lunedì 15 Aprile 2024
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Diamoci un’opportunità!

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La conferenza dei
presidenti dei consigli regionali e delle province autonome ha
accolto positivamente l’ipotesi referendaria dell’art. 35 del Decreto
Sviluppo e ha addirittura trovato l’unanimità sull’ipotesi di
portare ad abrogazione anche parti dell’art. 38 dello Sblocca Italia.

Come si legge dagli organi
di stampa: “Alla Conferenza dei presidenti delle assemblee
legislative regionali riunita a Roma, il presidente Giuseppe Di
Pangrazio (presidente del consiglio regionale abruzzese) ha inserito
– con il consenso di tutti – la proposta raccogliendo le istanze
e le preoccupazioni delle associazioni e dei cittadini sul tema
ambientale ed energetico. In questo modo è stata voluta dare
«consistenza istituzionale e rilevanza nazionale» al quesito
referendario che approderà, per l’approvazione assembleare, alla
prossima seduta del consiglio regionale di martedì 15.

Un risultato non scontato,
soprattutto per quello che riguarda lo Sblocca Italia, visto che la
proposta di sottoporre al vaglio dei Consigli regionali l’ipotesi
di referendum è stata votata anche dai presidenti “renziani”.

Franco Iacop, presidente
del Consiglio del Friuli Venezia Giulia, ha dichiarato: “L’unanimità
condivisa nella decisione di predisporre i quesiti referendari
sottolinea come indipendentemente dall’essere direttamente toccati
dal tema delle trivellazioni, tutte le Regioni hanno voluto
esprimersi in merito alla difesa dei territori e alla rivendicazione
della loro partecipazione alle decisioni che riguardano la loro
sostenibilità economica e sociale
”.

Piero Lacozza, presidente
del Consiglio Regionale abruzzese ha invece dichiarato “L’obiettivo
non è quello di un conflitto con il governo nazionale, ma la
rilevante necessità di mettere in mano anche alle Regioni e ai
territori la possibilità di decidere per il destino dei cittadini
che rappresentano
”.

Il
prof. Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale presso
l’Università di Teramo, sta preparando i quesiti e martedì saranno
inviati a tutti i consigli regionali, con la documentazione
necessaria per l’approvazione e il deposito della richiesta.
Da
martedì i Consigli regionali inizieranno a deliberare: primo fra
tutti quello della Basilicata.

Ritengo che si debbano
adottare tutte le forme di comunicazione e di lotta, nel modo più
opportuno e civile, per fare pressione sul Consiglio Regionale delle
Marche affinché provveda a depositare formalmente la proposta
referendaria alla Corte di Cassazione, entro il termine perentorio
del 30 settembre insieme ad altri quattro consigli regionali come
prescritto dall’art. 75 della Costituzione.

Appoggiamo
quindi la richiesta referendaria del Coordinamento nazionale No Triv1per mettere fine alle trivellazioni di attività petrolifere nelle
nostre acque territoriali.

Questo
permetterebbe andare la voto nella primavera del 2016, altrimenti i
procedimenti relativi ai progetti riavviati dall’art. 35 del «Decreto
Sviluppo» arriveranno velocemente a conclusione, anche grazie
all’accelerazione impressa dallo “Sblocca Italia”.

Tra
le poche possibilità che avremo a disposizione, la via referendaria
rappresenta un’occasione importante per contrastare le trivellazioni
nel nostro Paese.

1La
sottoscrizione è aperta e tutti coloro che volessero aderire a
questa iniziativa collettiva, possono inoltrare la loro richiesta
mediante posta elettronica all’indirizzo email del Coordinamento
nazionale No Triv: info@notriv.com andando ad indicare nell’oggetto:
sollecito richiesta deliberazione Consigli regionali pro referendum
abrogativo dell’art. 35, comma 1, decreto-legge 22 giugno 2012, n.
83 («Decreto Sviluppo»), convertito con modificazioni dalla legge
7 agosto 2012, n. 134 (G.U. n. 187, 11 agosto 2012 – Suppl.
Ordinario n. 171).