giovedì 30 Aprile 2026
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Morti in mare

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E’
impressionante il racconto dei cinque eritrei sopravvissuti alla
nuova strage, che ha visto ieri morire 73 immigrati durante la
traversata in mare.

E’
l’ennesima tragedia annunciata che pesa sulle spalle del nostro
Paese. Mentre Berlusconi fa salire su aerei di Stato amici ed escort,
le navi dei clandestini vanno alla deriva senza che nessuno presti
soccorso.
Allarmante
il fatto che per oltre 20 giorni queste persone abbiano vagato nel
Mediterraneo senza che nessuna imbarcazione le abbia soccorse.
Laura
Boldrini, portavoce della sezione italiana dell’Alto Commissariato
delle Nazioni Unite per i Rifugiati commenta: “Un triste primato,
quello italiano, che preoccupa enormemente. Come se stesse prevalendo
la paura di aiutare sul dovere di soccorre chi è in difficoltà in
mare. Come se fosse passato il messaggio che chi arriva via mare sia
una sorta di vuoto a perdere. Gli eritrei che arrivano in Italia via
mare sono richiedenti asilo, persone in pericolo che cercano
protezione e a cui l’Italia riconosce questo bisogno e questo
diritto”.
Quanto
è accaduto ieri non è quindi accettabile in un paese come l’Italia!

Dure
prese di posizione del mondo cattolico.
Il
quotidiano dei vescovi scrive: “L’Occidente a occhi chiusi. Non
ha voluto vedere il barcone degli eritrei dispersi in mare, come
durante il nazismo nessuno vedeva i convogli piombati pieni di
ebrei
”.
E
durissime le parole di monsignor Bruno Schettino, presidente della
Commissione episcopale per le migrazioni e arcivescovo di Capua: “Una
grave offesa all’umanità e al senso cristiano della vita
“.
Così come quelle dell’Osservatore romano.

Dure
anche le prese di posizione dell’opposizione. Dario Franceschini,
segretario del Pd, dice: “
Qui
non è più problema di destra o di sinistra, qui siamo di fronte ad
una tragedia annunciata, causata da norme immorali e ingiuste
contrarie al diritto internazionale che hanno anche l’effetto pratico
di ostacolare il soccorso in mare. Il governo sta facendo scelte
macchiate di xenofobia e di razzismo: non si può perdere la capacità
di indignarsi di fronte all’orrore. La stessa indignazione che si
dovrebbe provare davanti allepagine
di Facebook della Lega
, curate dal figlio di Bossi, in cui tutto
questo dolore diventa un gioco intitolato ‘rimbalza il clandestino’
”.