mercoledì 29 Maggio 2024
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Le lacrime del Ministro

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Domenica
sera, come molti, ho potuto seguire in diretta radio la conferenza
stampa con la quale il governo di Mario Monti ha presentato la
famigerata manovra “salva-Italia”
.

E questo nonostante i
cronisti fossero in evidente imbarazzo per l’impossibilità di
aggiornarci sui fondamentali risultati calcistici, quasi fosse un
delitto sostituire dalla programmazione lo sport nazionale, financo
per una buona causa. Ma non è questo il punto. Durante la
presentazione da parte del Ministro Fornero si è avvertito un
improvviso silenzio, subito coperto dal crepitare dei flash dei
fotografi presenti alla conferenza: il discorso è poi proseguito ad
opera di un paterno Presidente Monti. Più tardi, grazie alle
immagini rimbalzate in ogni dove sul web, ho potuto verificare anche
io che quella strana pausa era dovuta alla commozione del Ministro
del Lavoro sulla parola “sacrifici”. Mi sono rivista il video un
paio di volte, ci ho ripensato, ci ho riflettuto. Non voglio entrare
nel merito di una manovra la cui tanto sbandierata equità sembra
essere rimasta per la maggior parte nella testa di Monti e soci,
lascio volentieri l’esame delle varie misure a chi è più esperto e
titolato della sottoscritta. Quello che volevo invece scrivere è
quello che mi hanno ispirato le lacrime del Ministro. Posto che le
reputo sincere e credibili come una moneta da tre euro, le ho
avvertite subito come un espediente a comando per rendere più
“umana” la presentazione di questa pesantissima manovra. E se ci
si pensa, anche questo va nella medesima direzione di ciò che ci ha
ripetuto Monti sin dall’inizio, cercando di convincerci che questa
manovra sarebbe stata equa e che tutti avremmo fatto il nostro sforzo
per salvare il Paese. E noi, sfiniti da anni di aberrante
berlusconismo e così precipitosi nel festeggiare il governo tecnico
salvatore, ci abbiamo creduto, ci abbiamo sperato, ci abbiamo voluto
sperare. E magari abbiamo pure gioito per l’arrivo di ben tre donne
in ministeri importanti, come certa stampa radical-chic che non si è
lasciata sfuggire l’occasione di celebrare lo stile sobrio delle
nuove arrivate (addirittura mamme e nonne, eh!) rispetto a coloro che
le hanno precedute. E cosa abbiamo ottenuto da cotanta costumatezza?
Le lacrime di un Ministro che non esito a giudicare inopportune,
impudiche e offensive.

Sono inopportune perché
la conferenza stampa in cui si presenta il risultato del lavoro del
Consiglio dei Ministri (sotto gli occhi di tutto un Paese e
dell’Europa) non è assolutamente la sede dove lasciarsi andare alla
“debolezza” di mostrare la propria difficoltà a sottomettere gli
italiani all’orda dei sacrifici appena stabiliti. E tanto più perché
ciò è stato fatto da un Ministro donna, come se fosse l’anello
debole, l’unica valvola di sfogo ammissibile del presunto
rincrescimento dei ministri per quello che hanno deciso: ve li
immaginate Monti o Passera nella stessa situazione? Credo proprio di
no.

Le trovo impudiche perché
la signora Elsa Fornero non è capitata lì per caso, non è stata
costretta da nessuno a fare quello che ha fatto, tutt’altro: sapeva
sin dall’inizio che il primo compito di questo governo tecnico
sarebbe stato quello di accondiscendere alle richieste dell’Europa e
dei mercati, ovviamente a scapito dei soliti noti. E soprattutto, ha
potuto finalmente applicare quelle misure che sostiene da anni,
venendo pure pagata per questo. Se poi il Ministro del Lavoro, così
“tosta” da arrabbiarsi con la delegazione dei giovani ricevuta
nei giorni scorsi perché non vi figuravano donne, non riesce a
reggere il carico psicologico dei sacrifici imposti agli italiani,
arrivando al punto di non riuscire nemmeno a pronunciarli, c’è
qualcosa che non torna.

Da ultimo, le trovo
offensive nei confronti di tutti gli italiani che, per compiacere
borse e spread, da oggi avranno dei veri motivi per piangere, se
ancora ne avranno gli occhi: due lacrimucce che la signora Fornero
potrà archiviare presto (se non lo ha già fatto) come incidente di
percorso, un gesto che offende profondamente chi si trova in reale
difficoltà, ipocrisia pura e semplice da parte di chi non ha avuto
il coraggio di far pagare per una buona volta chi non lo ha mai fatto
e chi ha causato questa crisi.

Ci avevano assicurato che
non sarebbe stata una manovra “lacrime e sangue”, ma così non è
stato: il Ministro ci ha già messo le lacrime, ora tocca ai (soliti)
italiani metterci il sangue.