però non venisse
riconosciuto lo stato di emergenza, potrebbe intervenire la sola
Regione, visto che la provincia di Pesaro e Urbino ha solo debiti e
quella di Ancona è pure commissariata: tuttavia già il presidente
Spacca ha detto che non sa dove mettere le mani. E’ stato inoltre
sollecitato un tavolo tecnico, che va fatto anche se tarda il
pronunciamento del Governo. Il comune di Mondavio è in contatto con
la provincia di Trento, con l’Anas e con l’esercito per un ponte
Bailey: in particolare la provincia di Trento ha un ponte in ferro
forse adatto e in settimana procederanno ad un sopralluogo. In serata
ci sarà una seconda assemblea, quella del Comitato Valcesano, cui il
sindaco ha raccomandato di invitare tutte le figure istituzionali. Il
consigliere di minoranza Ghironzi chiede quali siano le risorse che
il Comitato cita nel suo volantino, Zenobi risponde che loro dicono
di sapere dove trovarle, Talè chiosa affermando che sicuramente si
parlerà anche dell’incuria in cui versava il ponte prima del crollo.

La
seconda comunicazione del primo cittadino riguarda gli sviluppi della
questione della discarica, sviluppi positivi o negativi a seconda del
punto di vista. I piani industriali consegnati al comune non possono
avvenire per maggiori costi (l’allargamento è stato mal stimato) e
per le minori entrate (i conferimenti sono diminuiti a causa della
raccolta differenziata). Il sindaco non ha voluto mettere il dito
nella piaga, ma si era visto subito che i tecnici non erano granché.
Da parte sua Barchi ha chiamato tutti i sindaci e, visto che gli
scenari sono cambiati, entro dicembre 2013 la discarica andrà
chiusa. Il consigliere Olivieri chiede informazioni sui fondi per la
chiusura, Talè risponde di non avere con sé i dati, ma vi sono
varie ipotesi al riguardo, tra le quali la più attuabile è chiamare
Aset per fare un accordo che preveda lo scarico presso la discarica
di Monteschiantello a Fano a fronte della gestione del post mortem
sotto la supervisione della provincia. Ghironzi richiama la
responsabilità sulla mancanza dei fondi per il post mortem, il
sindaco risponde che il comitato costituitosi a Barchi, se non
riceverà informazioni al riguardo, muoverà i propri passi.

Il
primo cittadino conclude le proprie comunicazioni con una bella
notizia, cioè che il club dei Borghi più belli d’Italia ha proposto
a Mondavio e Corinaldo di ospitare l’assemblea nazionale del 2015:
Olivieri commenta augurandosi che per tale data ci sia il ponte.

Le
comunicazioni del sindaco sono terminate ma il numero legale non è
ancora raggiunto: ciò fa osservare al consigliere Ghironzi la
necessità di sollecitare il senso di responsabilità e un po’ di
decenza. Talè replica ricordando che Dominici è giustificato, gli
altri assenti meno: l’alternativa sarebbe fare i consigli alle 21.00.
Finalmente, alle 19.24, Serfilippi fa il suo ingresso nella sala
municipale e il numero legale è raggiunto, garantito anche dalla
presenza della minoranza, il cui senso di responsabilità viene
evidenziato da Ghironzi. La segretaria procede quindi all’appello e,
poco dopo, l’unico spettatore esce e se ne va.

I
verbali dell’assemblea precedente vengono approvati con otto voti a
favore e la sola astensione dell’assente Serfilippi. Il secondo punto
all’ordine del giorno prevede la ratifica della delibera di giunta
comunale numero 78 del 24 ottobre 2012 inerente una variazione al
bilancio di previsione. Poiché Dominici risulta assente, Zenobi “si
improvvisa assessore al bilancio” ed espone la variazione, le cui
voci più corpose sono costituite dagli aumenti di spesa per la
manutenzione delle strutture. Ghironzi evidenzia che sono aumentati
gli oneri per le assicurazioni per 6.000 euro e le spese per la
raccolta differenziata, Talè e Zenobi gli rispondono che i comuni
fanno difficoltà a trovare assicurazioni per responsabilità civile.
Nel frattempo (si sono fatte le 19.30) si palesa in sala l’assessore
Godi, mentre Ghironzi conclude la discussione affermando che come
minoranza, avendo votato contro il bilancio, seguiranno tale linea.
Alla votazione infatti risultano favorevoli gli otto della
maggioranza e contrari Ghironzi e Olivieri.

