Emergenza 118

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I
volontari della Croce Rossa sono una grande risorsa perché
garantiscono il servizio del 118 durante le notti e i giorni festivi
e sono disponibili 365 giorni all’anno.

Tutto
questo a breve potrebbe finire perché si sta insinuando, all’interno
del servizio di emergenza, una strana ondata di privatizzazione.
Il
settore fa gola a molti, se si pensa che ogni giorno cinquemila
ambulanze attraversano l’Italia per salvare vite umane.
Michele
Sasso, in un articolo apparso su Altraeconomia del mese di gennaio,
spiega questa tendenza:

Alcune
“paracroci” si accreditano per svolgere servizio di 118 e
partecipano a gare con offerte al massimo ribasso, mettono in
difficoltà le associazioni di volontariato. “Alla Regione vengono
conteggiate tutte le spese per il trasporto d’emergenza come
materiale medico, benzina, corsi di aggiornamento,ma è dal trasporto
secondario che si guadagna”. Perché con lo stesso personale si
effettuano tutti i servizi privati a pagamento: trasporto anziani e
dializzati, sangue e trasferimento. E il personale spesso è in nero,
ha un contratto ma in altre mansioni. Nessuno controlla i bilanci e
il guadagno è sopratutto nelle grandi città dove il numero di
interventi è maggiore e qualsiasi impresa può sostituirsi alla
Stato costo inferiore e il risultato è il peggioramento della
qualità. Così aumentano i costi ma il servizio non migliora. E’
la regione Lombardia, da sempre all’avanguardia della
privatizzazione della sanità, a fare da apripista. Si scoprono
rimborsi fasulli, spese gonfiate e corsi fantasma.