Attenzione al dopo Lodo

Con
la bocciatura del Lodo Alfano i cittadini italiani ritornano tutti
uguali di fronte alla Legge e alla Costituzione.
Non
mi sembra un fatto da poco e così scontato, anche alla luce delle
parole di Bossi che invocava la mobilitazione del popolo da
trascinare in piazza proprio mentre la Corte Costituzionale stava per
decidere. Che ci sia qualche istituzione che comunque resista agli
attacchi e alle minacce è un segno che non tutto in Italia è
assuefatto al populismo .
Il
governo continui pure ad “andare avanti”, ma la decisione della
Corte riporta il potere politico sul mondo terreno rispetto all’idea
che “chi vince le elezioni è sopra tutto e tutti”.
Quello
che purtroppo preoccupa sono le reazioni, le rabbiose dichiarazioni
di chi si è sentito sconfitto. Da un Bossi (ministro) che dichiara
che “se si ferma il federalismo facciamo la guerra”, agli
attacchi del Premier alla stessa Corte (definita “politicizzata”)
e al Presidente della Repubblica (“si sa da che parte sta”).
La
nostra Carta Costituzionale sancisce la divisione dei poteri ed è
considerata una delle migliori Costituzioni europee. Una Costituzione
pensata dopo le vicende del Fascismo e della guerra.
Un
Premier e dei Ministri che attaccano in modo così rozzo altre
cariche istituzionali dimostrano che in questo Governo siedono
persone prive di equilibrio e di senso delle istituzioni.
Berlusconi
mi appare sempre più come l’uomo della divisione. Per tutelare i
propri interessi sarebbe pronto a distruggere il Paese.
Mi
chiedo se di fronte ad un’emergenza democratica, come a me sembra
essere in corso, non sia necessario che tutti i partiti di
opposizione evitino di muoversi “ognuno per conto proprio”, ma
bensì cerchino di incontrarsi al più presto per lanciare, tutti
insieme, una mobilitazione nazionale in difesa della Costituzione.