Il
terzo punto dell’ordine del giorno prevede la discussione
dell’assestamento generale del bilancio di previsione 2012. È ancora
Zenobi ad esporre la questione, limitandosi ad evidenziare che le
voci più importanti sono costituite dalla riduzione dei
trasferimenti dovuti alla spending review e dall’accantonamento del
25% delle somme non riscosse al fondo di svalutazione crediti così
come imposto dallo Stato. Ghironzi evidenzia come la minoranza di cui
fa parte abbia sempre sollecitato una riqualificazione dei residui
passivi e che ciò è una conferma di quanto sempre sostenuto. Il
consigliere prosegue rilevando una piccola diminuzione negli incassi
della Rocca, ribadendo di aver chiesto al sindaco un resoconto sugli
incassi e sulle spese della stagione estiva. Il sindaco risponde che
non è stato preparato, ma che verrà portato tra le comunicazioni
nel prossimo consiglio comunale. Ghironzi chiede informazioni sulla
“zona camper”, il primo cittadino gli risponde che non ha con sé
il progetto, ma che questo è stato affidato ai tecnici, provenienti
da Arcevia, che hanno individuato un contributo Gal al riguardo di
circa 80.000 euro, cofinanziato dal comune con 38.000 euro. L’area
camper attualmente disponibile è messa male: a tal proposito è
stata individuata come ideale la zona del campo sportivo perché
collegata al centro storico con il marciapiede. Zenobi precisa che si
tratterebbe di 8 posti per camper, Talè afferma che vi è l’idea di
mettere al mattatoio la fontana dell’acqua pubblica. A questo punto
Ghironzi chiede lumi sulle delibere riguardanti il progetto esecutivo
per la fontana della piazza, il sindaco replica che si potrebbero
chiamare i tecnici per avere le informazioni per la prossima volta.
L’intervento interessa le due piazze e il sopralluogo con il
sovrintendente, per il quale sarebbe bastato ristuccare, ha sviato da
quanto previsto dal progettista, che da parte sua preferiva togliere
e rimettere i selcini. Uno dei problemi è costituito dal Rivellino:
è stata proposta alla Sovrintendenza una griglia con pietra che,
correndo lungo il muro, dovrebbe portare via l’acqua. A breve
dovrebbero partire anche i lavori da via Gramsci e la nuova
segnaletica in rame agli ingressi del paese e presso i monumenti con
il codice “Qrcity”. Per quel che riguarda la fontana il progetto
c’è, ma “lì rimane”. È ancora Ghironzi a chiedere
informazioni sui residui attivi e sulla situazione de “I
Cappuccini”: il primo cittadino risponde che la struttura dovrebbe
riaprire per festivi e prefestivi a partire dal 2 dicembre. Quanto ai
pagamenti, non sono proprio tranquilli, la nuova gestione ha anche il
vecchio debito e quindi è stato predisposto un piano di rientro con
un tot al mese, anche se ad ottobre non è stato ricevuto nulla. Il
consigliere di minoranza incalza chiedendo quale sia la destinazione
d’uso della struttura, Talè precisa che è adibita a ristorazione e
albergo e non a discoteca, quindi se verrà riutilizzata in tal senso
i vigili provvederanno. Ghironzi sottolinea che si tratta di un bene
storico e quindi usarla come discoteca è fuori luogo, inoltre chiede
informazioni sulla situazione dei residui. La segretaria Ridolfi gli
risponde che è stata fatta un’analisi della situazione con il
revisore dei conti, Talè aggiunge che i tagli subìti con la
spending review sono stati più contenuti rispetto a quelli avuti da
altri perché è stato tagliato di più a chi ha speso maggiormente
in certi capitolati mentre lo è stato fatto in misura minore ai
“virtuosi”. Al voto finale gli otto della maggioranza approvano,
i due della minoranza sono contrari.

Il
quarto e ultimo punto all’ordine del giorno prevede la discussione di
provvedimenti per alienazioni immobiliari. Il sindaco spiega che si
tratta della modifica dei valori degli immobili siti in via
Provinciale e in via Gramsci (a fianco del ristorante La Palomba).
Quello in via Provinciale, che presenta alcuni problemi di acqua e
umidità, verrà venduto al valore rivalutato di 40.000 euro, mentre
l’immobile di via Gramsci dovrà essere estrapolato dal regime degli
immobili di edilizia residenziale pubblica e alienato alle condizioni
di mercato per un valore individuato in 64.000 euro, contro il valore
di 21.000 determinato con il metodo di valutazione degli immobili di
edilizia residenziale pubblica. Quest’ultimo immobile, sito in
posizione di pregio, verrà alienato ai conduttori attuali,
pensionati e in condizioni di salute precaria. Talè precisa che non
verrà venduto un immobile di quelli in via Provinciale, che verrà
tenuto per eventuali incognite future su proposta di Biondi. Il
consigliere Olivieri chiede se tutto ciò verrà messo a bilancio, il
primo cittadino replica che loro “non fanno come la provincia” ma
che le somme verranno inserite solamente se le vendite si
verificheranno. È ancora Olivieri a chiedere in quale capitolo
verrebbero messe le alienazioni, la dottoressa Ridolfi gli risponde
precisando che sarebbe il numero 3150.

I
punti all’ordine del giorno sono esauriti e quindi alle 20.03 il
sindaco scioglie l’assemblea, non prima di aver ringraziato la
minoranza per aver garantito ancora una volta il numero legale e di
conseguenza lo svolgimento del consiglio. L’appuntamento per una
delle ultime assemblee consiliari di questo mandato è (forse) per il
mese successivo.