giovedì 30 Maggio 2024
MafiaPolitica locale

Omicidio Bruzzese Parola alle intercettazioni La verità sui rapporti tra Versace e i Crea

Che Rocco Versace avesse stretti rapporti di fiducia con la cosca Crea di Rizzicoli, è un quadro che udienza dopo udienza sembra essere sempre più inconfutabile. Ieri mattina è proseguito il processo a carico del 57enne calabrese accusato di essere il «palo» nell’omicidio di Marcello Bruzzese, fratello del pentito Girolamo, freddato il giorno di Natale del 2018 in via Bovio. È da diverse udienze che si dà spazio alle interpretazioni, traduzioni e trascrizioni dei periti sulle intercettazioni telefoniche di Versace con la famiglia Crea, che potrebbero essere la chiave di svolta del processo. Le discrepanze che emergono sul dialetto calabrese, non sempre facile da tradurre nemmeno con i consulenti linguistici, si azzerano davanti alla voce dell’imputato. Alta, forte ed inconfondibile anche nelle intercettazioni. A confermarlo, il commissario Giuseppe Fiorilla, impegnato dal 2010 anche alla cattura dei fratelli Giuseppe e Domenico Crea, ora nella squadra mobile di Ragusa. «Una voce inconfondibile – ha detto ieri mattina ai giudici nell’aula della Corte d’Assise di Pesaro –. In tutte le intercettazioni l’abbiamo riconosciuto grazie al suo tono forte che non lascia spazio all’immaginazione». Grazie a delle telecamere messe nel marzo del 2019 dalla polizia nella concessionaria di Salvatore Tripodi – parente di Michelangelo che, assieme a Francesco Candiloro, è già stato condannato all’ergastolo dal tribunale di Ancona per l’omicidio Bruzzese –, è possibile capire il suo stretto, assiduo e continuo rapporto (anche lavorativo) che aveva con gli assassini, oltre a diverse intercettazioni che riportano dialoghi riferiti alla famiglia dei Crea che, secondo l’accusa, potrebbe essere stata la mandante nell’omicidio Bruzzese, con l’intento di porre un regolamento di conti nei confronti del pentito Girolamo. Il commissario Fiorilla, durante la testimonianza, ha riportato alla Corte le procedure passate a carico di Versace, processato, tra i tanti casi, anche nel 2019 e condannato a 4 anni di reclusione per aver favorito la latitanza di Francesco Antonio Crea, figlio del capo cosca Teodoro. L’udienza è stata rinviata al 15 maggio. Giorgia Monticelli