Ceriscioli affida la sanità a Federico Talè

FEDERICO Talè (Pd) è stato nominato consigliere delegato alla Sanità della Regione. Sostituisce Fabrizio Volpini, che aveva rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico il 4 ottobre. L’ha deciso il presidente Luca Ceriscioli per «proseguire nell’azione di governo sui temi sanitari strategici». «Una figura essenziale – aggiunge il governatore – necessaria per ottimizzare e rendere sempre più efficace il lavoro in ambito sanitario, garantendo una presenza capillare sul territorio, permettendomi, al contempo, di proseguire ad affrontare le attività di governo sul sisma, entrate nella delicata fase della ricostruzione». «Ringrazio il presidente Luca Ceriscioli per la fiducia nei miei confronti – dichiara Federico Talè – e rivolgo gratitudine anche al collega e amico Fabrizio Volpini per il lavoro che ha portato avanti fino ad oggi con competenza e capacità. Continueremo a confrontarci e a collaborare all’interno della IV Commissione che presiede con autorevolezza». POI un focus sull’impegno che l’attende da qui alla primavera 2020: «Assumo un incarico difficile – puntualizza Talè –, a meno di 20 mesi dal termine della legislatura, ma l’ho accettato con forte senso di responsabilità e animato da grande determinazione, con l’obiettivo di spendermi al 100% per il diritto alla salute dei marchigiani. Il governatore mi ha garantito i massimi spazi di operatività. Adesso – prosegue Talè – non è il momento dei proclami, ma quello del lavoro, che dedicherò principalmente a quattro direttrici: l’abbattimento delle liste d’attesa, senza se e senza ma; la risoluzione dei problemi di sovraffollamento dei pronto soccorso; un nuovo Piano socio sanitario in linea coi bisogni dei cittadini; e la modifica della delibera di giunta regionale 1331/2014 che ha messo in ginocchio le strutture che si prendono cura dei nostri ragazzi diversamente abili. Quattro traguardi importanti – conclude Federico Talè –, sui quali mi aspetto la massima collaborazione e condivisione da parte della struttura regionale. E’ la politica che deve dettare le linee».